Cronaca

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Acireale – Dal 25 aprile al primo maggio un lungo ponte di festività che, tra le altre cose, porta la città fuori da un isolamento culturale che durava da troppo tempo. Era dalle “feste dell’Unità” di fine anni settanta che non si vedevano in città modalità culturali (musica, iniziative e partecipazione popolare) che possiamo definire in linea con le tendenze del resto della penisola.

Quello che ad Acireale viene sdoganato, per merito dell’assessore Antonio Coniglio e al presidente della fondazione del carnevale Antonio Belcuore, non è straordinario ma appartiene a quella normalità che da sempre percorrre l’Italia da nord a sud.

Il 25 aprile, la targa a Palazzo di Città alla memoria dei deportati e delle vittime acesi del nazifascismo, la partecipazione dell’ANPI, il concerto di Peppe Giuffrida e, presto, i Modena City Ramblers a fare da primo piatto alla kermesse della festa dei fiori, sono un fatto che diventa storico in una città pigra culturalmente e ingessata in appartenenze (dichiarate o tacite) che sono ormai relegate in aree davvero marginali, nostalgiche, insomma tronfi di residui ideologiche nefaste che per troppo tempo hanno deciso gli indirizzi pseudo culturali della città.

Ricordiamo anche le iniziative culturali per il “mese della cultura” che a marzo ci ha regalato diversi eventi assai partecipati e piacevolissime, come le due serate dedicate a Sciascia e come il racconto della storia dei fasci siciliani o la perfomance del prof. Alfonso Sciacca nella chiesa dell’Odigitria che ha deliziato un numeroso pubblico “raccontando” i quadri presenti nella bella chiesa acese.

Momenti interessanti e da nutrire con gentilezza e convinzione. Momenti che tentano di far usicre Acireale da un pauroso isolamento culturale che ha stagnato sopra i cieli acesi per troppo, tanto tempo.

(mAd)

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ACIREALE – Il 5/6/2015 il Comune di Acireale ha stipulato un Contratto con la ditta Project Automation per la realizzazione del progetto Acivivibile, aggiudicato con il ribasso del 3% per la cifra di  654.395 + iva.

Oggetto del bando era la fornitura di un “Sistema per il monitoraggio e controllo della mobilità e dell’inquinamento da traffico veicolare“. Finanziamento P.O. FESR 2007-2013 Linea 6.1.3.6. Il finanziamento regionale riguarda il tema –“Azioni di recupero e tutela della qualità dell’aria nelle Aree Urbane”.

Il sistema prevedeva:

  1. Sistema di controllo dei varchi della ZTL
  2. Postazioni di rilevamento del traffico
  3. Sistema di rilevamento delle infrazioni al codice della strada
  4. Azioni di sensibilizzazione sul tema

Idee bellissime ma i soldi pubblici investiti alla fine non ci hanno lasciato nulla se non due autovelox posti in via Cristoforo Colombo utilizzati solo per rimpinguare le casse comunali.

Infatti il sistema di controllo varchi della ZTL non è mai partito, sicuramente non è funzionante, oggi c’è solo una telecamera montata e le altre 4? Vista l’assenza della ZTL, il rilevamento delle targhe sarebbe potuto essere utilizzato almeno per rilevare le auto che transitano senza assicurazione attiva. Ma ci sarebbero dovuto essere le telecamere.

Oltretutto è anche posto in un’area che non è neanche individuata come ZTL.

Il nostro comune molto trasparente non ha mai pubblicato un dato relativo al traffico misurato ne dei dati relativi all’inquinamento. I risultati di questo finanziamento non sono stati utilizzati nella sperimentazione della ztl del 2016, e non vengono neanche nominati nel piano della mobilità urbana. Mi chiedo ma è funzionante? Esiste un’analisi del traffico? Esiste un’analisi dell’inquinamento?

Ci resta il ricordo di qualche manifesto che invitava alla convivenza (non so quanto apprezzato dalla Chiesa), in pieno stile fumo negli occhi, ed un sito assolutamente inutile www.acivivibile.it dove non viene riportato alcun dato fra quelli raccolti (se vengono effettivamente raccolti).

