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ACIREALE – La questione dell’apertura o meno della struttura sportiva “Palavolcan” contina a far discutere.

Secondo L’assessore allo Sport Giuseppe Sardo, «Sono stati completati tutti gli adempimenti burocratici per il PalaVolcan, che è quindi aperto e fruibile per tutte le società sportive interessate. L’impianto di caldaia è stato finalmente collaudato dall’INAIL ed è perfettamente funzionante.”

Risponde detrminato Ugo Petrina che scrive nella suo profilo facebook: “Giorno 17 agosto inizierà la preparazione atletica dell’A.S.D, LG Acireale C5….al Palavolcan?

A) https://www.youtube.com/watch?v=zrdFGXcdMHc 5 NOVEMBRE 2016 – B) “Palavolcan AGIBILISSIMO” Tano di Aci, qualche mese fa – C) “Palavolcan aperto e fruibile” Assessore Giuseppe Sardo, ieri – D) Il PalaVolcan torna alle società? Panebianco: “Impossibile, manca ancora il bando di gestione” – https://goo.gl/ok1b25
Pres. Panebianco, ieri – E) “Il Palavolcan non è fruibile…manca l’agibilità ed il bando per l’affidamento”
Avv. Giuseppe Franchina 2 ore fa – F) Google maps  “Palavolcan, corso Italia, da quasi 3 anni la struttura potrebbe essere chiusa”.

Tante e discordanti angolazioni in riferimento all’unica struttura indoor per lo sport acese.

(red)

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ACIREALE – Il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo si congratula con il presidente Rino Pulvirenti e tutta la dirigenza dell’A.S.D. Acireale Calcio per il ripescaggio in serie D. «L’annuncio del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti, ha riempito di gioia i tifosi. La città è fortemente legata allo storico club granata e aspettava con ansia notizie di riscatto. La squadra disputerà come merita il massimo campionato dilettantistico nazionale e questo ci fa sperare che possa essere una spinta in avanti per il calcio e lo sport acese. Siamo certi che in tanti si stringeranno intorno all’Acireale Calcio e lo sosterranno con la passione sempre dimostrata verso traguardi ancora più importanti».

Anche l’assessore allo Sport Giuseppe Sardo si complimenta con la società, il presidente e tutti i soci e dirigenti, che con grande determinazione sono riusciti a raggiungere un risultato eccezionale.

(LC)

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ACIREALE – Insieme a Giuseppe Marino (Alosha) danzatore e coreografo, Mario Vasta meglio conosciuto come Petra Sappa per l’amore che lo lega alla splendida frazione acese, si sta sviluppando un progetto che attraverso alcuni testi di Leonardo Sciascia e con i movimenti di “Alosha”, porta tra le tante mmicrodiscariche presenti nel territorio momenti di cultura e di denuncia.

Un fenomeno quello dell’abbandono dei rifiuti in tanti angoli della città che non vede ancora soluzioni. Multe, telecamere, controlli nulla ha, al momento, avuto effetti nei confronti di tanti incivili che si ostinano a “lanciare” la loro lurida spazzatura in ogni dove.

L’idea di Alosha Giuseppe Marino è semplice e, allo stesso tempo, assai coinvolgente. Selezioni di testi di Sciascia, performance nei posti dove ogni giorno si accumulano i rifiuti, foto e video a documentare le performance e lo stupore dei passanti. Alla fine delle performance produrremo un docufilm di poco più di quindici minuti che mostra chiaramente come ci si può ridurre in uno stato di vera e propria emergenza.

E’ un progetto semplice e complesso allo stesso tempo. Semlice nella sua sceneggiatura, complesso perchè “pretende” di costruire sensibilità e risveglio civico attraverso la danza (con chiari riferimento al mimo), il testo e un filo rosso con un messaggio che viene lasciato alla fine di ogni performance.

Ovviamente non sarà attraverso queste modalità raffinate a cambiare le sorti di una città che sta affondando nella spazzatura ma siamo convinti che contro la volgarità e la barbarie cittadina l’unica risposta è la cultura e la sensibilizzazione. Non sono le multe e le delazioni ma la costruzione di ponti culturali e di dialogo che potranno, in qualche modo e nel tempo, far crescere la nostra comunità cittadina.

(mAd)

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Questo è stato scritto nell’ottobre 2011. In esso mettevo in guardia sulla smodata esaltazione delle lampade ‘a basso consumo’. Visto che sta succedendo qualcosa di simile per i ‘led’, anzi , peggio, dal momento che saranno spese somme ingentissime per la pubblica illuminazione, conto di  trattarlo prossimamente.

Valore della lampadina

La lampadina a incandescenza sta per essere cancellata dalla nostra  vita : già dal 2009 se ne vieta progressivamente la prima immissione  nel mercato per direttiva europea, pur riconoscendo che ancor oggi è la sorgente luminosa maggiormente utilizzata in ambiente domestico per la  sua luce calda e piacevole.

Il motivo della messa al bando?  Le lampade sostitutive che si cerca di imporre con tutti i mezzi pubblicitari (e non solo), consumerebbero un quinto delle lampadine. Che folle società è la nostra!  Facciamo l’esempio dei sacchetti di plastica per la spesa: da un lato si mettono al bando; dall’altro, qualsiasi cosa tu compri (salumi, attrezzi, pezzi di ricambio, giocattoli et milia) viene racchiusa in involucri di plastica rigida che pesa decine di volte il sacchetto. Una beffa all’ambiente, con buona pace degli ambientalisti dop.

Chiunque faccia un’analisi serena  utilizzando le informazioni  presenti in internet si accorgerà che a fronte di un risparmio nominale usando le lampade fluorescenti “a basso consumo” si va incontro a riduzione della qualità della luce, tossicità dei gas, alto prezzo, smaltimento come rifiuto speciale.

Mettiamola un po’ sul ridanciano. Bruno Zevi nel ’59 scrive un articolo per l’inaugurazione del Guggenheim  Museum  di Frank Lloyd Wright dando corpo ai pregressi contrasti tra l’architetto(morto prima del fatidico giorno) e il direttore nominato, J. Sweeney in tema d’illuminazione degli interni del famoso museo a forma di tazza. Wright, dice Zevi, “aveva previsto un’illuminazione integrativa di quella naturale a lampade incandescenti. Sweeney l’ha cambiata immettendo  tubi fluorescenti che determinano una luce uniforme, cioè disfano il rapporto wrightiano tra opere esposte e spazio espositivo”.  È indicativo che quando si tratta d’illuminare, l’innovatore  Wright preferisce le lampadine! 1959…

Accenno solo a un dato, che è estremamente importante : se si esamina la distribuzione spettrale della luce naturale diurna, che come è noto,  per la vista umana si colloca tra i 400 e i 750 nm, ci si accorge che le lampadine includono armoniosamente lo spettro considerato, con tutta la gamma delle colorazioni intermedie fino al rosso: viceversa le lampade fluorescenti hanno passaggi repentini, a righe,tra i colori intermedi, che detto in altri termini significa che esse contribuiscono a ‘accecare’ progressivamente la morbida sensibilità della retina oculare.

Sotto questo aspetto (ma purtroppo qui non possiamo approfondire) anche le illuminazioni ad es. per le aule scolastiche e per le biblioteche consigliate nella direttiva UNI EN 12464-1, risultano favorevoli per l’installazione delle lampade “a basso consumo” ma non per la retina dei lettori. Sono disposto a qualsiasi contraddittorio.

 (arch. Ivan Castrogiovanni)