25 novembre, Acireale dice no, alla violenza sulle donne

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Da anni Fancity manifesta contro il femminicidio.
Una delle tante lotte condotte sul territorio acese, grazie ad importanti iniziative promosse.
La prima marcia per dire “Basta!” alla violenza di genere, fu promossa proprio dal gruppo e accolta con partecipazione dai liberi navigatori.
In queste immagini ricordiamo la marcia, la simbologia, l’unione di donne che danno voce ad altre donne che l’hanno ormai persa, per mano di qualcuno che invece avrebbe dovuto amarle e proteggerle, qualcuno a cui avevano affidato il proprio cuore e la propria vita, lasciandosi andare completamente, con fiducia e grandi sentimenti.
Da anni Fancity alza la voce contro ogni forma di violenza, e così urla al posto delle vittime, urla perché si possa quanto più conoscere e sensibilizzare, nella speranza di aiutare chi ancora potrebbe salvarsi, perché non ce ne sia una di più.
La Redazione anche quest’anno cammina al fianco delle donne, unite in un progetto nuovo, un intreccio di fili e di storie, relazioni condivise, un inno alla bellezza, alla forza dell’unione, al valore della vita.
Il progetto è Viva Vittoria, “La coperta di Palmina”, che attraversando diverse città arriva ad Acireale, condiviso dalla Fidapa e sposato dall’amministrazione.
Il 24 e 25 novembre, tante coperte realizzate da mani di donne laboriose e solidali, verranno distese in piazza Duomo, una distesa di colore e bellezza contro la violenza di genere.

È utile leggere qualche dato, per comprendere la problematica.
Aumentano le violenze, nei primi sei mesi del 2018 erano già 44 le vittime, e nei mesi successivi e ultime settimane il numero è notevolmente cresciuto.
Le vittime corrispondono al 30% in piu’ rispetto lo stesso periodo del 2017. A stilare il bilancio e’ l’associazione Sos Stalking, che ricorda come nel 2017 abbiano perso la vita 113 donne: due di queste, in particolare, erano in stato di gravidanza. Ad uccidere sono stati, nella quasi totalita’ dei casi, mariti, compagni o ex, incapaci di accettare la fine della relazione o la volonta’ della partner di volersi ricostruire una vita al di fuori della coppia.
Il bilancio varia da regione a regione e, le morti confermano il triste primato della Lombardia, con il numero piu’ alto di donne assassinate, seguita poi da Campania, Piemonte, Lazio e Toscana. Altri casi di femminicidio registrati in Liguria, Veneto, Abruzzo e Calabria, mentre le restanti Puglia, Basilicata, Marche, Emilia-Romagna, Trentino Alto-Adige, Friuli Venezia-Giulia e Sicilia.

Questi dati, preoccupanti dovrebbero allarmarci tutti, poiché riguardano ognuno di noi.
Non dimentichiamo che queste donne erano figlie, sorelle ed anche madri, e tanti bambini sono stati privati dell’amore e della protezione di una madre, e della figura protettiva che normalmente si dovrebbe avere di un padre.
Hanno conosciuto un dolore troppo grande per le loro giovani vite.
Ci riguarda tutti perché ci sono ancora molto donne da salvare, che vivono nella violenza quotidiana, nella prevaricazione, nella subordinazione, raggomitolate in un angolo buio, nascoste nel silenzio, per paura, vergogna, addirittura schiacciate da un immotivato senso di colpa, inculcato da una tradizionale cultura che vede ancora la donna “al servizio” del proprio uomo, ad assecondarlo in tutto e per tutto.
Ci riguarda tutti perché i familiari combattono il dolore e combattono perché le leggi vengano cambiate, perché le vittime abbiano giustizia e per gli omicida ci sia la certezza della pena.
Nessuno sconto, nessun patteggiamento, nessun profilo di incapacità di intendere e volete, nessuna mancanza di lucidità.
Un uomo che muove violenza contro la madre dei propri figli, ha una unica incapacità : quella di amare e di rispettare l’individualità della donna, considerata un oggetto, un possesso, un valore inferiore.
Alziamo la voce, alziamo la testa, ascoltiamole, aiutiamole, ascoltiamoci, aiutiamoci.
Non una di più.

#fancity

( Laura Magliocco )