Acireale, Re parcheggio

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Quando si permette di parcheggiare sopra le piazze e sui marciapiedi, allora manca una visione del bene comune.

ACIREALE – La smania del parcheggio è un retaggio antico che ancora non riusciamo a liberarci. I più anziani ricordano quando si parcheggiava liberamente sopra piazza Duomo, e tutti ricordiamo il libero transito davanti la Cattedrale ed oggi è ancora possibile transitare e sostare (“solo un minuto”) davanti la bella facciata della Basilica di San Sebastiano.

Qualche anno fa si è abbattuto quello che era nato per essere il mercato al chiuso per trasformarlo in parcheggio per un paio di dozzine di posti auto e, oggi, si dichiara di riqualificare un’area (ex Gulli e Pennisi) per farne ancora un parcheggio per alcuni posti auto. Un parcheggio che è stato artatamente definito “area a sosta”. Un giorno qualcuno ci farà capire meglio la differenza tra area a sosta e parcheggio e capiremo che di un altro mini parcheggio in pieno centro si tratta. Ovviamente è noto che nelle città i parcheggi si fanno fuori dalla cintura del centro e si utilizzano (i parcheggi) come luoghi di scambio dove lasciare l’auto e prendere il mezzo pubblico.

Ma da noi il trasporto pubblico è carente come in tutto il sud d’Italia ed allora il centro ed ogni stradina si riempie di autovetture e da qui la necessità di far parcheggiare ovunque da piazza Peppino Impastato a Piazza Marconi e fin sopra i marciapiedi addirittura con le strisce blu.

L’assenza di un preciso e moderno piano viario e le cattive abitudini hanno fatto si che quando si tocca l’argomento parcheggi e mezzi pubblici un coro di tifosi dell’autovettura incomincia ad urlare improperi fino allo sfinimento. Ma è chiaro che una città che vuole considerarsi vivibile non può e non deve concedere al trasporto privato di scorazzare ovunque e non può riempire la città di parcheggi e strisce blu.

(mAd)