Mi auguro un intervento dell’OLAF ad Acireale, http://ec.europa.eu/anti-fraud/home_it, ad Acireale fra Villa Belvedere, Acivibile, Municipio, Pannelli fotovoltaici etc. potrebbe lavorare per mesi. E bisognerebbe porre molta attenzione nell’assunzione di responsabilità, come nella delibera di giunta n. 33 del 23/02/2017 in cui si dichiara che l’opera è funzionante.

Vediamo un pò più in dettaglio cosa era previsto.

Tema bellissimo un salto nel futuro.

Sogno ad occhi aperti, Acireale una vera SmartCity, ecco infatti gli obiettivi assolutamente condivisibili.

Ed ecco l’architettura prevista.

Infine ecco il dettaglio dell’opera prevista:

  1. Sistema di rilevamento delle infrazioni (passaggio col rosso e infrazione di velocità). Banalmente un sistema che rilevasse il passaggio col rosso ed un autovelox.
  2. Sistema di controllo degli accessi, varchi ZTL, il sistema, attraverso delle telecamere dislocate nei punti di intersezione della ZTL con le vie aperte al transito, deve fotografare e rilevare le targhe dei veicoli che transitano nella ZTL, individuando quelle abilitate (lista bianca) evidenziando quelle sospette.
  3. Postazioni di rilevamento del traffico

Una serie di postazioni situate negli snodi a maggior traffico per effettuare una rilevazione automatica dei transiti veicolari. Registrando il numero di transiti, la velocità ed il senso di marcia.

In corrispondenza alla postazione ci sarebbe dovuta essere una postazione meteo per rilevare temperatura, velocità del vento, umidità etc..

  1. Piattaforma di acquisizione ed elaborazione dati

I dati raccolti dovevano servire a sanzionare i transiti irregolari nella ZTL e soprattutto a elaborare un’analisi del traffico e dell’inquinamento. Attraverso opportuni modelli

  • ricostruire la matrice di domanda di mobilità (matrice di origine/destinazione, O/D) e distribuire il traffico sull’intera rete stradale a partire dai volumi di traffico osservati presso le postazioni di rilevamento del traffico previste nell’appalto;
  • determinare la pressione ambientale della rete di traffico attraverso la stima delle emissioni inquinanti atmosferiche, sulla rete stradale e, se possibile o sensato, in corrispondenza di sorgenti e pozzi di traffico (zone O/D);
  • simulare dinamicamente ed in modo tridimensionale il trasporto e la diffusione degli inquinanti in atmosfera, ottenendo mappe di concentrazione per tutti i parametri statistici (medie, percentili, massimi, numero di superi, ecc.) e per i diversi inquinanti primari (CO, NOx, PM10, PM2.5, benzene).

Il tutto realizzando modelli OLAP e esportando il dato georeferenziato, mappando così le informazioni sul sistema territoriale del comune di Acireale. Creando inoltre modelli storici su cui effettuare verifiche nel tempo.

Il sistema prevedeva tutta la dotazione hardware e software per gestire la notevole mole di dati ed eseguire le elaborazioni oltre all’infrastruttura di rete per l’integrazione fra i vari sottosistemi e la periferia.

I pali e le telecamere in Corso Umberto (angolo via Currò, Via Tono, Piazza Garibaldi, Via Fabio e Via Scionti) sono i punti di rilevamento per il controllo della ZTL.

Le altre miseramente non funzionanti:

Mentre Le telecamere in Piazza Indirizzo, Via delle terme, Via Loreto e Via Lazzaretto servono a rilevare il traffico.

Per quanto riguarda il controllo della velocità sono stati posizionati due autovelox su Via Cristoforo Colombo.

In parallelo erano previsti 80.000 € per azioni di sensibilizzazione

Azione 1: Sensibilizzazione dei gruppi di interesse e dell’opinione pubblica attraverso l’organizzazione di un seminario di illustrazione degli interventi realizzati e dei benefici che comporta.

