Lucio Messina: lotta all’evasione alla tassa sui rifiuti

Lucio Messina: lotta all’evasione alla tassa sui rifiuti

0 2537
Storia dell’attività antievasione del Comune di Acireale sulla tassa sui rifiuti solidi urbani.
                                                *******
“Pregiudizialmente ritengo che sia necessario chiarire un concetto su cui, nel linguaggio comune, si genera confusione poiché viene usato, impropriamente, il termine evasione, in modo indistinto, fra coloro che non risultano nei ruoli di riscossione dell’Ente, perché sconosciuti, da quelli che, pur essendo registrati, non adempiono alle loro obbligazioni tributarie. Questa seconda ipotesi riguarda le problematiche relative alla riscossione, su cui ricadono diverse motivazioni che non sono sempre e solo di natura economica ma, purtroppo, anche di contenuto diverso, con il preciso intento di non volere corrispondere la tassa, nella speranza di prescrizioni, condoni o inerzia dell’Agente della riscossione che,secondo i recenti provvedimenti normativi,dal 01.07.2017,modifica (in peggio) i propri metodi attraverso azioni più aggressive ed incisive rispetto alla gestione Equitalia.
Ciò premesso, in un momento di grande transizione sul sistema di raccolta dei rifiuti, ancora in fase di adattamento e di assimilazione educativa, mi sono ripromesso dare una visualizzazione dell’altro aspetto della medaglia e cioè di formulare una sintetica ricostruzione storica dell’attività svolta dagli Uffici sull’azione di ricerca e di rilevazione degli evasori della tassa medesima, per quanto di mia memoria e conoscenza.
Nel 1999 il sistema si basava sui dispositivi di cui al Dlgs.507/93, che ha costituito, per tanti anni,la disciplina su cui hanno dovuto operare i Comuni. Il ruolo,,che riguardava l’esercizio finanziario 1988 comprendeva,in totale 15.600 iscritti(i valori sono arrotondati). Il riscontro più immediato ha riguardato il raffronto fra il numero degli iscritti con quello dei nuclei familiari che, alla data risultavano essere pari a 18.800 circa, comprese le coabitazioni. A ciò andavano sommate le altre attività riguardanti i professionisti, commercianti, enti pubblici e privati ecc. Il vuoto tributario era fin troppo evidente. I mezzi telematici erano quasi inesistenti per cui si decise di intraprendere, da subito, l’attività con sistemi manuali, iniziando, primariamente, con i tabulati anagrafici e con quelli dell’acquedotto, i quali ultimi furono solo parzialmente utili in quanto molti condomini risultavano, al tempo,con un unico contatore per tutta la palazzina. Nel 2001, in piena fase di costruzione di archivi telematici, ai fini ICI, che dovevano servire da incrocio anche per i ruoli dei rifiuti, in particolare per i non residenti possessori di seconde case, avviene un clamoroso furto di tutti i computers dell’Ufficio Tributi, allocato presso l’immobile di proprietà comunale in via dei PP. Filippini, comprese copie degli archivi chiuse a chiave in appositi cassetti. Evidentemente l’azione non era gradita o comunque la si voleva ritardare o ostacolare. Si riparte: l’Amministrazione Interviene tempestivamente al riacquisto dei macchinari e,successivamente, si realizza la meccanizzazione degli Uffici, con il collegamento con il Catasto, la fornitura su sistema informatico dei dati della Camera di Commercio oltre che di altri servizi interni ed esterni, per cui si può disporre di un quadro molto più completo e reale. Si perviene, quindi, al tempo dell’Amministrazione presieduta dal Sindaco Garozzo, dimostratasi sensibile non solo alla importante questione finanziaria (si pensi che la differenza rilevante fra il costo del servizio e l’importo dei ruoli veniva coperta con fondi comunali -oggi no), ma anche al rispetto etico del principio di equità fiscale. Vi furono momenti di grande intensità e di pressione psicologica durante i quali mi sono ritrovato sempre molto vicino l’Assessore alle Finanze, il compianto Pietro Filetti, persona perbene e estremamente corretta,con il quale ci si confrontava giornalmente sull’andamento della gestione del servizio. In quel periodo ed in quella occasione vennero controllate tre annualità-2003-2004 e 2005: si trattò della più grande verifica generale mai effettuata dal Comune di Acireale, con l’invio di 5.700 avvisi di accertamento:impatto duro ma estremamente importante. Gli effetti di quella maxi operazione hanno riguardato:
1) Riordino ed organizzazione degli archivi per una corretta imputazione della tassa sui rifiuti;
2)Rilevante recupero finanziario di tasse arretrate dovute e non corrisposte; 3)Garanzia di una riscossione a regime per il futuro.
