Cronaca

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ACIREALE – Dal termalismo al vandalismo, dalla produzione al consumo, dal salotto buono ad un recinto con transenne. Dalle botteghe ai centri commerciali, da Peppino al parcheggio abusivo, dalla villa Belvedere al degrado, è sempre festa nella terra dei roghi.

Una festa martellante, assordante in una teatrale abbondanza di circo; un sovradimensionamento di urla, di vivaci(tà) urbana, mentre un esercito di nostalgici del cassonetto “svalanga” la propria schifezza per le strade della città dei cento campanili a festa. La Santa gira e rigira, scende e non sale; i miracoli ad intermittenza mentre continuano le danze nella terra dei roghi.
Provare ad individuare il confine tra la festa, gli eventi e la misera condizione di una maledetta terra d’Aci non è semplice. E’ esercizio di pensiero, un attimo di silenzio interiore e ci ritroviamo a combattere contro la disgregazione di una comunità che non si è mai riconosciuta tale. Un agglomerato umano che ha sempre condiviso la tecnica rozza, seppure ingegnosa, della pratica clientelare; un’assemblea di umani che cerca soluzioni personali mentre continua la festa nella terra dei roghi.
Ci stanno servendo il contorno ma non abbiamo ancora avuto modo di vedere il primo piatto e men che meno la lista nel menù; quello che abbiamo letto è rimasto sepolto tra i propositi ed il ragionamento verte e s’incarna nella pochezza delle analisi, nella piccola e squallida guerra tribale. Le fazioni si fronteggiano e ci accorgiamo che da una parte ci sta il nulla dall’altra il vuoto. Inutili giochi di ruolo nella terra dei roghi.
Non si depura l’acqua del cesso, le piogge colpiscono e inondano, il sole brucia, il mare è sporco, il parcheggio abusivo, le cicche volano sugli scogli, la spazzatura dal finestrino dell’automobile ed una sbarra automatica diventa realtà tra i mugugni dei “benaltristi” sempre pronti con un caricatore di parole; si spara a salve, per fare rumore mentre continua la festa nella città dei roghi.
Servirebbero menti, idee, spunti intellettuali ma sono tutti chiusi nelle stanze polverose o a cercare consensi nella terra dei roghi. I campanili suonano a festa, la giacca e la cravatta, al centro chiese e banche, in periferie si brucia, si sente il calore della terra dei roghi. Mentre assistiamo in silenzio vedendo e quasi ammirando i migliori che cercano fortuna in luoghi lontani; oggi l’unico aspetto che da futuro è il biglietto in economica da Fontanarossa verso la speranza. Si emigra ancora mentre si fa festa nella terra dei roghi.

(mAd)

 