Azione 2: Realizzazione di un depliant divulgativo sul progetto ACI VIVIBILE

Azione 3: Programma di educazione ambientale rivolto alle scuole

Azione 4: Realizzazione di una campagna di affissioni

Ennesimo spreco di denaro pubblico? Qualche sciocco giustificherà lo spreco dicendo “tanto sono soldi della comunità europea” dimenticando che viene finanziata dagli stati nazionali e quindi dalle nostre tasse, tralasciando soprattutto su quanto il nostro territorio abbia un assoluto bisogno di investimenti proficui.

(Stefano Alì)

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Per l’Amministrazione Barbagallo è un periodo di grandi investimenti economici che hanno, sfortunatamente, una pesante ricaduta economica sugli Acesi. Alcune anche con una pesante ricaduta nel futuro.

A Ottobre è stato avviato il servizio rifiuti con la Tekra, costo circa sette milioni e trecentomila € l’anno che ci impegnerà per i prossimi 7 anni.

A Marzo affidamento “in bianco” alla Sogip http://www.fancityacireale.it/wordpress2/sogip-nel-cuore-dellamministrazione-barbagallo-e-nel-portafoglio-degli-acesi/ per il sevizio di manutenzione per circa 630 mila euro l’anno.

E infine quello che vorrei approfondire oggi, cioè il servizio in Project Financing di trasformazione a Led dell’illuminazione pubblica, con un costo di 1.112.000 € l’anno (da aggiungere l’IVA) per i prossimi 22 anni.

L’idea è di affidare una serie di lavori di miglioramento dell’illuminazione pubblica (trasformazione dei punti luce a led, sostituzione di pali e di quadri elettrici, pagando la ditta attraverso un canone annuo fisso (enorme, oltre 1.200.000 €) per i prossimi 22 anni. Il canone comprende anche il consumo di energia elettrica per l’illuminazione.

Quello che contesto duramente è l’idea che un progetto così complesso e soprattutto con un investimento così costoso per noi cittadini venga fatto senza un’adeguata analisi e conoscenza della situazione di fatto.

Si investe senza conoscere esattamente la situazione attuale (punti luce, stato della rete, allacci etc.) e senza un’idea precisa dei consumi attuali. Improvvisazione pura.

L’idea potrebbe essere anche condivisibile (ma così come proposto non va bene e prossimamente evidenzierò le criticità che lo sconsigliano assolutamente essendo il tipico meccanismo in cui i costi sono del pubblico ed i risparmi per l’innovazione li intasca il privato).

Ognuno di noi, spendendo i propri soldi, prima di tutto definisce esattamente l’intervento più adeguato alle proprie esigenze, analizzando attentamente la convenienza dell’investimento. Sfortunatamente con i soldi degli agli altri non avviene sempre così. Infatti da un accesso agli atti per conoscere il progetto, fatto dal consigliere di opposizione Antonello D’Agostino, emerge che non esiste un elenco puntuale degli interventi necessari per la pubblica illuminazione (non quelli proposti dalla ditta, ma quelli che servono alla città). L’elenco dei punti luce è del tutto impreciso (nell’elenco non è presente nessun punto luce a Led, benchè già ce ne siano attivi). A precisa richiesta non è stato fornito un quadro completo dei costi legati alla pubblica illuminazione, dubitiamo quindi che esista (anche come dimostrato dagli atti che vengono riportati più avanti). Non è stata fornita, malgrado richiesta, e quindi si deve supporre che non esista nessuna relazione favorevole redatta dall’Energy Manager, figura di consulente a pagamento del Comune di Acireale.

C’è infine da aggiungere che alcuni dei punti di prelievo sono misti cioè legati sia alla pubblica illuminazione che a consumi da parte degli uffici, impossibile definire l’imputazione di questi costi in un’analisi costi benefici precisa.

