Cronaca

0 60

Qualche volta il silenzio è d’oro altre volte è complice e volgare. Davanti alla protesta vibrante e faticosa come quella che da sei lunghi giorni prosegue all’Ipab Oasi Cristo Re abbiamo sentito un gran silenzio. Chi “se ne occuperà”, chi “meglio non strumentalizzare, siamo in campagna elettorale”, chi pensa solo a ricevere gli ospiti nel “comitatone” e chi (tanti) non è “competenza nostra”. Di fatto regna il silenzio e bocche cucite e orecchie chiuse e sorde davanti alla questione che sta mostrando come la dirigenza politica regionale e locale sia, di fatto, incapace a dare risposte.

Si attende il risultato delle elezioni regionali del 5 novembre 2017 per capire meglio come e da chi verrà affrontata la questione delle Ipab siciliane. Questi carrozzoni che sono servite negli anni per fare clientelismo e gestire posti di sottopotere per sfigati e trombati alle elezioni. Cda, commissari, decreti ingiuntivi presentati e ritirati, tavoli tecnici, promesse, occ, parole e niente fatti. E’ arrivato l’anno zero e sul territorio rimangono patrimoni immobiliari decadenti ma ancora di valore e, per l’occasione, non abbiamo sentito neanche la voce della Diocesi e dei parroci acesi che qualche tempo fa avevano manifestato la loro solidarietà con la produzione di una lettera aperta.

Intanto i lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re di Acireale continuano la loro protesta, gente che lavora e che non viene retribuita un fatto che neanche nelle piantagioni di cotone dell’800, fatti che neanche gli emigrati italiani in Belgio che scavavano nelle miniere, fatti da pre rivoluzione industriale, fatti drammatici e surreali che non danno alcuna giustificazione alla deputazione regionale e ai suoi vertici che si sono sempre distinti per essere i primi in Italia per “pesantezza” dello stipendio.

Oggi (22/10/2017) brutto tempo e la stanchezza aumenta, i lavoratori in protesta devono iniziare una nuova formula per fare sentire la loro voce, una formula che non deve presentare rischi per la salute ne minacciare atti estremi. I lavoratori da giorni chiedono la presenza non solo dei politici ma anche dei cittadini acesi; una presenza che può anche essere discreta, per un saluto, per portare una parola di conforto, per condividere la lotta per la remunerazione del lavoro. Ma, si sa, tanti acesi sono personaggi difficili da coinvolgere, tanti preferiscono una bella cena elettorale, quattro minchiate e una birra sul divano per la partita di calcio alla tivù.

Hanno scritto in tanti “chiamate Le Iene”, formula che mi fa inorridire perché penso che una redazione giornalistica non dovrebbe avere bisogno di essere chiamata ma dovrebbe sentire la notizia e divulgarla senza inviti e senza telegrammi e mail. Invece, anche questo è profondo sud, cinquanta famiglie nel disagio sembra che non meritano le pagine della cronaca politica nazionale, tanti si precipitano per la coda del pavone e per altre amenità e ridicolaggini, per il dramma non c’è tempo, non c’è attenzione. E se, ancora oggi, chiedi agli onorevoli di esprimersi con fatti concreti diranno “non ho tempo, devo inaugurare una bottega”.

Solidarietà ai lavoratori, fino alla vittoria.

(mAd)

0 885

Acireale – Approvato con determinazione n. 258 del 18/10/2017 la demolizione, rimozione e smaltimento in danno, dei materiali contenenti amianto presenti nell’ex stabilimento acqua Pozzillo. La Sidoti Acque a cui si sta agendo un danno si è sempre opposta allo smaltimento a sue spese ed ora il Comune di Acireale agirà in danno con una cifra di 250 mila euro. In una prima fase erano previsti 330 mila euro poi vi è stata una vistosa riduzione dell’impegno di spesa per la rimozione dell’amianto dall’ex stabilimento Pozzillo.

E’ una pagina certamente positiva per gli acesi e per gli abitanti della frazione marinara di Pozzillo in particolare. Ricordiamo che in questa vicenda gli impegni e l’interessamento della politica è stato tanto e diffuso: dal conslgiere comunale Rito Greco all’on. pentastellata Angela Foti e alla GdF e tutti gli organi competenti che, ad un certo punto, hanno acceso i fari sulla questione amianto.