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Acireale – E’ salito a quota 35 il numero degli stipendi in arretrato per i lavoratori dell’Ipab “Oasi Cristo Re”, costretti a vivere un’altra estate all’insegna dei disagi, come avviene da oltre cinque anni a questa parte. L’ente di via Maddem cominciò ad “inciampare” nel 2009, ma le inadempienze finanziarie nei confronti dei circa 50 dipendenti diventarono sistematiche a partire dalla fine del 2012. Più di un lustro durante il quale i lavoratori hanno dovuto stringere la cinghia, ricevendo gli stipendi con ritardo sempre maggiore, sino ad accumulare crediti per quasi tre anni. Stipendi modesti, certamente non da manager, ma destinati a lavoratori che, nonostante l’assenza di compensi, hanno continuato a prestare la loro opera, mostrando un forte senso di responsabilità e di attaccamento ai pazienti ricoverati. Il calo del numero di questi ultimi ha influito soltanto in parte, come spiega il direttore dell’Ipab, dott. Angelo Rigano. “I nostri problemi – dice – hanno avuto inizio in coincidenza con la riduzione dei trasferimenti da parte della Regione”. Di fatto, non si è tenuto conto del tipo di servizio che l’Ipab “Oasi Cristo Re” garantisce ovvero della fascia di popolazione che ne beneficia, anziani disabili in prevalenza. Da qualche anno a questa parte c’è stata l’apertura verso l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, ma i relativi compensi non arrivano con regolarità. Quelle che arrivano puntuali, invece, sono le attestazioni di stima e di solidarietà nei confronti dei lavoratori che, comunque, hanno valenza soltanto sul piano umano. La stessa valenza attribuita, anche di recente, alle manifestazioni di plauso espresse dal direttore generale dell’Asp, dott. Giuseppe Giammanco, nei confronti del Centro Alzheimer attivo all’interno dell’Ipab acese e diretto dalla dott. Giovanna Marino, avviato attraverso un progetto pilota e unico nel suo genere in Sicilia. I parenti degli assistiti non lesinano a rivolgere analoghe espressioni di gratitudine ma da più parti ci si chiede sino a quando possano resistere i dipendenti dell’ente. L’ultimo pagamento loro corrisposto risale allo scorso febbraio, il saldo dello stipendio relativo ad ottobre 2014, un 40 % che, poi, è stato ulteriormente ridotto per via delle trattenute Irpef. “In busta – racconta Maria Catena Santini – ci siamo ritrovati in media appena 250 euro, tra chi ne ha ricevuti 200 e chi 300. Dopo una lunga attesa, per la verità, aspettavamo qualcosa di più concreto. Come aspettiamo da tempo che le istituzioni facciano sentire la loro voce”. L’istituzione principale, da tempo sul banco degli imputati, è la Regione. Soltanto qualche giorno fa, al culmine delle innumerevoli sollecitazioni del direttore Rigano e del commissario straordinario Rodolfo Crisafulli, gli uffici competenti hanno emesso il decreto di pagamento relativo ai fondi legati alla legge 71, circa 170 mila euro. Insufficienti per corrispondere due stipendi, come è negli auspici del commissario Crisafulli, fermo restando che si sta studiando un sistema per potere differire il pagamento degli oneri previdenziali. E, comunque, ancora il mandato non è stato emesso. “Siamo allo stremo – osserva Grazia Lo Castro – perché le bollette da pagare arrivano assieme a tutte le altre scadenze e noi, purtroppo, non riusciamo a fronteggiare alcunché, pur lavorando quotidianamente e con senso di responsabilità”.Gaetano Rizzo

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Ancora stallo per la questione Ipab Oasi Cristo Re anche se le elezioni regionali sono alle porte. Il 5 novembre non è così lontano ed ancora i giochi, nel centrodestra e nel centrosinistra, non sono ancora completati. Molti analisti ipotizzano una vittoria del M5S che ha designato Cancelleri come candidato presidente, mentre i leaders dei partiti tradizionali sono sotto una tempesta di veti incrociati, ed ancora tanti cercano posizionamento negli schieramenti. In questo caos i lavoratori delle Ipab siciliane (quelle che lavorano ed erogano servizi reali) hanno smesso di attendere una legge per la riforma delle Ipab siciliane.

Per le ipab ed in particolare per l’Oasi Cristo Re l’on. pentastellata Angela Foti si è più volte impegnata all’ARS producendo disegni di riordino, emendamenti e la richiesta di storno di risorse per “dare ristoro ai lavoratori che da troppo tempo aspettano gli stipendi”.

Si è passati, inoltre, dal piano politico a quello più strettamente contabile e finanziario con l’OCC. In una recente nota del sindaco di Acireale Roberto Barbagallo si “ritiene l’iniziativa del commissario un atto concreto e foriero di una reale prospettiva di risanamento dell’Ente”. Atteggiamento identico quello dell’on. Nicola D’Agostino (Sicilia Futura): “Questo è il percorso concreto che ho promosso e che spero possa essere la soluzione migliore per andare incontro ai problemi strutturali dell’Oasi Cristo Re.

OCC significa rivedere tutta la contabilità, debiti, crediti, mutui ed altro ancora e configurare un piano di recupero che deve poi essere approvato dal giudice.  Insomma provare a gestire la situazione debitoria con un occhio attento alle spettanze dei lavoratori.