Malgrado ciò il progetto della ditta è valutato positivamente ed inserito nell’elenco triennale delle opere pubbliche (sfortunatamente la delibera di consiglio con l’approvazione del piano non è ancora consultabile, malgrado siano passati mesi, ma si sa loro sono trasparenti a prescindere).

Fortunatamente qualcuno si sarà reso conto che era un azzardo pericolosissimo predisporre un affidamento senza avere le idee chiare su cosa serve alla città, ecco quindi che due mesi dopo  si avvia un censimento come progetto finalizzato del personale dipendente dell’Ente, del costo di 8.000 €, che però a quanto è dato sapere, ad oggi non è neanche stato avviato. Obiettivo proprio quello di capire cosa serve, qual’è la consistenza degli impianti attivi e calcolare i consumi.

Quindi ancora oggi non è del tutto chiaro quanto paghiamo e per cosa. Malgrado ciò alcuni giorni fa il comune di Acireale decide di aderire alla convenzione Consip per la fornitura dell’Energia Elettrica, (questa si attraverso Consip, mentre per quella del Project Financing hanno deciso di non percorrere la strada Consip). Ma come si fa a dire che è conveniente se non sono chiari i consumi con le rispettive tipologie di utenze? Ho visto delibere analoghe di altri comuni accompagnate da tabella comparative, anche per individuare il tipo di contratto più conveniente fra quelli presenti nella convenzione. Ma noi ad Acireale non ne abbiamo bisogno, quindi perchè dubitare che è conveniente?

Ultimo nota dal quale continua ad emergere che si navighi nell’assoluta ignoranza è testimoniato da questa determina di fine 2016 dove si evidenzia come l’amministrazione non riesca a controllare le varie bollette imputandole correttamente. Difatti è di dominio pubblico che altri usufruiscono dei contratti del Comune di Acireale, come ad esempio il Cimitero, che è gestito in project financing. Ottima l’idea di questo meccanismo di controllo.

Sarebbe interessante capire se da Gennaio ad oggi è stato attivato ed è servito a qualcosa, dagli atti precedenti non sembrerebbe.

(Stefano Alì)

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A tre anni dalla gestione Coniglio/Belcuore del carnevale di Acireale è arrivato il punto di tensione consumato prima con le dimissioni del presidente del comitato tecnico scientifico della Fondazione del Carnevale Carmelo Messina e, successivamente, dalla discussione in aula promossa essenzialmente dai consiglieri comunali Giuseppe Calì e Luciano Scalia.

Nel 2015 sempre causa classifica il cantiere Ardizzone si è sentito penalizzato e annunciato il ritiro poi fortunatamente rientrato, stessa cosa per il cantiere Di Paola che lamentava parecchie diseguaglianze ed ha lasciato definitivamente il cantiere. Per il carnevale di Acireale quando un’associazione lascia i cantieri della cittadella è sempre una questione seria, perché per il carnevale acese, basato quasi esclusivamente sulla parata dei carri in cartapesta, ogni abbandono è una questione grave. Ma basta una classifica a muovere le polemiche? Si, accade sempre per tutti i concorsi a premi e per tutti quei concorsi dove c’è una giuria. Da Sanremo a miss Italia ad ogni altra manifestazione di rilievo e non solo. Polemiche che fanno parte, esse stesse, della manifestazione ma che non possono e non devono durare oltre il tempo massimo di una settimana, quando si va oltre un tempo ragionevole allora significa che siamo davanti ad un braccio di ferro che non troverà vincitori ma solo sconfitti.

L’assessore Coniglio per l’ennesima volta elenca tutte le migliorie portate alla Cittadella del Carnevale e come si è avuto coraggio a fermare per un anno le produzioni in cartapesta a favore della messa in sicurezza dei cantieri della cartapesta e dei fiori. Un elenco importante che ha avuto un giusto riconoscimento da parte di tutti e dei carristi in testa.

