Cronaca

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ACIREALE – Ancora polemiche per il Palavolcan. Vi è l’agibilità? E’ questa la domanda che dal 4 nov 2016 continua ad essere al centro del dibattito politico acese. Ieri (17/02/2017) il presidente della Consulta dello Sport Massimiliano Trovato ha affermato che si attende solo la certificazione della caldaia per avere la completa agibilità della struttura sportiva. Stessa posizione assunta qualche settimana fa dal sindaco Roberto Barbagallo e dall’assessore allo sport Giuseppe Sardo. Intanto il fondatore del gruppo politico Officina Acireale l’avv. Giuseppe Franchina, che per primi avevano sollevato la questione agibilità in riferimento alla riapertura del 5 nov 2017, ha dichiarato: “Mi rendo conto che in questa città c’è un problema di confronto politico, ogni qualvolta qualcuno si permette di elevare delle questioni viene indicato come polemico e strumentale; mi dispiace per l’amministrazione, che invito all’umiltà e non all’arroganza, che oggi ha il dovere di vergognarsi per aver inaugurato una struttura ed averla lasciata 105 giorni chiusa! Una struttura che non e’ agibile perché il collaudo statico e il parere della commissione di vigilanza non sono da soli sufficienti a consegnare una struttura alla città ed ai cittadini come viceversa fatto per l’apertura del 4 novembre dove miracolosamente i tecnici sono riusciti in 15 ore ad adempiere alle prescrizioni della commissione con determine però del 30.12.2016! Una vicenda triste che certifica il fallimento di questa amministrazione”.

(red)

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ACIREALE – Lo sport e le strutture sportive e la situazione del Palavolcan. Abbiamo raccolto la dichiarazione del presidente della Consulta dello Sport Massimiliano Trovato.

Massimiliano Trovato: “Abbiamo indetto la conferenza stampa per rendere note le condizioni del Palavolcan e di tutte le altre strutture sportive acesi. Da due anni ininterrottamente la Consulta lavora in sinergia con l’amministrazione comunale e con tutte le altre società sportive che fanno parte della Consula, abbiamo tante volte ribadito che il Palvolcan è fruibile, non ha l’agibilità totale ma solo perchè ancora manca la certificazione relativa alla caldaia ma c’è il collaudo statico e quello amministrativo. Tutto ciò non preclude la fruzione del Palavolcan, le società e il GIS hanno rifiutato di prendersi in carico la struttura anche se pochi mesi e in attesa del bando, perchè le spese a nostro carico non sono ammortizzabili in soli tre mesi da ciò se ne deduce che prendersene carico, al momento, non è possibile. Per quanto riguarda il pattinodromo comunale posso affermare che diverse volte con l’assessore Sardo ci siamo recati a Palermo per seguire la pratica del finanziamento e possiamo dire che il decreto ormai è vicino. Per la pista di atletica leggera possiamo dire che stiamo seguendo attivamente questa pratica e possiamo dire che siamo messi molto bene in graduatoria. Infine, ribadisco, che per l’agibilità del Palavolcan si possono fare regolarmente gli allenamenti e le manifestazioni. Non si possono svolgere le partite di campionato proprio per la questione relativa alla sola caldaia. Il certificato della caldaia negli anni non c’è mai stato adesso saneremo anche questo aspetto”.

(red)

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ACIREALE – Per una buona raccolta differenziata mancano alcuni elementi, a nostro avviso, determinanti. Sicuramente indispensabile che venga istituita l’isola ecologica, che sia quella provvisoria del Tupparello o quella definitiva di via Catusi poco conta, quello che serve è “fare presto” ma per entrambi i siti sussistono delle difficoltà. Nel primo (Tupparello) la destinazione d’uso dell’area e per via Catusi il recupero del finanziamento regionale. In entrambi i casi si prevedono tempi non certo celerissimi.

Altro aspetto per una buona raccolta differenziata è senz’altro quello di colpire gli incivili che ogni giorno insozzano la città riversando rifiuti in tanti angoli delle strade acesi. Una vergogna senza fine che potrebbe essere stroncata con un’attenta vigilanza del territorio e con l’analisi della spazzatura (aprire i sacchetti ed individuare l’incivile).