Vi furono, inevitabilmente, polemiche e controversie, per la verità molto civili, con un contenzioso modestissimo. Si trattò,comunque dell’operazione tributaria più importante del Comune di Acireale mai realizzata. La platea degli accertati era costituita nella gran parte da evasori totali, ma comprendeva anche soggetti le cui dichiarazioni erano difformi rispetto alla reale situazione(elusione). Sono stati, comunque garantiti tutti coloro che, in questa seconda ipotesi avevano agito, documentalmente, in buona fede, per i quali, previo apposito parere dell’ottimo Prof. Ignazio Marino, hanno potuto godere dei benefici delle agevolazioni sulle sanzioni,ai sensi della Legge 212 (Statuto dei diritti del contribuente). La normativa su cui si fondò l’azione del Comune è stata la L:311/2004-Finanziaria 2005. Il nostro Comune è stato il primo della provincia di Catania ad applicarla ed uno dei primi di tutta la Sicilia (80% della superficie catastale quale tassazione) ad operare con questo innovativo sistema, fino ad allora basato sul calcolo della superficie interna degli immobili. Alla fine del 2006 il MEF, su disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha disposto una ispezione in vari comuni, a campione, fra cui il ns. comune,per verificare la regolarità, l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa degli Uffici. Durata del controllo: poco meno di un mese. Esito: ottimo, salvo un generico suggerimento di attenzione sull’attività della società di riscossione, alla quale erano state fatte diverse contestazioni. Spesso mi sono chiesto cosa sarebbe successo in caso contrario-sicuramente in prima pagina. Unico rimpianto un po’ di solitudine in quella occasione, ma non eravamo appestati bensì in buona salute. Le buone notizie, comunque , passano inosservate.
La considerazione resta quella di avere svolto un lavoro con cui si è costituita la base per gli anni a seguire,dove l’attività del servizio tributi si è sempre più migliorata nel tempo,mantenendosi su livelli di professionalità crescente e sempre più qualificata fino al giorno d’oggi, dove i dipendenti agiscono quasi sempre in un rapporto non sempre agevole, dove spesso si opera in contraddittorio. E’ chiaro che trattasi di una azione dinamica, in quanto, nel tempo, le situazioni si modificano più o meno velocemente,con cambi di residenza, nuove attività nuove professioni, azioni abilmente nascoste, per cui è necessario un aggiornamento ed un adeguamento costante, dove, fra l’altro, si è registrato una importante modifica anche nel campo normativo (tarsu-tares-tari). Con gli anni a seguire l’attività si è sempre più affinata, potendo disporre di tecniche innovative e di altri strumenti informativi più efficaci, con l’aggiornamento sistematico delle banche dati. Comunque nuove formule operative potrebbero riguardare il condizionamento al rilascio della residenza anagrafica alla denuncia della tassa oppure ad una licenza commerciale ovvero al rilascio di concessioni. L’attuale Amministrazione comunale ha dimostrato grande determinazione sulla questione fiscale che rappresenta, fra l’altro, anche la maggiore fonte di finanziamento del bilancio, atteso che i trasferimenti regionali e statali sono ormai ridottissimi, potendo contare su un potenziale di professionalità e di formazione di alto livello qualitativo, oltre che di onestà: i recenti dati pubblicati sulla evasione ne sono una evidente dimostrazione. Occorre, ma credo sia in parte attuato, una azione sinergica fra i vari settori comunali: lo scambio di informazioni in tempo reale potrebbe migliorare ancor più il servizio. Certo esistono ancora soggetti che tendono a svincolarsi abilmente da questo dovere civico non coscienti che il Comune sostiene un importante onere sul costo del servizio di raccolta dei rifiuti ed è giusto che ognuno partecipi per quanto dovuto. In conclusione, ad ogni buon conto, si può affermare che l’attuale numero di iscritti nei ruoli della tassa ha subìto un crescendo ed oggi si staglia su livelli di tutto rispetto anche in termini di analisi qualitativa dei dati con suddivisione per categorie, per settori di appartenenza che permettono la verifica veloce di eventuali discrepanze o anomalie. Salvo errori dovrebbero essere registrati intorno a 22.500 iscritti, scaturiti da un lavoro attento e certosino. Personalmente non ho mai creduto a soluzioni magiche che qualche sprovveduto propone con generica faciloneria e approssimazione. Ma la riscossione è, comunque, tutta un’altra storia.”
Lucio Messina
sdm