Così mentre consiglio comunale, fondazione del carnevale e amministrazione discutono e litigano sui premi e sulle classifiche, noi continuiamo a chiederci se una città in assoluta sofferenza economica (“Abbiamo poco più di 70 mila euro da investire sul territorio” mi sussurra con aria mesta il sindaco Barbagallo durante un incontro informale), con chiarissime difficoltà nel recupero delle strade urbane, con chiarissimi segni di impossibilità ad investire risorse nel territorio, se in questa città disperata, si possono ancora destinare cifre vicine al milione di euro per la kermesse carnevalesca acese. Lo chiediamo da tanti anni e ci hanno sempre risposto dell’indotto generato dalla manifestazione ma ancora nessuno ci ha saputo dire questo ipotetico indotto quale platea di cittadini soddisfa? In parole semplici: quanti ci guadagnano con il carnevale? Dieci, cento, mille non lo sappiamo ma certamente non possiamo stare in silenzio quando sappiamo che la povertà nella nostra città ha raggiunto ceti insospettabili.

Belcuore deve andare avanti? Certamente si continuando a cercare la strada degli investimenti privati e riducendo al minimo le risorse provenienti dall’Ente comunale. Soldi pochi per tutti, soldi pochissimi per il welfare cittadino, quindi anche meno soldi per il carnevale, questo dovrà essere il compito del presidente della Fondazione del Carnevale e non dovrà più perdere tempo a disquisire su classifiche e giurie.

(mAd)

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Sono sempre stato curioso di capire come si arriva ai quasi 12 milioni di € che si abbattono su tutti i cittadini acesi come costo della TARI,

L’amministrazione (quella trasparente) non ci da gli strumenti per capire come vengono spesi i nostri soldi. Un amministratore scrupoloso oltre a chiedere soldi ai cittadini dovrebbe anche spiegare chiaramente come vengono spesi.

Partiamo da un dettaglio rispetto ai 12 milioni, quello relativo al costo del calcolo e dell’invio delle bollette relative all’acconto 2017. In giro si parla di deflazione, di crescita zero ma in relazione ai costi che sosteniamo c’è invece un incremento significativo. Tanto paghiamo noi cittadini. Un aumento del 40% nel costo della spedizione a me sembra rilevante.

E se guardate nella vostra bolletta quell’1,52 € ce lo fanno pagare per intero (al di fuori della TARI, come spesa di spedizione) a tutti e 22.197 destinatari. Parchè non fare una gara?

Nella tabella che segue riporto i costi, l’iva ed il costo unitario considerando i plichi stampati e spediti. Calcolo inoltre l’incremento percentuale fra i due anni.

Sarebbe bello poter fare riflessioni analoghe sull’importo complessivo. Ma non sono disponibili i dati per poter riflettere su come si arriva a 12 milioni di €, questo è infatti il costo che ci appioppano.

Dalla determina dirigenziale 23 del 27/01/2017 di accertamento della TARI 2016 viene fuori che l’importo delle bollette che abbiamo ricevuto per il 2016 è di Euro 11.705.190 (quello che abbiamo pagato fino al saldo di marzo). In effetti sono circa un milione in più per bollette relative agli anni precedenti, frutto della lotta all’evasione. Con questi si arriva ad un incasso atteso (morosi permettendo) di 12.807.687 €.

Il calcolo della TARI per contribuente viene fatto tenendo conto dei parametri (ad esempio costo per mq) risultati dall’elaborazione del valore teorico presente nella delibera n. 85 del 2014 che istituisce la TARI e nella quale il costo che veniva ripartito fra tutti i cittadini era di 11.710.841 €. Da allora è stata condotta una significativa lotta all’evasione che ha aumentato il gettito complessivo (a parametri costanti), che ha permesso di ridurre del 10% gli importi per il 2016.

Questo però è un valore teorico, il servizio quanto costa in realtà? Questo non è dato sapere nel dettaglio.

L’ultimo bilancio consuntivo disponibile è quello relativo al 2015. Il dato di competenza che il bilancio riporta è di 11.261.827 €. C’è già uno sbilanciamento di circa 500.000 €.