A queste difficoltà oggettive si somma anche lo stato di agitazione degli operatori ecologici. Infatti è stato indetto da alcune sigle sindacali una protesta che vedrà i lavoratori in assemblea domani (17/02/2017) dalle ore 10 alle 12.30 e poi muoveranno in corteo da via San Girolamo e Piazza Duomo e si concluderà con unn sit- in di protesta. Le ragioni della protesta sono chiaramente espresse in queste poche ma chiare righe: “Protestiamo per far sentire la nostra voce, affinchè i cittadini sappiano come stanno le cose e le situazioni che sono emerse da un paio di mesi ad oggi”. Le sigle sindacali Fiadel e UGL quindi protestano per i ritardi dei pagamenti e degli scatti figurativi.

Non vi è pace per Acireale quando si tratta di rifiuti e di gestione degli stessi, sembra aleggiare sulla città una maledizione eterna: rimanere nella sporcizia.

(mAd)

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Una questione assai complessa spostare la fiera del sabato dalla zona Tupparello al centro storico. Un dato che sembrerebbe essere di facile acquisizione e che dalle intenzione dell’amministrazione Barbagallo sarebbe dovuto essere un modo portante per riportare vitalità e commercio al centro città. Ma non è così, strada facendo si sono verificati i soliti problemi, ovvero non vi è accordo tra l’amministrazione comunale e i rappresentanti di categoria. Il punto di difficile risoluzione sembra essere relativo al fatto che la fiera dovrebbe ospitare solo le “bancarelle” degli ambulanti e non i furgoni che li accompagnano. Ovviamente era anche previsto che tutti i rivenditori venissero dotati di bancarelle uguali o simili proprio al fine di dare un motivo di decoro al mercato e al centro storico che lo avrebbe ospitato. Ma non  se ne farà nulla almeno nel breve e medio termine. Sembra proprio che si vada a delineare un’ulteriore divario tra il dire e il fare dell’amministrazione Barbagallo.

Ecco cosa scrive nel gruppo FB FanCity Acireale l’assessore Antonio Coniglio: “Il 30 dicembre 2016, con decreto 244, le concessioni degli ambulanti che scadevano il 31 Gennaio (imponendo per quella data di emettere il nuovo bando) sono state prorogate ex lege al 31 dicembre 2018.
Una proroga è stata effettuata a livello nazionale perché, da nessuna parte d’Italia, erano pronti i bandi adeguati alla bolkestein per mancato accordo con le categorie. Noi dal nostro canto, stiamo procedendo con la concertazione, avendo avuto un ultimo incontro con gli ambulanti locali 15 giorni fa. Le posizioni sono ancora lontane per via della questione furgoni. Noi riteniamo che un trasferimento in centro debba comportare la rinuncia al mezzo, il 100% degli ambulanti ritiene che ciò non sia possibile. Le sigle sindacali, dal canto loro, hanno dato un parere positivo al trasferimento in centro limitato a 6 mesi di sperimentazione ma stanno consultando le categorie.
La concertazione esiste per valutare tutte le ipotesi. Considerata la proroga, possiamo fare le cose per bene(il trasferimento di un mercato di 160 posteggi non è un fatto da poco). Altrimenti si rischia di trasferirlo e farlo durare da natale a santo Stefano”.

Siamo convinti che mai come in questo caso il termine concertazione significa divario e grosse difficoltà a superare i punti che dividono. Vedremo.

(mAd)

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ACIREALE – E’ partita con qualche difficoltà e non ancora conclusa la distribuzione agli acesi dei kit per la raccolta differenziata. Si va avanti con momenti di entusiasmo e altri (tanti) aspetti di delusione e, in qualche modo, rabbia.

Mentre tanti, tantissimi acesi organizzano i mastelli per la raccolta differenziata, separano i rifiuti a casa, escono il mastello nel giorno indicato e con il rifiuto corretto, ecco che in tanti angoli di strada emerge la prepotenza dello “zauddo”. Avrei potuto scrivere incivile, volgare ma il termine “zauddo” nel nostro dialetto indica bene lo status mentale dell’incivile prepotente; in un solo termine: zauddo.

E’ capitato di vedere nella stessa via una fila di mastelli dello stesso colore interrotta da dozzine di buste piene di spazzatura ovviamente non differenziata. Un colpo alla vista ma ancora più profondo colpisce la sensibilità di tutti quelli che hanno compreso che riciclare, riutilizzare, differenziare la spazzatura è un gesto che dobbiamo al nostro pianeta, che dobbiamo alle future generazioni. Non è accettabile continuare a prendere multe della UE perché siamo lerci e non differenziamo e non riusciamo ad educare, appunto, gli “zauddi” che sembrano essere e forse lo sono un vero esercito. Del resto questi incivili hanno vita facile, perché basta un solo gesto lurido e barbaro per vanificare l’aspetto virtuoso di centinaia e migliaia di cittadini.

