Allerta, allerta. Perché allerta meteo?

Allerta, allerta. Perché allerta meteo?

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Si fa un gran parlare di quegli “allerta meteo” che poi si rivelano essere un bluff, un flop delle previsioni. Ci sta. La meteorologia non è ancora una scienza esatta, ci sono troppe variabili per poter definire una previsione attendibile al 100%. Ora al netto dell’ironia, che trovo fantastica e divertente, crediamo che una riflessione vada fatta.

Ci chiediamo, infatti, come fanno in quelle Nazioni, città e paesi dove le piogge sono abbondanti e frequenti? Forse chiudono i battenti per mesi? Oppure le loro strade sono trafficate da bus,metro e altri mezzi pubblici di trasporto? Sicuramente l’uso dei mezzi pubblici è già un modo per stare in sicurezza rispetto all’uso costretto e smodato del mezzo privato di trasporto. Certamente nei luoghi più civili e avanzati di noi non è frequente vedere un bambino, un genitore, un automobile; arduo vedere un esercito di genitori che ogni mattina accompagnano i figli in macchina creando ingorghi e pericoli.

Altro elemento fondamentale in questa vicenda dell’allerta meteo è certamente lo stato di manutenzione delle strutture pubbliche non per ultime le scuole. Uscite di sicurezza, impianti all’avanguardia, strutture ben costruite sono un’altra sicurezza che sembra dalle nostre parti non possiamo sempre dire di poterci permettere. Le strade come gruviera, le scuole che prendono acqua, il trasporto pubblico insufficiente, una rete di trasporti che certamente non ci permette di poter dire a cuor leggero “oggi prendiamo i mezzi pubblici per andare a scuola o al lavoro”.

Ed allora il dipartimento di protezione civile regionale emette un comunicato in cui si prevede pioggia e i sindaci, che non desiderano certamente andare incontro a spiacevoli sorprese, mettono in sicurezza gli studenti e soprattutto loro stessi diramando l’allerta meteo e ordinando la chiusura delle scuole.

Ogni volta che per la pioggia si chiudono le scuole possiamo certamente avere in mano il termometro del livello di sicurezza delle nostre città. L’acqua che scorre lungo le strade in due minuti diventa fiume, cornicioni che vengono giù come pasta frolla, ingorghi, buche per le strade, assenza di sicurezza e pericolo di rimanere dentro responsabilità che oggi nessuno si sente di accollarsi.

L’allerta meteo sembra proprio un modo come un altro per “mettersi in sicurezza” mentre sarebbe necessaria una significativa opera di manutenzione, di potenziamento delle rete per la confluenza delle acque meteoriche, potenziare il trasporto pubblico. Tutto questo, oltre l’ironia del sole al posto della pioggia, è un dato ed è un sintomo evidente delle ferite mai chiuse che ci portiamo dietro che non sono altro che il ritardo atavico per la cura e la gestione della cosa pubblica.

(mAd)