PAssato da luogo produttivo a centro di degrado, l’ex stabilimento Pozzillo così come le Terme di Acireale sono il segno e la ferita evidente della gestione fallimentare e dell’incapacità della politica regionale che ha radici in una gestione clientelare e arraffona della cosa pubblica. Fallimenti, degrado, abbandoni, silenzi e e macerie li a marcire per le strade e per i luoghi della città.

La rimozione dell’amianto a Pozzillo è certamente un dato importante e indispensabile per la tutela della salute pubblica come ci auguriamo che possa essere presto riconsegnato ai cittadini il parco delle Terme e la villa Belvedere nella loro interezza.

(mAd)

0 496

Il cavaliere Mario A. Marano ha donato ad Acireale 280mila dollari: 150 mila dollari sono destinati alla Fondazione Teatro Bellini, 100 mila dollari alla realizzazione di un’opera simbolo dell’emigrazione; 30 mila dollari alla Basilica di San Sebastiano. Queste le volontà del generoso emigrato in USA, un uomo che è certamente riuscito ad avere il successo che ha meritato nella vita.

L’impressione è che il cavaliere Marano ha scelto con attenzione dove direzionare la sua generosa donazione. Ha pensato agli antichi fasti del Bellini, ha voluto ricordare e farci ricordare che gli emigrati meritano rispetto  e amore e ha indicato la realizzazione di “un’opera simbolo dell’emigrazione” ed infine, apprezzando la bellezza e la cura che si deve avere per custodirla, ha donato  30 mila dollari alla Basilica di San Sebastiano. La bella facciata barocca che ogni giorno vede migliaia di automobilisti transitare ammorbando le bellezze barocche al pm10.

Le scelte indicate del generoso Cavaliere Marano sono tutte condivisibili e tutte degne di attenzione. Marano immagina un teatro Bellini che possa risorgere dalle ceneri (ceneri nel senso concreto del termine). Quel Bellini che per cause misteriose venne distrutto dal fuoco, quello stesso Bellini lasciato nel degrado per  oltre mezzo secolo, quello stesso luogo di cultura e musica usato negli anni dai piccioni, i gatti randagi e, un tempo, anche per deposito di transenne e mazze e martelletti sequestrati durante il carnevale. Quel Bellini vilipeso, offeso, arso. Marano lascia una donazione alla Fondazione sperando che la stessa, dopo oltre tre anni della sua costituzione, possa agire, essere riconosciuta, organizzare ristrutturazione ed eventi.

Centomila dollari vanno per la realizzazione di un’opera dedicato all’emigrazione. Oggi ci chiediamo si può ancora parlare di emigrazione? La risposta è certamente si. I giovani italiani e specialmente quelli del sud emigrano come prima e forse anche di più. I dati sono chiarissimi, sono oltre 5 milioni gli italiani che nel 2015 si sono spostati all’estero. Ma oggi, insieme ai dati dei flussi migratori degli italiani, gli emigrati sono anche i migranti. Quella massa di persone che fugge dalla guerra, dalla miseria, dalla persecuzione politica, dagli stupri etnici. Possiamo immaginare che venga realizzata un’opera, oggi nel 2017, che racconti l’emigrazione senza pensare ai migranti e alle morti in mare? Non crediamo sia possibile.

Il cavaliere Marano come ogni acese non ha dimenticato San Sebastiano. Pensa ad una Basilica che possa essere recuperata (lì dove necessità) e pensa che gli acesi saranno ben contenti di vedere la più bella chiesa acese migliorata e conservata con le giuste cure.

Un gran signore il cavaliere Marano, adesso si spera solo che le sue volontà siano realizzate e donate ai cittadini acesi, anche perché un’altra occasione simile, con i tempi che corrono, difficilmente si ripeterà.

Quello che serve in questi casi è semplice: ringraziare il cavaliere Mario A. Marano che fino all’ultimo dei suoi giorni ha pensato in grande e con generosità.

