A TU PER TU CON GIANLUCA CANNAVO’: «ABBIAMO UNA STORIA DA DIFENDERE»

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Tifoso prima, adesso presidente: Gianluca Cannavò è da inizio 2018 alla guida dell’Acireale Calcio, società rilevata sull’orlo di un possibile fallimento ma con la consapevolezza di averci messo la faccia quando nessuno lo avrebbe fatto. Grazie al grande lavoro svolto insieme al direttore Giuseppe Fasone e ai tifosi si è quindi riusciti ad evitare quello che sarebbe potuto essere il punto più basso della storia granata.

Parlando del Gianluca Cannavò tifoso e non presidente. Che soddisfazione si prova ad aver preso in mano l’Acireale in un momento difficilissimo come quello in cui si trovava la società ad inizio 2018, quasi sull’orlo di non riuscire nemmeno a portare a termine il campionato, ed essere riuscito a portarla alla situazione di apparente stabilità che c’è in questo momento?

Si tratta di un argomento abbastanza difficile da spiegare. E’ sicuramente una soddisfazione, ma allo stesso tempo è stata una grande responsabilità, perchè sappiamo bene che chi agisce purtroppo può anche sbagliare e può essere soggetto alle critiche dell’opinione pubblica, chi invece decide di non agire è certo di non sbagliare mai. Io ho deciso di agire perchè non si poteva andare avanti per quel verso e devo dire che in pochi giorni siamo passati da una probabile terza categoria ad un presente in serie D che è la quarta serie nazionale. Devo ringraziare tutti quelli che mi hanno supportato e con cui collaboro giornalmente, come il direttore generale Giuseppe Fasone, che hanno individuato in me la persona su cui fare affidamento in un momento difficile come quello che si era prosepettato a gennaio scorso ed insieme siamo riusciti ad uscirne.

In tutto questo che giudizio dai all’apporto dei tifosi tramite il progetto crownfunding?

Onestamente ci aspettavamo altri numeri, ben oltre il centinaio di soci attuali. A discolpa di chi non ha voluto intervenire in favore dell’Acireale Calcio, però, dico che si era davvero in una situazione di totale sfiducia e iniziative come la nostra sono state poco valutate. Noi siamo voluti intervenire senza prendere in giro nessuno, affrontando la realtà dei fatti e senza far proclami di alcun tipo. Siamo comunque felici che oltre un centinaio di persone abbiano deciso di intervenire e di dare il loro aiuto ed il nostro obiettivo adesso è quello di raddoppiare e poi triplicare i soci nel giro di tre anni, quindi di riportare quanti più tifosi possibili allo stadio.

Parlando dell’imprenditoria locale, perchè non c’è un altro Gianluca Cannavò che esce allo scoperto? Mancanza di interesse o mancanza di coraggio?

Io credo che non si tratti di mancanza di interesse ma di paura di uscire allo scoperto. Purtroppo il calcio di oggi rispecchia un po il movimento nazionale, come fosse un riflesso. E’ difficile pensare che imprenditori locali, ma soprattutto di fuori investano migliaia di euro sul calcio, non a caso anno dopo anno sono tante le società che falliscono, alcune anche con una storia importantissima alle spalle, non ultime Bari e Cesena. Come dicevo prima, chi non fa non sbaglia mai. Noi dal canto nostro speriamo sempre che qualcuno decida invece di uscire allo scoperto, di metterci la faccia e di aiutare una società storica come l’Acireale. A noi non interessa qualcuno che investa migliaia e migliaia di euro, ma qualcuno di serio che abbia voglia di fare.

Per quanto riguarda il campo invece, cosa ti aspetti da quest’annata e che campionato pensi possa fare la squadra con Carlo Breve alla guida?

Noi siamo partiti intanto senza alcun proclamo. L’obiettivo deve essere la salvezza e il mantenimento della categoria, è ovvio poi che ciò che viene oltre questa soglia è tutto di guadagnato. La rosa credo sia all’altezza grazie ai nostri under, tutti molto bravi e con esperienza in queste categorie e poi senior come Savanarola, Russo, Madonia, Campanaro, Gambuzza credo siano giocatori con un curriculum importante e che fanno assolutamente al caso nostro.

Si può dire che per la prima volta si riparte dalla parola serietà e che si può finalmente pensare anche ad un futuro prossimo?

La serietà deve essere la base di partenza, perchè senza di essa difficilmente può esistere un progetto. Avendo serietà si può quindi pensare ad un progetto che non sia soltanto di breve durata. Credo che noi stiamo dimostrando questo e soprattutto stiamo dimostrando voglia di fare il bene per l’Acireale, perchè parliamo di una società che ha una certa storia da difendere e tra le più importanti del panorama siciliano.

(Giorgio Cavallaro)