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Ipab Oasi Cristo Re – Da alcuni giorni la protesta dei lavoratori diventa sempre più pressante, dopo mesi di lavoro senza salario i dipendenti che offrono servizi concreti per gli anziani, i minori migranti non accompagnati ed alcuni anziani malati di Alzhaimer, sono ancora una volta in agitazione.

Noi crediamo che lavorare senza essere remunerati è un’offesa alla dignità della persona, un accanimento verso tutti quelli che pur confidando per molti anni e con tanta pazienza nella politica regionale non hanno ancora ottenuto quello che gli spetta. Non ci sono giustificazioni neanche davanti alle perdite e al passivo che l’Ente accumula ogni anno, non ci sono giustificazioni perchè la politica finchè anche una sola persona è regolarmente al lavoro, finchè non si trovano soluzioni la sola cosa da fare è pagare gli stipendi. Sono troppi i lavoratori rispetto agli ospiti presenti nella struttura? Può essere ma sono di certo molti di più quei politici che per cinque lunghi anni (Crocetta in testa) hanno promesso una legge di riordino delle Ipab siciliane e non hanno fatto nulla. Il concetto del fare per la politica regionale sembra essere assai relativo e troppo spesso riferibile a “fare i loro comodi”. Ogni mese deputati regionali, parlamentari nazionali, consiglieri comunali, dirigenti, uscieri, portaborse e paraculi vari prendono lo stipendio, il gettone, le remunerazioni senza considerare ne la loro produttività ne il loro numero rispetto alle reali esigenze della collettività.

Adesso invece di chiedere ai lavoratori cosa volete e chiedere, sempre ai lavoratori, di trovare le soluzioni che i politici si diano da fare per trovare loro le soluzioni (motivo per cui incassano ogni mese soldi pubblici) e non tentennare più davanti ad un dramma sociale ed a un disastro di programmazione che sa tanto di offesa alla dignità e di cattiva organizzazione delle strutture pubbliche.

Ci sono Ipab che esistono nel territorio, che non offrono servizi, che cadono a pezzi e che sono con commissari che prendono regolarmente la parcella. Ora pagate i lavoratori. Adesso!
(mAd)

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Acireale – Approvato con determinazione n. 258 del 18/10/2017 la demolizione, rimozione e smaltimento in danno, dei materiali contenenti amianto presenti nell’ex stabilimento acqua Pozzillo. La Sidoti Acque a cui si sta agendo un danno si è sempre opposta allo smaltimento a sue spese ed ora il Comune di Acireale agirà in danno con una cifra di 250 mila euro. In una prima fase erano previsti 330 mila euro poi vi è stata una vistosa riduzione dell’impegno di spesa per la rimozione dell’amianto dall’ex stabilimento Pozzillo.

E’ una pagina certamente positiva per gli acesi e per gli abitanti della frazione marinara di Pozzillo in particolare. Ricordiamo che in questa vicenda gli impegni e l’interessamento della politica è stato tanto e diffuso: dal conslgiere comunale Rito Greco all’on. pentastellata Angela Foti e alla GdF e tutti gli organi competenti che, ad un certo punto, hanno acceso i fari sulla questione amianto.

PAssato da luogo produttivo a centro di degrado, l’ex stabilimento Pozzillo così come le Terme di Acireale sono il segno e la ferita evidente della gestione fallimentare e dell’incapacità della politica regionale che ha radici in una gestione clientelare e arraffona della cosa pubblica. Fallimenti, degrado, abbandoni, silenzi e e macerie li a marcire per le strade e per i luoghi della città.

La rimozione dell’amianto a Pozzillo è certamente un dato importante e indispensabile per la tutela della salute pubblica come ci auguriamo che possa essere presto riconsegnato ai cittadini il parco delle Terme e la villa Belvedere nella loro interezza.

(mAd)

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Acireale, chiusura infrasettimanale del cimitero. Le precisazioni del consigliere comunale Salvo Seminara.

In riferimento alla determinazione della giunta amministrativa di deliberare la chiusura del cimitero di Acireale ogni lunedì per manutenzione, abbiamo sentito il promotore del deliberato (approvato in giunta) il consigliere comunale capogruppo de I Democratici Salvo Seminara.

