Daily Archives: Apr 8, 2017

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La Corte di Appello ha rovesciato la Sentenza di primo grado.
Ora la parola passa alla Suprema Corte di Cassazione.
L’amara vicenda Pallavolo Catania-Irfis-Comune di Acireale alla fine, visto l’andazzo, sarà molto probabilmente un’altra tegola sulla testa degli Acesi.
sentenza-tupparello-abbissata
Il Sindaco Barbagallo e l’Assessore Fichera affermano che il CCR si farà.
Noi crediamo ai nostri Amministratori, votandoli abbiamo dato loro una fiducia quinquennale e non è questo il momento che la stessa possa venir meno.

Purtroppo nel lontano 1987, (bei tempi, avevo 24 anni) l’Amministrazione di allora sottoscrisse ciò che ci porta ora ad essere “curnuti e mazziati”.
Il Comune di Acireale allora acconsentì che si ipotecasse (terzo datore) ciò che gli sarebbe spettato dopo il 2019, il tutto non vincolato al patrimonio indisponibile.

Dopo trenta anni, ci ritroveremo senza palazzetto, senza terreno e di conseguenza senza CCR che su quest’ultimo si sta realizzando?

Dalla sentenza:
“In punto di fatto occorre ricordare quanto segue: a) il Comune di Acireale, con delibera consiliare n. 444 del 18 agosto 1987, ha approvato la concessione del diritto di superficie sul lotto di terreno sito in Acireale (zona Tupparello), esteso per mq. 21.900 (in catasto del comune di Acireale alla partita 937, foglio di mappa n.64, particelle 110, 111 e 553, ex 110/b) con destinazione di piano ad attrezzature sportive, in favore della società “Pallavolo Catania” s.r.l. per la costruzione di un centro polisportivo; b) con successiva delibera consiliare n. 483 del 21 novembre 1987 è stato approvato lo schema di convenzione per la costituzione del diritto di superficie e per l’uso diretto dell’impianto da parte del Comune per un giorno la settimana; c) in data 27 ottobre 1988 è stata stipulata la relativa convenzione con la Pallavolo Catania s.r.l. con cui è stato costituito il diritto di superficie per anni trenta (fino all’anno 2019); d) per la realizzazione delle opere la Pallavolo Catania s.r.l. ha richiesto finanziamenti all’IRFIS (erogati con contratti di mutuo del 9.4.1991 e del 24.4.1992) garantiti con ipoteca sul detto immobile, il Comune di Acireale ha partecipato a tali rogiti quale terzo datore; e) la mutuataria si è resa inadempiente al pagamento degli interessi di preammortamento (per la somma di vecchie lire 936.937.779,00)  sicchè l’IRFIS ha sottoposto a pignoramento l’intero complesso immobiliare, ossia il realizzato Palasport ed le relative pertinenze; f) in data 12 aprile 2001 è stato dichiarato il fallimento della Pallavolo Catania s.r.l.”

dopo i fatti, il diritto:

sentenza2tupparello

 

Ju non ni capisciu assai, anzi quasi nenti, anzi zero patacca.
Ma, d’accussì, mi fa ‘mpressioni ca nuatri ddocu ci appizzamu u sceccu cu tutti i carrubbi.

Qualche libero navigatore giurista che mi possa consolare spero che ci sia.
Grazie.

(santodimauro)

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ACIREALE – Corso Italia, la tromba d’aria, i marcipiedi e le risorse per la ricostruzione. Con i fondi regionali è previsto, tra l’altro anche il recupero del marcipiede di corso Italia dove sono presenti oltre cento alberi di ficus che hanno prodotto un serrato dibattito cittadino in riferimento alla loro sorte.

Secondo il primo progetto i fusti di corso Italia alto sarebbero dovuti essere “tagliati a raso” perchè come sostenuto per mesi dall’amministrazione con l’assessore Ardita: “creano problemi con le radici e i frutti quando cadono a terra rilasciano una sostanza pericolosa per automobilisti e motociclisti”.

Iniziarono così le proteste da parte di una parte notevole di cittadini che, invece, vorrebbero che i ficus rimanessero al loro posto. Insieme ai cittadini si sono riunti anche agronomi che hanno chiarito che i ficus con oppoertune accorgimenti possono rimanere ad arricchire il corso Italia alto.

Seconda ipotesi. L’espianto. In un’intervista a FanCity Acireale sempre l’assessore Ardita ci fece sapere che l’espianto sarebbe stata la soluzione che l’amministrazione stava mettendo in campo in alternativa al famoso e triste “taglio a raso”. Sarebbe stati invitati dei vivai, attraverso regolare gara, che si sarebbero dovuti occupare dell’espianto senza oneri per l’Ente e che in “cambio del servizio” avrebbero avuto la possibilità di portare i ficus superstiti all’espianto nei loro vivai. Anche questa ipotesi sembra essere tramontata.

Le ultime atuorevoli “riumors” ci portano a pensare che i ficus rimarranno li dove i cittadini vogliono che restaono: al loro posto. A loro dovrebbe essere dedicata una striscia sufficiente di terra (un’aiuola dedicata) per crescere ed essere potati con regolarità per contene e controllare lo sviluppo. Un bel marciapiede, una striscia di lerra per la flora e la carreggiata che subirebbe un piccolo restringimento. Un restringimento assai possibile visto che la carreggiata è davvero grande e non necessaria per il flusso veicolare.

Meno spazio alle autovetture, più marciapiede per i pedoni e spazi vitale per i ficus. Speriamo che questa soluzione sia quella definitiva e che le proteste e le manifestazioni previste non dovranno avere seguito grazie ad una soluzione condivisa, ambietalista e rispettosa degli amici verdi.

(mAd)