Alì, il turismo e le indennità

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ACIREALE – Non si placa la polemica intorno agli emolumenti che il sindaco Stefano Alì percepisce per ricoprire il ruolo di primo cittadino. Ovviamente quando si tratta di costi della politica e quando ci sono di mezzo i pentastellati l’argomento diventa sempre particolarmente rovente e tanti si appellano al concetto della “doppia morale”.

Andiamo a capire meglio di cosa stiamo parlando. Il sindaco Alì afferma che: “Prima che io fossi eletto, l’indennità del sindaco era di 5.441,96 € + 604,25 di Aci Ionica. Il 31/03/2016 il Sindaco Barbagallo decideva di ridurla a 4.353,57 in più sempre i soliti 604,25 di Aci Ionica. Io ho fatto applicare la nuova Legge Regionale che fissa le indennità utilizzando le tabelle nazionali. L’indennità del sindaco oggi ammonta a 4.090,34 €. Circa 260 € in meno di quanto incassava il sindaco Barbagallo”.

Insieme a questo fatto va assolutamente preso in considerazione anche che, in riferimento ai costi della politica, i gettoni ai consiglieri comunali sono stati ridotti da 63 € a 36 €. Un dato che contribuirà certamente all’abbattimento dei costi della politica e che, sempre secondo il programma di Alì, questi risparmi dovrebbero andare ad essere utili per pagare il servizio di un bus navetta.

Alla questione di aumento degli emolumenti o meno è intervenuto anche il dott. Santo Primavera che afferma: “L’escamotage sta nell’attestazione degli uffici che dichiarano che ad Acireale ci sia una fluttuazione di popolazione estiva del 30 per cento, il che comporta un aumento delle indennità massime tabellari già del 5 per cento”.

Ed è proprio su questo punto che è il caso di concentrare l’attenzione. Il flusso turistico è davvero tale da comportare un aumento delle indennità per sindaco e giunta? Non siamo convinti di questo assunto e cerchiamo di capire il perché.

Non è certamente sufficiente l’attestazione di un aumento del consumo (nella stagione estiva, fatto ovvio) dell’acqua per definire che, secondo la  legge regionale del 26 giugno 2015, che siamo una città con stagionalità turistica? No, i parametri da prendere in considerazione sono davvero numerosi e certamente non premiano la città ma, al contrario, la penalizzano.

E’ vero che abbiamo buoni indici in riferimento alle risorse idriche ma possiamo dire lo stesso per quel che riguarda altri e importanti parametri come: Rifiuti, legalità e sicurezza, trasporti e mobilità, qualità dell’aria, ambiente, depurazione,  beni culturali, tutela dei beni architettonici?

La risposta è no e la responsabilità non è certo dell’amministrazione Alì se siamo messi malissimo in tutti gli indici di vivibilità urbana, indici che indicano e determinano anche quali sono le città turistiche e quali no. Acireale non lo è e su questo punto chi desidera verificare e approfondire può trovare facilmente innumerevoli indicatori che attestano che non possiamo considerarci una città con indici avvicinabili a quelli che determinano e definiscono i luoghi come turistici. Quella del turismo e la vocazione che avrebbe Acireale è una favola, al momento, senza alcun fondamento.

Possiamo certamente affermare che l’aumento percepito da sindaco e giunta non è importante dal punto di vista numerico (qualcosa in più, qualcosa in meno) ma di sicuro se questo adeguamento è dovuto alla “città turistica” allora siamo nel campo del surrealismo urbano.

Riferimenti ISTAT per quel che riguarda gli indicatori.

Risorse idriche, Rifiuti, Energia, Lavoro, Competitività, Legalità e sicurezza, Trasporti e mobilità, Ambiente, Beni culturali, Qualità dell’aria. Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura, Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori, Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse, Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete. Energia e ambiente: uso sostenibile ed efficiente delle risorse per lo sviluppo, Inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l’attrattività territoriale, Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l’attrattività e lo sviluppo, Reti e collegamenti per la mobilità, Competitività dei sistemi produttivi e occupazione, Competitività e attrattività delle città e dei sistemi urbani.

(mAd)