Dichiara il consigliere Salvo Seminara: “Iniziamo con il dire che tutte le attività restano in vigore tutti i giorni della settimana, detto ciò posso dire per esperienza diretta, vado al cimitero almeno due volte a settimana, che mi capita spesso di vedere “lavori in corso” di potatura, pulizia dei viale ed anche le inumazioni dei defunti e tanto altro ancora, va anche detto che i lunedì il cimitero è pochissimo frequentato, quindi si è pensato bene di dedicare un giorno per i lavori più consistenti dal punto di vista della manutenzione che la ditta svolte all’interno del cimitero anche, inevitabilmente, disturbando chi va a fare visita ai propri cari defunti. Chiudendo il lunedì e dedicandoli ai lavori di manutenzione possiamo garantire che per tutti gli altri giorni della settimana i parenti dei defunti possono recarsi al cimitero senza assistere a lavori vari di manutenzione ma con la giusta pace e serenità che si richiede in luoghi come il cimitero. Quindi si è stabilito di chiudere un giorno la settimana proprio per dare maggiore pace e serenità ai parenti dei defunti quando si recano a visitare i loro cari scomparsi e i lavoratori possono compiere le loro mansioni senza “disturbare” e con il cimitero chiuso. Il cimitero di Acireale era l’unico in tutto l’hinterland catanese che rimaneva aperto sette giorni su sette, adesso il lunedì i lavoratori possono prendersi cura dei luoghi con le potature e le pulizie e la raccolta degli scarti vegetali. Oggi gli acesi possono raccogliersi in preghiera con i propri estinti senza essere disturbati ma con la giusta serenità che richiede il luogo sacro del cimitero”.

(red)

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Il cavaliere Mario A. Marano ha donato ad Acireale 280mila dollari: 150 mila dollari sono destinati alla Fondazione Teatro Bellini, 100 mila dollari alla realizzazione di un’opera simbolo dell’emigrazione; 30 mila dollari alla Basilica di San Sebastiano. Queste le volontà del generoso emigrato in USA, un uomo che è certamente riuscito ad avere il successo che ha meritato nella vita.

L’impressione è che il cavaliere Marano ha scelto con attenzione dove direzionare la sua generosa donazione. Ha pensato agli antichi fasti del Bellini, ha voluto ricordare e farci ricordare che gli emigrati meritano rispetto  e amore e ha indicato la realizzazione di “un’opera simbolo dell’emigrazione” ed infine, apprezzando la bellezza e la cura che si deve avere per custodirla, ha donato  30 mila dollari alla Basilica di San Sebastiano. La bella facciata barocca che ogni giorno vede migliaia di automobilisti transitare ammorbando le bellezze barocche al pm10.

Le scelte indicate del generoso Cavaliere Marano sono tutte condivisibili e tutte degne di attenzione. Marano immagina un teatro Bellini che possa risorgere dalle ceneri (ceneri nel senso concreto del termine). Quel Bellini che per cause misteriose venne distrutto dal fuoco, quello stesso Bellini lasciato nel degrado per  oltre mezzo secolo, quello stesso luogo di cultura e musica usato negli anni dai piccioni, i gatti randagi e, un tempo, anche per deposito di transenne e mazze e martelletti sequestrati durante il carnevale. Quel Bellini vilipeso, offeso, arso. Marano lascia una donazione alla Fondazione sperando che la stessa, dopo oltre tre anni della sua costituzione, possa agire, essere riconosciuta, organizzare ristrutturazione ed eventi.

Centomila dollari vanno per la realizzazione di un’opera dedicato all’emigrazione. Oggi ci chiediamo si può ancora parlare di emigrazione? La risposta è certamente si. I giovani italiani e specialmente quelli del sud emigrano come prima e forse anche di più. I dati sono chiarissimi, sono oltre 5 milioni gli italiani che nel 2015 si sono spostati all’estero. Ma oggi, insieme ai dati dei flussi migratori degli italiani, gli emigrati sono anche i migranti. Quella massa di persone che fugge dalla guerra, dalla miseria, dalla persecuzione politica, dagli stupri etnici. Possiamo immaginare che venga realizzata un’opera, oggi nel 2017, che racconti l’emigrazione senza pensare ai migranti e alle morti in mare? Non crediamo sia possibile.

Il cavaliere Marano come ogni acese non ha dimenticato San Sebastiano. Pensa ad una Basilica che possa essere recuperata (lì dove necessità) e pensa che gli acesi saranno ben contenti di vedere la più bella chiesa acese migliorata e conservata con le giuste cure.

Un gran signore il cavaliere Marano, adesso si spera solo che le sue volontà siano realizzate e donate ai cittadini acesi, anche perché un’altra occasione simile, con i tempi che corrono, difficilmente si ripeterà.

Quello che serve in questi casi è semplice: ringraziare il cavaliere Mario A. Marano che fino all’ultimo dei suoi giorni ha pensato in grande e con generosità.

(mAd)