E’ una convivenza ardua. Vivere nella stessa città insieme ad una mandria di volgari arroganti è affare complicato. E’ la mandria che ogni giorno scarica rifiuti ingombranti in ogni angolo seminascosto della città, sono quelle bestie che hanno inondato la via Pasiano di amianto, sono gli stessi che urlano e sgomitano quando devono invece solamente rispettare l’ambiente dove vivono e comprendere il significato profondo della buona e serena convivenza. Sono gli stessi che ti mandano affanculo se non parti in un nanosecondo dallo scatto del “verde”, sono gli stessi che non hanno mai compreso l’importante della cittadinanza attiva, sono quelli “che tanto a me che me ne fotte”. Insomma siamo circondati ma non siamo in minoranza ed allora è arrivato il tempo di farsi sentire meno di zero questi incivili volgari che ogni giorno insozzano la città e sputtanano la civiltà di chi sa come comportarsi in una città che vuole dirsi civile.

La colpa non è una questione di dna e di “trunzaggine” ma, invece, sono le tracce indelebili di un profondo sud che ha deciso che lo Stato, le regole sono solo catene e che il “fai da te” zauddo è la soluzione più veloce e conveniente.

Acireale differenzia? Si, ma gli zauddi sporcano e la fanno franca. Non va bene.

(mAd)

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ACIREALE – Ipab Oasi Cristo Re, il sindaco Barbagallo: “I dipendenti ritirino le istanze di pignoramento, altrimenti le somme che i Comuni devono all’Ipab restano bloccati”. Questo è un passaggio su cui appare chiaro non vi sono resistenze. I lavoratori ed i sindacati, infatti, hanno più volte ribadito che sono disponibili a fare un passo indietro nella speranza di sbloccare le somme e ricucire lo strappo.

Altro passaggio importante che il sindaco di Acireale ha posto all’attenzione è in riferimento all’OCC (Organismo Composizione della Crisi). Il sindaco Barbagallo ha affermato: “Si rende necessaria la formulazione di un piano di ristrutturazione formulato dall’OCC, anche se non basta. E’ indispensabile che arrivano dei segnali precisi da parte della Regione Siciliana mettendo a disposizione della somme dal fondo di rotazione”.

Al momento, quindi, la situazione si presenta in una fase di accordo tra sindacati, lavoratori  e il sindaco di Acireale e vi è piena disponibilità dell’OCC di occuparsi della spinosa vicenda dell’iIpab Oasi Cristo Re. Manca il passaggio più importante ovvero l’interessamento della Regione Siciliana che non può più rimandare e fingere di non vedere e capire cosa sta succedendo in tutte le Ipab siciliane. La Regione dovrebbe nella prossima finanziaria istituire un apposito fondo per dare respiro alle strutture Ipab che forniscono servizi alla persona e chiudere definitivamente quelle che non erogano servizi.

In attesa di ulteriori sviluppi restiamo convinti che iniziare una discussione tecnica e concreta dopo oltre due anni di tormento per i lavoratori è, di fatto, colpevole. La situazione Ipab siciliane è nota da tempo. L’onorevole pentastellata Angela Foti ha infatti presentato all’ARS una proposta di riforma della Ipab siciliane già nel lontano 8 gennaio 2015. Nella proposta di legge presentata dal M5S in premessa si legge: “È  venuto  il  momento di invertire  questa  tendenza dando un segnale forte affinché la Regione siciliana  dia sostegno  nei  confronti  delle fasce  più  deboli  della cittadinanza  e  nei  confronti  di  coloro  i  quali  si trovano in stato di bisogno. Le  IPAB, nonostante in passato abbiamo rappresentato un  grosso bacino clientelare della peggiore e scellerata politica  siciliana, possono e devono  rappresentare  una risorsa centrale per il rilancio sistema integrato  degli interventi e servizi sociali. Finora  abbiamo assistito a promesse di riordino  del sistema  delle  IPAB  ma  le vuote  parole  non  si  sono tramutati  in atti concreti”. 

(mAd)