Tornando alle elezioni regionali del 5 novembre vogliamo ricordare alcune affermazioni dell’on. Angela Foti (M5S): “Un dramma che rischia di sconfinare nella tragedia, se la politica continuerà a guardare da tutt’altra parte, qui siamo di fronte ad un dramma che rischia di sfociare da un momento all’altro nella tragedia. È inammissibile, vergognoso e folle lasciare intere famiglie senza stipendio anche per 31 e 32 mesi. Significa condannarle alla disperazione più nera, col pericolo che qualcuno faccia qualche pazzia. Abbiamo presentato – continua la deputata Foti – un emendamento alla Finanziaria attualmente in discussione per consentire di erogare fondi fino ad otto milioni di euro a questi enti, grazie ad un taglio lineare di tutti i capitoli dell’1,5 per cento, per non causare pesanti ricadute su altri settori”.

Sembra che non resta che attendere la “rivoluzione a cinque stelle” affinchè le ipab siciliane possano vedere una seria legge di riforma? Vedremo.

(mAd)

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Di questa torrida estate salviamo la magnifica e spettacolare rassegna di Villa Pennisi in Musica. Professionisti di spessore, musicisti di fama internazionale, un direttore artistico capace e una perfetta capacità di usare tutti le migliori flessibilità per la comunicazione. Non è una novità, bravura e capacità premiano sempre e danno i giusti e meritati riscontri.
Tutto il resto? “Tutto il resto è noia” e deja vù. Un già visto che diventa una minestra riscaldata buona solo per correre al bagno velocemente. Sembra, però, che criticare, esprimere opinioni sganciate dal sistema dominato dalle tifoserie sia diventato sempre più complesso. Appare come una pista dello slalom gigante e bisogna comprimere le analisi e riconsegnarle, anch’esse, come depurate dal normale pensiero e dagli argomenti.
Le persone libere (sempre da contabilizzare con il contagocce) non si fanno strumentalizzare e sono le stesse persone che si indignano se trovano in ogni angolo di strada e con il solleone cumuli di spazzatura, sono le stesse persone libere che comprendono che le parate artificiali sono solo accozzaglia di motivi e che certamente non producono alcun rilievo turistico e pochissimo indotto. In compenso vediamo sempre transenne muoversi, quasi autonomamente, per andare a sistemarsi in qualche luogo interdetto mentre nella splendida piazza Marconi la sosta delle autovetture arriva fin dentro il cesto della frutta.
Diventa anche difficile poter affermare che ad Acireale è una necessita urgente la nomina di un assessore alla protezione civile e ai vigili urbani, meglio tacere che se si smuovono gli equilibri viene giù una slavina e poi una valanga. Le persone libere quando ricevono messaggi del tipo “ma lei non si può fare i cazzi suoi?” non si lasciano intimidire al contrario mettono ancora più vigore nelle azioni rivolte ad accrescere la sensibilità collettiva.
Da settembre a novembre di quest’anno assisteremo ai riposizionamenti delle truppe (trippe) cammellate che sostengono l’amministrazione comunale. Hanno voluto la frittura mista per vincere le elezioni e, tra non molto, arriverà il conto. Chi non sosterrà il tanto decantato “solco del PD”, chi andrà a presentarsi per le elezioni provinciali con il centrodestra, chi non accetterà cariche assessoriali perché ha altro di meglio da fare e altri partiti con cui correre e misurarsi.
Ho espresso un solo concetto nella torrida giornata di ieri (05/07/2017): “non possiamo accettare di vedere piazza Duomo come un grande tappeto dove nascondere la polvere e…. la munnizza”. Non è accettabile, senza la giusta dose di indignazione, perché finita la festa le questioni rimangono tutti irrisolti ed i problemi che giacciono sul territorio (oltre le responsabilità individuali) sono tutte a carico di un’amministrazione che va per tentativi, che va per errori e recuperi last minute.
Quindi? No, non ci facciamo i cazzi nostri perché viviamo in un luogo che è di tutti, perché in questo luogo sentiamo di dover di difendere il futuro delle nuove generazioni, perché vorremmo che in città rimanessero i nostri giovani migliori, gli stessi che ormai da troppo tempo tornano ad emigrare come facevano i nostri nonni.
 