Andando a guardare i dettagli di competenza:

CODICE DESCRIZIONE Impegni
1.09.05.01.21133 INTEGRAZIONE ORARIA PERSONALE C/O ACIAMBIENTE 24.274,50
1.09.05.03.20507 MANUTENZIONE ORDINARIA AUTOMEZZI 1.150,00
1.09.05.03.30179 SPESE REGISTRAZIONE CONTRATTI E ACCESSORI 2.389,00
1.09.05.04.30186 FITTO PASSIVO TERRENO PER DETENZIONE CASSONETTI 3.649,00
1.09.05.05.20864 SPESE GESTIONE SERVIZIO IGIENE AMBIENTALE – 10.667.101,41
1.09.05.05.20865 SPESE GENERALI SERVIZIO IGIENE AMBIENTALE COMPRESO ACQUISTI GESTIONALI E CONGUAGLI – 137.354,28
1.09.05.08.20520 CONGUAGLI PERCOLATO PER DISCARICHE ESAURITE 425.909,32
11.261.827,51

 

La quota più significativa sono i 10.667.101. Su questa cifra l’impatto maggiore è costituito dal conferimento in discarica, circa 3.400.000 €, e 6.700.000 € legati al costo del servizio di spazzamento e raccolta rifiuti (a quel tempo Senesi), valori che ho calcolato a partire dalle determine, visto che non esiste nessuna informazione pubblica al riguardo.

Cari amministratori, sareste così gentili da spiegarci come viene speso il nostro denaro?

(Stefano Alì)

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ACIREALE – Le Ipab siciliane, antico carrozzone clientelare, oggi sono divise in due categorie: quelle che non producono servizi per la collettività e quelle, che pur offrendo una significativa azione di ausilio sociale, sono al collasso economico – finanziario. Quello che potrebbe considerarsi un paradosso è di fatto il classico “nodo che arriva al pettine”.

Da un paio di decenni ogni attività, ogni dinamica è sottoposta al criterio della monetizzazione e della redditività e, questo passaggio epocale, ogni giorno che passa diventa sempre più un concetto socialmente e culturalmente normale: diciamo l’unico requisito per esistere. Il passivo è considerato sempre abominio e insulto alla logica liberista della produzione economica, dimenticando sempre più spesso che il potere di acquisto non è e non deve essere il passaporto per una serena vecchiaia e per una dignitosa esistenza, dimenticando sempre più spesso che la forbice tra ricchi e poveri si allarga sempre di più e che quasi il 50% dei siciliani è ai confini della soglia di povertà. Si cerca, nel privato come nel pubblico, il riscontro economico, quel requisito che viene indicato come “bancabilità”.

Il terrore di tutte le amministrazioni pubbliche è il deficit, il dissesto economico, il far quadrare i conti, un aspetto che potrebbe essere virtuoso solo ed esclusivamente se fosse, non dico debellata, ma almeno fortemente contrastata la corruzione, l’evasione fiscale e le mafie. Davanti a questi scenari gli amministratori sono diventati tutti come il ragioniere Filini consegnati alle logiche del mercato e del bilancio con un atteggiamento di supina adorazione e sottomissione e quando si accenna alla necessità che hanno alcuni settori che offrono servizi alla collettività di pensare meno ai bilanci e più alla qualità dei servizi, allora si viene presi per folli, pensatori senza alcuna aderenza con la realtà.

Osservando le “cose pubbliche” siciliane ci rendiamo conto che tanto è stato usato dalla politica per produrre clientela per produrre sacche di ricattabilità, poi, lentamente e inesorabilmente, le questioni sono venute a galla e i conti diventano più importanti della stessa clientela. E così dopo decenni di mungitura della vacca, la povera mucca scheletrica e claudicante viene abbattuta lasciandola morire di fame in un prato senza più un filo d’erba, in uno spazio senza futuro. E’ la politica clientelare che ha prodott i passivi negli Enti di loro diretta gestione e, dopo il disastro, ecco che si decide freddamente di lavarsene le mani, non sentire, non vedere ma parlare tanto, spesso troppo e senza alcuna ricaduta concreta.

