Acireale è sempre stata una città profondamente di destra.

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Ormai ho una certa età e da sempre ho assisto a risultati elettorali che hanno premiato il centrodestra, ad Acireale DC, MSI, Forza Italia e AN hanno avuto maggioranze bulgare. Contemporaneamente ho assistito ad un continuo declino della città e a grandi recriminazioni degli acesi. Senza comunque mai cambiare scelta politica prima MSI e DC poi Forza Italia e Alleanza Nazionale. Adesso probabilmente anche la Lega.

Nel frattempo Acireale è arretrata su tutti i fronti: culturale, turistico, economico etc. ma la classe dirigente era sempre quella. Colpa, evidentemente, anche di chi avanzava proposte differenti ma che non è riuscito ad essere credibile. Sicuramente, però, molto di più dell’ignavia della gente, che vota al motto di lamentarsi e non cambiare. La  certezza di essere eletti a prescindere dei risultati raggiunti è una iattura per il territorio, qualsiasi sia comunque l’orientamento politico.

In questo contesto la scelta di Renzi di puntare su D’Agostino, anche se estremamente cinica e spregiudicata mi sembra l’unica vincente dal punto di vista numerico. L’unico modo di raccogliere consenso in questa città che non è stata capace di costruire una classe politica di centrosinistra credibile per affrontare la competizione ad armi pari. Un’imposizione, più o meno condivisa dalla classe dirigente locale, che evidenzia la morte di primarie e scelta dal basso, in questo nuovo modo di agire del PD.

Il problema sarà per chi deve votare e non si identifica in questa scelta. Spero che tutti vadano a votare, scegliendo quella che ad ognuno appare l’ipotesi meno peggiore, tenendo anche conto del contesto nazionale.

I numeri ed i grafici che riporto, relativi ai risultati elettorali dal 1948 ad oggi mi fanno rabbrividire. Soprattutto perché dovrebbero testimoniare una realtà felice e prosperosa, soddisfatta dell’operato dei propri amministratori.

Assoluto dominio del centrodestra, d’altra parte basta ricordare che ad Acireale i voti per la Monarchia furono 15.708 (pari all’85,8%) e quelli per la Repubblica 2.595 (pari al 14,2%).

Solo nelle ultime nazionali il movimento 5 stelle ha scalfito il consueto predominio, è facile vedere il travaso di voti dal cdx ai 5 stelle.

I risultati li ho divisi tra prima e dopo il 1994, quelli precedenti riportano alla memoria anche tanti simboli che una volta rappresentavano il potere e stabilivano limiti invalicabili fra gli schieramenti. Oggi tutto è liquido.

(Stefano Alì)