Acireale, giovani in fuga. Incontro promosso dalla Lega

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ACIREALE – Ieri (09/03/2019) nell’antisala consiliare di Palazzo di Città si è svolto un incontro, organizzato dalla Lega di Acireale, dal tema “Giovani in fuga, di ritorno… e profeti in patria”.

All’incontro organizzato dal consigliere comunale Alessandro Coco, erano presenti l’on. Alessandro Pagano (Lega), Fabio Canaterella (ass. Comune di Catania resp, Enti locali per la Lega), il dott. Andrea Patanè (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano). Per il comune di Acireale ha portato i saluti la presidente del consiglio comunale Sonia Abbotto.

L’incontro si è sviluppato intorno al tema della fuga dei giovani dalla Sicilia e non solo, un fenomeno che dal 2002 sembra essere inarrestabile e che si aggiunge allo scarso indice di natalità, due fattori che stanno spopolando interi paesi. Generazioni che fuggono, che trovano migliore collocazione professionale oltre confine, che trovano migliore collocazione in altri Paesi europei e oltre oceano. Interessante, durante lo svolgimento della serata, i passaggi dei relatori relativi alle lungaggini burocratiche dei comuni del sud che invece di facilitare il compito a chi vuole fare imprese, sempre più di frequente, sono un vero freno allo sviluppo e all’intraprendenza imprenditoriale.

Già da alcuni anni i dati realtivi al fenomeno sono davvero preccupanti. Dal 2013 al 2017, è stata registrata una perdita netta di popolazione italiana della fascia di età tra i 24 e i 34 anni di circa 244 mila unità, di cui il 64% possiede un titolo di studio medio-alto. Nell’anno 2017 oltre 28mila laureati italiani se ne sono andati dall’Italia, sono oltre 156mila tra laureati e diplomati. In forte aumento tra 2013 e 2017 il numero di emigrati diplomati (+32,9%) e laureati (41,8%). Insomma un flusso di giovani che lascia il Belpaese assai simile a quello degli anni del dopoguerra, solo che prima si partiva per cercare lavori umili ed emigravano padri di famiglia e giovani con un basso titolo di studio, adesso quelli che vanno via sono giovani laureati alla ricerca di una migliore collocazione rispetto alla competenze acquisite.

Secondo il recente resoconto ISTAT le “motivazioni che spingono i giovani migranti a lasciare l’Italia sono da attribuire in parte all’andamento negativo del mercato del lavoro italiano e, in parte, alla nuova ottica di globalizzazione, che induce i giovani più qualificati a investire il proprio talento nei Paesi esteri in cui sono maggiori le opportunità di carriera e di retribuzione”. Ovviamente a sud il fenomeno è ancora maggiormente esteso.

Nel convegno tenuto all’antisala consiliare tutti concordi i relatori nell’individuare le problematiche relative al fenomeno migratorio. Un’impianto burocratico macchinoso, la tassazione spesso insopportabile, lo sfruttamento della manodopera intellettuale e le dinamiche della globalizzazione che prevedono un mercato globale che non lascia spazio all’improvvisazione e ai ritardi nella programmazione e nell’attuazione dei progetti di sviluppo.

(mAd)