Brutta cosa vedere il fallimento degli Enti pubblici, brutto segnale che mostra chiaramente come in Italia e in particolare in Sicilia il pubblico è stato sempre visto e gestito come “cosa propria” e non come fattore di interesse collettivo; poi i commissari straordinari, i liquidatori, il fallimento, i privati che si appropriano di tutto con prezzi da “asta fallimentare”. Ed ecco che si edifica e si inaugura, con soldi pubblici, il centro polifunzionale delle Terme (mai usato), ecco che si fallisce in ogni situazione in cui certa politica mette le mani.

Pilato in fin dei conti si allineò alla logica imperiale “che decida il potere ecclesiastico”, lasciò decidere la sorte di Cristo ad Hanna e Caifa perché tutto doveva e deve rimanere sotto la logica dello status quo ed ogni riferimento all’Uomo svanisce di fronte alla logica del denaro e del potere.

(mAd)

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ACIREALE – Dopo i tentativi da parte di numerose associazioni presenti nel territorio e con in testa l’Associazione Costarelli si è aperto un giusto dibattito intorno alla riapertura del parco delle terme di Acireale. Le terme, come è noto, sono sempre chiuse ed anche il parco segue lo stesso destino. Le associazioni chiedono la riapertura del parco e il sindaco Barbagallo risponde con una nota che va, a nostro avviso, letta con attenzione e analizzata in alcuni passaggi.

La nota inizia con: “Comprendiamo e condividiamo il rammarico della città e delle famiglie, privati di uno spazio verde meraviglioso come quello del Parco delle Terme.” Siamo certi che il sindaco comprende la necessità di mettere a disposizione dei cittadini spazi verdi ed allora ci chiediamo come mai la villa Belvedere è per metà chiusa e da quasi tre anni rappresenta l’esempio delle difficoltà e delle lentezze dell’amministrazione comunale? Perché ancora non si hanno notizie ufficiali intorno alla questione “pietrisco” e nuova pavimentazione?

(ph. Aci e Galatea alla villa Belvedere)

Prosegue il sindaco: “Ricordo tuttavia alle associazioni e al portavoce dell’Associazione Costarelli che il Comune non è proprietario dell’area e che il primo cittadino non ha alcuna giurisdizione…”

E’ vero, la questione dipende dalla Regione, quella stessa regione che non da risposte per l’ipab oasi Cristo re  e che è sostenuta all’ARS dal PD (parte dei dirigenti politici locali dell’amministrazione sono tesserati al circolo acese) e da Sicilia Futura con il segretario regionale on. Nicola D’Agostino. Insomma non crediamo possa essere così complesso risolvere la questione parco delle terme ed aspettarsi che la Regione dia la possibilità ai cittadini di fruire di quello spazio verde. Ma, a volte, si è vicini alle logiche regionali altre, invece, rappresentano ostacoli. Non crediamo sia così, al contrario siamo convinti che il passaggio “il Comune non è proprietario dell’area e che il primo cittadino non ha alcuna giurisdizione…” è solo un modo veloce per lavarsene le mani. Il primo cittadino potrebbe benissimo recarsi all’ARS ed esporre la questione parco delle terme e se proprio non vuole fare il viaggio a Palermo potrebbe chiedere all’on. D’Agostino di farsene carico e di portare la questione all’attenzione “regionale”.

Infine, la nota del sindaco si chiude con queste parole: ”La competenza è dei commissari liquidatori, che esorto anzi, per una questione di decoro, a far rimuovere tutti i rami degli alberi tagliati in occasione della riapertura e rimasti accatastati in prossimità di una struttura ricettiva”.

La competenza è dei commissari liquidatori che certamente non riusciamo a comprendere come potrebbero negare l’apertura del parco per la fruizione dei cittadini, ancora una volta mani lavate e linde. Il sindaco, inoltre, “esorta” i commissari liquidatori a far ripulire l’area dove sono stati deposti i rami “tagliati in occasione della riapertura” ma, insieme alla rimozione, perché non li esorta anche a riaprire il parco? Troppo difficile?

(mAd)