Al di sopra della legge di Salvini c’è la coscienza morale in alcuni sindaci coraggiosi

NON PRAEVALEBUNT

Sembra ritualmente rinnovarsi il duello tra Creonte ed Antigone, da Sofocle immortalato nella sua più nota tragedia, tutte le volte che un novello Creonte crede di potere attraverso la legge, la sua legge, soffocare quel gesto di umana pietà che nasce in ciascuno di noi nei confronti di chi quella legge voglia giustamente trasgredire, pur consapevole di commettere un reato. Ma al di sopra della legge dell’uomo c’è la legge non scritta, afferma Sofocle.

Al di sopra della legge di Salvini c’è, nella coscienza morale in alcuni sindaci coraggiosi, la legge che impone loro di aprire le città al senso, universale e sacro, di umana comprensione del dolore e della sofferenza degli altri. L’Italia si spacca in due. Tra chi difende la legge, quella che sia, bella o brutta; e chi, invece, ben memore di un dibattito che dai tempi di Sofocle, ed attraverso Hegel, ci è stato consegnato dalla storia della civiltà umana, invoca di mettere i valori umani al di sopra della mediocrità assurda della legge. Ringraziamo i nuovi Creonti.

Li ringraziamo nella misura in cui con il loro operato fanno rivivere in noi lo spirito pugnace e ribelle di Antigone, e non solo di quella sofoclea ma di tutte le Antigoni della letteratura, simbolo verace ed eterno della lotta contro i tiranni. I nuovi, orrendi, odiosi, tiranni. Noi siamo con Antigone. Non c’è dubbio. Pur sapendo che il popolo segue il tiranno. Fiduciosi, tuttavia, che infine, presto o tardi, i nuovi Creonti potranno essere definitivamente condannati da chi crede nei valori dell’Uomo. I veri valori.

Al di là ed al di sopra del mercimonio assai caro ad una misera politica che presto si dissolverà a dispetto dell’appagante, ma effimero, plauso popolare.

(Alfonso Sciacca)