(mAd)

0 267

Acireale – Continua la trasferenza di alcuni rifiuti davanti l’Istituto comprensivo “Vigo Fuccio – La Spina”.  Genitori umiliati e offesi iniziano le prime forme di protesta e la storia sembra proprio non finire malgrado l’indignazione generale. Abbiamo chiesto all’assessore Francesco Fichera di individuare un altro sito per questa manovra che, riteniamo, non può e non deve essere svolta nel primo luogo che capita. Assurdo vedere genitori e bambini fianco a fianco con le operazioni di trasferenza di alcuni rifiuti. Da piccoli mezzi i rifiuti vengono spostati in un grosso camion compattatore, operazioni che iniziano alle sei del mattino e che si protraggono fino a mattinata inoltrata, compreso l’orario di ingresso a scuola dei bambini.


Ecco cosa diceva l’assessore il 29 sett. 2017 “… è già stato individuato un altro luogo dove far svolgere queste operazioni che certamente con la scuola chiusa per le vacanze estive non dava fastidio a nessuno mentre adesso con la riapertura della scuola emergono situazioni da modificare”.
La trasferenza continua e l’indignazione non si ferma.

(mAd)

0 758

Acireale – Della questione villa Belvedere ne bbiamo parlato da quasi quattro anni e resta davvero poco da aggiungere. Due sit – in organizzati da fancity Acireale, qualche centinaio di partecipanti, il parco ridotto male, i sentieri con il pietrisco sparso ovunque, botole semiaperte, manichette anticendio divelte, pochissima manutenzione e alcune transenne sparse qui e la.

Assessori, amministrazioni (due), ditta che ha eseguito i lavori, giudici ed altri affari corrono lungo questa strana vicenda che ha indignato e indigna un numero davvero notevoli di cittadini acesi che si sentono derubati della villa Belvedere e dei ricordi che in essa sono racchiusi.

Tante parole, tante dichiarazioni, tante contraddizioni, tante date di prossima riapertura totale ed anche una cifra stabilita (272 mila euro) per togliere il pietrisco e sostituirlo con altra pavimentazione. Al momento ci restano solo le parole e il giardino di Acireale langue nel perenne silenzio che lo avvolge.

Noi continuiamo a tentare di tenere alta l’attenzione intorno a questa particolarissima vicenda che ha visto la villa Belvedere venire ristrutturata con fondi europei e poco dopo chiusa per il crollo di un grosso ramo d’albero. Poi riapertura, rimozione di alcuni alberi malati e ancora chiusura di tutta la parte sinistra del giardino comunale.

Oggi non aggiungiamo molto a quanto detto in questi lunghi anni, possiamo solo essere sicuri di un dato ch tutti quelli che hanno in qualche modo contribuito ad arricchire questa particolare sceneggiatura, questa narrazione resteranno per sempre nella storia acese. Una pagina di storia indelebile che sarà ricordata per sempre.

(mAd)

0 491

ACIREALE – Redatta la convenzione, espletata la gara ed il GIS il 22 settembre 2017 si aggiudica la stessa per la gestione del Palavolcan di Acireale. Dopo quasi due settimane, però, la più importante struttura pubblica per lo sport rimane ancora chiusa, neinte squadre di volley, basket e calcio a 5 ma ancora insiste un grande catenaccio e cancelli chiusi. Ancora assente, oltre le associazioni sportive, anche la 104 Orizzontale Onlus, associazione da tanti anni attiva nel territorio con oggetto sociale il supporto e l’integrazione dei disabili. L’unica certezza, al momento, rimane solo un grosso lucchetto e struttura “al buio” senza attività al suo interno.

Saranno le normali procedure burocratiche, sarà che ancora un accordo non si è trovato tra l’Ente pubblico e il GIS, saranno altre motivazioni a noi al momento non note, ma il Palavolcan recuperato dopo la tromba d’aria del novembre 2014 e dopo l’incredibile vicenda sulla caldaia (siè aspettato per tanti mesi il collaudo della stessa) resta il fatto che ancora la struttura non è aperta. Rimangono interrogativi insoluti e rimane il dispiacere di trovare le porte ancora chiuse della più importante risorsa strutturale per lo sport.

Finanziata con fondi regionali il recupero completo del Palavolcan doveva essere il fiore all’occhiello della capacità amministrativa e doveva avere certamente un canale preferenziale per il completamento dei lavori e per la loro realizzazione ad opera d’arte. Forse il GIS pur vincendo la gara per la convenzione per la gestione della struttura di corso Italia ancora non ritiene opportuno dare inizio alla gestione del Palazzetto di corso Italia? Sono fatti che lasciano la città di Acireale senza spazi pubblici per le società sportive e le assoziazioni di volontariato.

