Acireale, una città da “scerbare”

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Acireale – E’ tutta natura spontanea: da nord a sud, da est a ovest, dalla periferia al centro senza parlare delle strade di collegamento da e per le frazioni a monte. Poi ci sono le frazioni a mare con spazzatura ovunque, erbacce e nessun decoro urbano. Una città “avvinta come l’edera” per citare la mitica Nilla Pizzi.

Girando per le strade di Acireale ci si trova a percorrere strade e vicoli che sembrano giardini spontanei e invasivi. Erbacce, dozzine di mastelli putridi, carte e cartacce ovunque, la pubblicità dei volantini, un pannolino rancido sedotto e abbandonato, nei luoghi più intimi fazzolettini e preservativi ed ancora erbacce che si arrampicano sui muri, le piazzette dove la siepe è assai spontanea. Insomma un’esplosione di “natura” che ha preso il sopravvento. Possiamo affermare senza timori di smentita che viviamo dentro una città con un altissimo tasso di “verde spontaneo”. E’ una questione naturale.

La natura, si sa, se non regolata dalle mani dell’uomo si riprende gli spazi che gli sono stati sottratti. Tutti gli spazi. E’ fantastico vedere una palma rescere rigogliosa in via Lazzaretto, la guardo ogni mattina quando percorro quel pezzo di strada e la trovo poetica ed eroica allo stesso tempo. Domina quel tratto di marciapiede con la prepotenza e la vitalità che solo la natura e l’incuria può concedere. Una forza naturale che cresce felice sopra un angolo di spartitraffico. Bella storia se fosse tra gli alberi e la terra ma si trova in una carreggiata e fa bella mostra di se come se volesse dire agli automobilisti “vinciamo noi sempre e comunque”.

(La palma spontanea di via Lazzaretto)

Ovviamente siamo sempre con le “chiazzette” (spettacolare sentiero nella riserva naturale della Timpa) dove si incontrano felicemente merde umane (nel senso letterale), i soliti fazzolettini usati e abbandonati, centinaia di cicche di sigarette e altri rifiuti abbandonati e visibili appena ci si sporge dalle rampe. Insomma un modo semplice e naturale di valorizzare il verde pubblico, in assenza di giardinieri abbiamo lasciato mano libera alla natura.

Comprendiamo le difficoltà che ci sono a trovarsi a gestire una città complessa come la nostra ma qui si sta chiedendo il minimo sindacale e in questo minimo sindacale includiamo anche la villa Belvedere (da riaprire la parte non soggetta a questioni giudiziarie), il parco delle Terme e tutto quello che può essere di serenità e pace per i concittadini e per quei pochi disperati e smarriti visitatori della nostra città.

(mAd)