Acireale piange in silenzio una giovane vita spezzata.

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Dolore per una giovane vita che vola via per sempre. Acireale piange in silenzio una giovane vita spezzata.

Mai nessuno dovrebbe conoscere il dolore per la perdita di un figlio; è innaturale, è il massimo dolore che si possa sopportare, è una ferita nell’anima che non potrà mai guarire. Un ragazzo ci lascia con un gesto eclatante, forte, silenzioso, pubblico. Lascia questo mondo e ci consegna il silenzio del dolore sordo, l’irrazionale che diventa fine ultimo, lascia ognuno di noi senza fiato, senza conforto, senza alcuna possibilità di razionalizzare il fatto, l’evento, il lutto.

Acireale piange in silenzio una giovane vita spezzata chissà da quale tormento interiore, ognuno di noi si sente ferito, privato dalla ragione, consegnato e strattonato dentro il destino crudele di un giovane concittadino.

La fine prende tutti di nascosto, la fine è un pensiero troppo acuto per la conoscenza umana. Un ragazzo vola per sempre, scompare e riappare nel frastuono dei nostri incubi peggiori; un ragazzo va via per sempre e tutti noi ci sentiamo più soli, più fragili, più vulnerabili.

Comprendere il dolore di chi rimane a ricordare la vita del nostro ragazzo è difficile, impossibile per certi aspetti. Rimuoviamo la sensazione, nascondiamo le lacrime, freniamo i singhiozzi; una giovane vita scompare tra lo stupore e l’angoscia. Una giovane vita perduta, scappata via dal destino.

Davanti a tali atti siamo tutti impotenti e il solo pensiero ci ferisce, siamo soli nella disperazione dei giorni, soli lungo il percorso delle nostre esistenze e un giovane che vola incontro alla morte è un grido, un urlo a cui non sappiamo e forse non possiamo dare risposte.

RIP
(red)