Riteniamo necessario da parte del GIS e del Comune di Acireale far conoscere nel dettaglio le motivazioni per cui ancora i cancelli sono chiusi, anche perchè in questi mesi per la questione in oggetto abbiamo sentito, ascoltato e letto una vastissima gamma di dichiarazioni spesso in contraddizione l’una con l’altra.

Seguiamo con vivo interesse la vicenda del Palavolcan nella speranza che presto la struttura venga restituita ai tanti atleti acesi e alle associazioni di volontariato che da troppo tempo attendono di ritornare a far rivivere il Palavolcan.

(mAd)

0 803

ACIREALE  – La storia del tanto amato e conosciuto corso Umberto di Acireale da qualche anno assume contorni, per così dire, originali e mai visti prima.

La lunga strada che dal Duomo porta a piazza Indirizzo è sempre stato il luogo della passeggiata, dove gli adolescenti fanno le prime uscite in gruppo senza genitori a seguito, una lunga strada piena di negozi e vetrine dove, in qualche modo, si andava a comprare l’abbigliamento, le calzature, i regali, i vestitini per i figli, l’intimo ed anche il buon pane. Quella strada, con il tempo, ha subito diverse dinamiche. Prima completamente con basolato lavico e marciapiedi con i sanpietrini, poi ci fu il tempo dell’asfalto (stranezze della modernità), poi si ritornò al basolato lavico, scomparvero i sanpietrini del marciapiede ed anch’esso venne rifatto con basolato lavico di fatto tortura per chi vi passeggia.

Negli anni sono apparsi come per incanto anche i condizionatori ed i fili pendenti non sono più l’allegoria del postmoderno ma un segno della vecchiaia del tessuto urbano. Le luci sono quelle di sempre, quelle che vennero istallate dopo le torce al petrolio. Opache, giallastre, pendenti, rotte: un festival del degrado paragonabile solo ad uno scenario post atomico. Ma tutto questo sembra essere un fatto ineludibile, una questione dovuta alla mancanza di manutenzione, ristrutturazione e attenzione dei luoghi; del resto camminando lungo il nostro famoso corso Umberto anche i ruderi ormai fanno parte della cartolina del principale corso acese.

Ma tutto questo sembra essere un fatto legato al non fare ma da qualche anno a questa parte ci sono, invece, i fatti legati alla volontà delle persone, degli amministratori. La differenza di trattamento del corso Umberto che è diventato i corsi Umberto (plurale). Ogni iniziativa od evento viene regolarmente svolta tra il Duomo e piazza Garibaldi. Giunti a piazza Garibaldi con l’incrocio con la via Paolo Vasta sembra di essere in quello che fu la linea di confine (il muro) tra la Berlino opulenta e festaiola dell’ovest e quella grigia e malmessa dell’est. Da una parte feste, eventi, manifestazioni, carnevale e ztl (solo per i week end ed i festivi), dall’altra parte un lungo via vai di automobili incolonnate, poca gente, niente eventi e, poi li in fondo, mezza villa Belvedere aperta e l’altra con le ormai mitiche transenne.

Due trattamenti completamenti diversi che ci danno la possibilità di tentare di esprimere un quesito. Come stanno gli esercenti (quelli rimasti) del corso Umberto che da piazza Garibaldi arriva alla villa Belvedere? Sono contenti di non essere stati toccati dalla ztl oppure stanno pagando qualche prezzo in quanto tagliati fuori dagli eventi? E gli esercenti dell’altro corso Umberto? Quelli da piazza Garibaldi al Duomo sono contenti per le manifestazioni che si svolgono sempre e solo in quel tratto di strada? Ne hanno ricevuto benefici in termini di riscontri economici?

Insomma una strada, un muro invisibile che mette tutti nelle condizioni di chiederci ma è il traffico che porta benessere e vendite? E’ possibile continuare a non vedere che bisogna ripulire tutto il corso Umberto da condizionatori, fili pendenti e ruderi fatiscenti? E’ così complesso da immaginare che bisogna spendere del denaro (neanche tanto) per abbellire il corso con un arredo urbano degno di questo nome? E’ così improbabile e assurdo dotarsi di una navetta ecologica che giri lungo tutto il perimetro del centro?

(mAd)