Acireale, 14 precari verso la stabilizzazione

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Finalmente anche Acireale stabilizza. Eravamo l’ultimo Comune d’Italia per stabilizzazione del lavoro precario all’Ente, nessuna stabilizzazione da decenni e interi settori della pubblica amministrazione gestiti da personale precario. Finalmente arriva una buona notizia per quattordici precari che da tanto tempo attendono di essere “stabilizzati” e vedere il futuro con maggiore speranze e migliori prospettive.

Con la delibera di giunta del 29 febbraio 2017 (amministrazione Barbagallo, approvazione del fabbisogno del personale per il triennio 2017 – 2019 e il piano di assunzioni 2017) venivano indicate le unità da stabilizzare nel numero di quattordici. Nello specifico: 5 ausiliari del traffico, 4 esecutore amministrativo, 3 operaio generico, 1 ausiliario generico, 1 ausiliario asili nido. Questo blocco di stabilizzazione veniva approvato il 29 dicembre 2017. Le date sono importanti per capire quando è iniziato l’iter per la stabilizzazione.

Con i tempi che corrono la stabilizzazione dei lavoratori precari è sempre una notizia importante specialmente per i soggetti interessati che possono vedere il lavoro diventare a “tempo indeterminato” e potere, così, pianificare meglio e con più serenità il proprio futuro. La stabilizzazione a copertura dei quattordici posti disponibili si svolgerà “mediante concorso pubblico per titoli”.

Si scrive una pagina storica per il Comune di Acireale che nei decenni non ha mai stabilizzato un solo precario, una pagina che è la dimostrazione evidente che le buone pratiche possono e devono essere condivise anche quando si alternano le compagini politiche al governo cittadino. L’iter iniziato con l’amministrazione Barbagallo si conclude con la consiliatura Alì.

Ricordiamo infatti che per la stabilizzazione dei precari sono necessarie procedure che devono essere adeguatamente programmate dall’ente nel triennio di riferimento, coerentemente ai programmi economico – finanziari. Poi, ovviamente, sono necessari alcuni requisiti, ne ricordiamo uno per tutti, ovvero che il dipendente precario “abbia maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze della stessa amministrazione che procede all’assunzione, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni”.

(mAd)