(mAd)

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ACIREALE – Insieme a Giuseppe Marino (Alosha) danzatore e coreografo, Mario Vasta meglio conosciuto come Petra Sappa per l’amore che lo lega alla splendida frazione acese, si sta sviluppando un progetto che attraverso alcuni testi di Leonardo Sciascia e con i movimenti di “Alosha”, porta tra le tante mmicrodiscariche presenti nel territorio momenti di cultura e di denuncia.

Un fenomeno quello dell’abbandono dei rifiuti in tanti angoli della città che non vede ancora soluzioni. Multe, telecamere, controlli nulla ha, al momento, avuto effetti nei confronti di tanti incivili che si ostinano a “lanciare” la loro lurida spazzatura in ogni dove.

L’idea di Alosha Giuseppe Marino è semplice e, allo stesso tempo, assai coinvolgente. Selezioni di testi di Sciascia, performance nei posti dove ogni giorno si accumulano i rifiuti, foto e video a documentare le performance e lo stupore dei passanti. Alla fine delle performance produrremo un docufilm di poco più di quindici minuti che mostra chiaramente come ci si può ridurre in uno stato di vera e propria emergenza.

E’ un progetto semplice e complesso allo stesso tempo. Semlice nella sua sceneggiatura, complesso perchè “pretende” di costruire sensibilità e risveglio civico attraverso la danza (con chiari riferimento al mimo), il testo e un filo rosso con un messaggio che viene lasciato alla fine di ogni performance.

Ovviamente non sarà attraverso queste modalità raffinate a cambiare le sorti di una città che sta affondando nella spazzatura ma siamo convinti che contro la volgarità e la barbarie cittadina l’unica risposta è la cultura e la sensibilizzazione. Non sono le multe e le delazioni ma la costruzione di ponti culturali e di dialogo che potranno, in qualche modo e nel tempo, far crescere la nostra comunità cittadina.

(mAd)

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HILTON CAPOMULINI, LAVORI SOSPESI PER MANCATI PAGAMENTI
«RISCHIO FALLIMENTO PER IMPRESE DEL TERRITORIO»

Catania – «L’importante investimento che avrebbe dovuto produrre occupazione e sviluppo per il territorio, finora ha solo arrecato perdite e danni notevoli alle imprese coinvolte nella realizzazione delle opere». A prendere posizione sulla sospensione dei lavori all’ex Perla Jonica – Hilton Capomulini, causata dai mancati pagamenti alle ditte subappaltatrici, è il presidente di Ance Catania Giuseppe Piana che raccoglie e rilancia l’allarme degli imprenditori: «Sono ormai 3 anni che si parla dei lavori alla Perla Jonica, nuovamente fermi da maggio 2017. Nella prima fase del cantiere i problemi sorti tra la Item e la Volteo Energie spa hanno portato alla rescissione del contratto di appalto e al mancato pagamento di buona parte dei lavori eseguiti dalle imprese catanesi subappaltatrici di Volteo, che infine ha chiesto e ottenuto dal Tribunale di Milano il concordato preventivo di fallimento, pagando solo un’esigua parte dei debiti contratti».

«Dopo un lungo stop – ha continuato Piana – a fine 2016 sono ripartiti i lavori, affidando alla Inso spa (Gruppo “Condotte”) l’appalto per il completamento degli stessi. Dopo un avvio spedito, in cui sono state coinvolte a pieno organico 6-7 imprese catanesi, i lavori sono stati nuovamente sospesi a fine aprile dalla Inso, e questa volta a tempo indeterminato, ed attualmente il cantiere è totalmente deserto. Da ottobre 2016 a aprile 2017 le imprese locali coinvolte hanno nuovamente anticipato i capitali necessari per la realizzazione delle opere (vari milioni di euro tra maestranze e materiali), senza essere pagate e registrando notevoli perdite. In questi giorni – ha concluso – alcune tra le imprese maggiormente danneggiate hanno presentato richiesta di sequestro conservativo dei beni della Inso al Tribunale di Catania».