“Amico mio fatti li cazzi tua”

“Amico mio fatti li cazzi tua”

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Di questa torrida estate salviamo la magnifica e spettacolare rassegna di Villa Pennisi in Musica. Professionisti di spessore, musicisti di fama internazionale, un direttore artistico capace e una perfetta capacità di usare tutti le migliori flessibilità per la comunicazione. Non è una novità, bravura e capacità premiano sempre e danno i giusti e meritati riscontri.
Tutto il resto? “Tutto il resto è noia” e deja vù. Un già visto che diventa una minestra riscaldata buona solo per correre al bagno velocemente. Sembra, però, che criticare, esprimere opinioni sganciate dal sistema dominato dalle tifoserie sia diventato sempre più complesso. Appare come una pista dello slalom gigante e bisogna comprimere le analisi e riconsegnarle, anch’esse, come depurate dal normale pensiero e dagli argomenti.
Le persone libere (sempre da contabilizzare con il contagocce) non si fanno strumentalizzare e sono le stesse persone che si indignano se trovano in ogni angolo di strada e con il solleone cumuli di spazzatura, sono le stesse persone libere che comprendono che le parate artificiali sono solo accozzaglia di motivi e che certamente non producono alcun rilievo turistico e pochissimo indotto. In compenso vediamo sempre transenne muoversi, quasi autonomamente, per andare a sistemarsi in qualche luogo interdetto mentre nella splendida piazza Marconi la sosta delle autovetture arriva fin dentro il cesto della frutta.
Diventa anche difficile poter affermare che ad Acireale è una necessita urgente la nomina di un assessore alla protezione civile e ai vigili urbani, meglio tacere che se si smuovono gli equilibri viene giù una slavina e poi una valanga. Le persone libere quando ricevono messaggi del tipo “ma lei non si può fare i cazzi suoi?” non si lasciano intimidire al contrario mettono ancora più vigore nelle azioni rivolte ad accrescere la sensibilità collettiva.
Da settembre a novembre di quest’anno assisteremo ai riposizionamenti delle truppe (trippe) cammellate che sostengono l’amministrazione comunale. Hanno voluto la frittura mista per vincere le elezioni e, tra non molto, arriverà il conto. Chi non sosterrà il tanto decantato “solco del PD”, chi andrà a presentarsi per le elezioni provinciali con il centrodestra, chi non accetterà cariche assessoriali perché ha altro di meglio da fare e altri partiti con cui correre e misurarsi.
Ho espresso un solo concetto nella torrida giornata di ieri (05/07/2017): “non possiamo accettare di vedere piazza Duomo come un grande tappeto dove nascondere la polvere e…. la munnizza”. Non è accettabile, senza la giusta dose di indignazione, perché finita la festa le questioni rimangono tutti irrisolti ed i problemi che giacciono sul territorio (oltre le responsabilità individuali) sono tutte a carico di un’amministrazione che va per tentativi, che va per errori e recuperi last minute.
Quindi? No, non ci facciamo i cazzi nostri perché viviamo in un luogo che è di tutti, perché in questo luogo sentiamo di dover di difendere il futuro delle nuove generazioni, perché vorremmo che in città rimanessero i nostri giovani migliori, gli stessi che ormai da troppo tempo tornano ad emigrare come facevano i nostri nonni.
 
(mAd)