25 novembre: al via il progetto “La coperta di Palmina”

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Si è tenuto sabato mattina al Palazzo di Città il primo incontro tra alcune delle figure che muoveranno i fili della programmazione di una importante giornata, quella del 25 novembre 2018, ovvero la Giornata internazionale sulla violenza contro le donne.

Parlavo di fili si… fili di lana che si intrecceranno per dare forma ad un progetto comune che porta il nome di “Una coperta per Palmina”, in memoria del corpicino di una neonata abbandonata nel 1980 tra i rifiuti e che la comunità di Palma di Montechiaro adottò donandole il nome di Palmina e assicurandole una degna sepoltura.

L’iniziativa nasce dalla Fidapa ( Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari ) di Palma di Montechiaro ed è inserita nel progetto nazionale di ” Viva Vittoria, opera d’arte relazionale condivisa”, partito da Brescia ad opera di Cristina Begni ed esteso in diverse città d’Italia, Palma di Montechiaro ancora unica del Sud.

La Fidapa di Acireale, oggi sposa il progetto e lo propone alle associazioni che vorranno declinarlo al loro interno e a tutta la comunità acese.

Ma cos’è la coperta di Palmina?

È una vera e propria coperta, realizzata dalle mani di tantissime donne, formata da moduli di lavorazione a maglia o uncinetto di misura 50×50, che saranno uniti con un filo rosso, simbolo dell’unione tra le donne, ad altri moduli, per formare delle piccole coperte 100×100, che, unite ancora le une alle altre, daranno forma ad una grande coperta in maglia multicolore.

Ogni modulo potrà essere personalizzato con il nome o un simbolo, catalogato, e tutte le coperte realizzate verranno scambiate e condivise tra le varie città aderenti, proprio per trasmettere il messaggio che “Insieme si può, cominciando sempre da noi stessi” – così come ci racconta Marilena Vaccaro, Presidente della Fidapa di Palma e promotrice dell’iniziativa – ” Sono entusiasta, orgogliosa ed emozionata nell’illustrarvi il progetto di “Viva Vittoria”, che ho conosciuto per caso mentre mi trovavo a Verona, e che ho voluto portare nel mio paese dandogli una connotazione territoriale, dedicandolo appunto alla piccola sfortunata Palmina. Questo progetto ha vari risvolti, oltre l’immenso aspetto artistico, la valorizzazione del territorio perché esposto, quello più importante è il risvolto sociale, poiché coinvolge persone di ogni estrazione, culturale, religiosa e politica che collaborano insieme attraverso una tecnica antichissima, fare maglia appunto, per un obiettivo comune e per offrire un messaggio di forza nell’unione.”

E di legami ci parla anche l’architetto Rosa Maria Garozzo, Presidente della Fidapa di Acireale.

Sostiene infatti, riferendosi alla teoria di Hopcke, che : “Nulla accade per caso, si creano spostamenti di onde magnetiche che aggregano le persone. Ed è proprio quello che sta avvenendo, dall’incontro con l’assessore alle Politiche Sociali che porta lo stesso nome a cui è dedicato il progetto, Palmina appunto, dalla lana donata dal maglificio Tomax, alla lavorazione condivisa assieme alle donne ospiti dell’ associazione religiosa Madonna della Tenda di Suor Rosalba, dai moduli lavorati dalle nostre associate a quelli che arriveranno dalla collaborazione con altre associazioni, coi club service e da tutti coloro che vorranno aderire all’iniziativa.

Questo progetto crea rapporti e relazioni tra noi e l’elemento fisico è proprio il modulo, il quadrato 50×50, con il quale abbiamo concretizzato il concetto di rete.

La nostra associazione si fonda su tre momenti fondamentali, La notte delle candele, L’8 marzo e appunto Il 25 novembre.

Quest’anno per questa giornata non vogliamo fare comunicati, intendiamo trasmettere un messaggio di bellezza e condivisione, poiché la violenza nasce da rapporti malati, dalla mancanza di valori, è urgente un’educazione sentimentale. La manifestazione, l’esposizione di un lavoro condiviso, realizzato da più mani, valorizzerà ancora di più questa città già così bella, rendendola ancora più colorata e partecipata”.

E ben si lega la riflessione dell’assessore Dott. Palmina Fraschilla : ” Provengo da un paesino, dove una volta si cresceva tutti insieme, eravamo figli di tutti, dell’intera comunità, le vicine di casa le chiamavano “zie”. Tutti si prendevano cura di tutti. Oggi mi accorgo che che abbiamo perso il senso di appartenenza ad una comunità, non conosciamo più il vicino di casa, non ci preoccupiamo più dell’altro, sempre di fretta, di corsa, totalmente immersi esclusivamente nelle nostre vite.

Una volta invece era sufficiente appunto un gomitolo di lana, che è poi il simbolo di questo progetto, per sedersi insieme e raccontarsi, condividendo ognuno la propria storia, e questo raccontare di sé era catartico, ci si alleggeriva l’animo.

Oggi sembra quasi che abbiamo smesso di amarci, di cercarvi, di volerci conoscere, noi donne soprattutto tendiamo più ad essere nemiche, a competere, che a legarci ed essere solidali. Dovremmo invece essere più attente e provare ad immedesimarci nelle storie degli altri, metterci in atteggiamento di ascolto così che chi vive situazioni di violenza, di qualunque tipologia, fisica, psicologica, possa trovare nell’altro rifugio e protezione, e non vergogna o paura del giudizio.

Questo momento simbolico di aggregazione deve diventare reale e concreto.”

A dare il benvenuto a tutti i presenti a questo primo step di collaborazione, il Presidente del Consiglio Sonia Abbotto : ” Mi presento sempre come primo presidente del consiglio donna di Acireale, affermandolo con molto orgoglio perché credo che riuscirò a dare quell’impronta tipica del genere femminile, così ricco di caratteristiche e talenti. Sono una sostenitrice del concetto di parità di genere, inteso come peculiarità tipiche del genere maschile e del genere femminile, poiché ritengo che la parità di opportunità sia si fondamentale, ma che i due generi abbiamo peculiarità che vanno differenziate, altrimenti saremmo “piatti”, tutti uguali insomma.

La sinergia tra i due generi è la chiave dell’equilibrio e della buona riuscita.

Sono qui a darvi il benvenuto e a porgervi i saluti del Sindaco, offrendovi gli spazi del Palazzo di Città, che è metaforicamente la casa di tutti e tengo particolarmente a tenerne le porte sempre aperte a tutti coloro che dovessero averne bisogno, come luogo di confronto, collaborazione e crescita.”

Tra gli altri pronti a fare rete, erano presenti a questo primissimo incontro esplicativo dell’idea, Sergio Spina per l’associazione Costarelli, componenti del Rotary Club e le associate del Fidapa.

La red di Fancity aderisce con entusiasmo e partecipazione il progetto…e voi, avete già iniziato a sferruzzare?

( Laura Magliocco )