Primopiano

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poverta

I numeri pubblicati dall’ISTAT sono terribili. In italia il 29% è dentro il “rischio povertà” a sud la situazione è drammatica, in Sicilia disperata.
Numeri pesanti che possono farci comprendere come il neliberismo e l’arretramento dello Stato negli investimenti e nel sociale, sono i responsabili di una crisi che sta producendo vittime tra larghi strati sociali e che fa arricchire ancora di più i potenti e pochi eletti.
Una crisi infinita che porta con se anche una crisi di valori, una guerra tra poveri, un disperato urlo echeggia in tutta Europa mentre i potenti ancora non comprendono che le regole finanziarie non sono quelle dell’economia reale. Ed i governi europei ne escono tutti a pezzi, massacrati dal voto popolare e i nazionalismi urlati e miopi crescono e si presentano come alternativa alla povertà. Di fatto sono solo il preludio di altre disgrazie, simili a quelle che la storia ha scritto nel ‘900.
In Sicilia mentre cresce la corruzione politica, mentre cresce e si sviluppa indisturbata la criminalità organizzata, mentre la parola mafia è stata messa al bando, la politica continua a credere che con il voto dell’amico e della vecchia e silente clientela le cose vanno al loro posto e la governance sarà, comunque, garantita. Ma il malessere cresce ed il lavoro, quando c’è, è precario, è al nero, ed anche chi ha uno stipendio regolare non arriva mai a fine mese. Ed ecco che davanti ad un quadro così desolante e di disperazione collettiva non ci resta che comprendere che è urgente iniziare a fare investimenti nella sanità pubblica, nella scuola e riorganizzare il welfare. Invece la politica continua a crogiolarsi e a fare vomitevoli campagne acquisti nella speranza del quorum e della poltrona.
Un coro di NO dovrà trasformarsi in un folla di arrabbiati pronti a bloccare il Paese se non si agisce subito contro la corruzione politica, le mafie e la grande evasione fiscale.
Il capitalismo sta morendo e i colpi di coda sono terribili e crudeli, urge un pensiero antitetico alla gestione finanziaria della politica. E’ urgente un pensiero alternativo indirizzato verso la ricerca del benessere collettivo.

(mAd)

Non ci avrebbe creduto nessuno, forse solo gli sceneggiatori dei Simpson che l’avevano previsto in un cartoon.
Ora possiamo prenderci la rivincita con gli Yankees: ci prendevano per il culo per Berlusconi, ora ne hanno uno che addirittura può anche risultare di gran lunga più dannoso.
Un sognatore di fantapolitica potrebbe immaginare che al Pentagono o alla Cia stiano preparando tante belle fiale per fare dei continui TSO al neo.Presidente, così da non spararle grosse e fare il serio Capo dello Stato del paese, forse ancora, più potente del globo terracqueo.
Ne avevo parlato tempo fa, non esiste più politica, vince chi urla meglio, chi la spara più grossa, chi cavalca le bufale e le boutade, chi offende e denigra di più.
Vince chi parla alla pancia della gente, chi tramuta in idee le cazzate che si sparano dal barbiere o al bar, la signora al supermercato col salumiere disserta di diritto Costituzionale così come della bontà del culatello.
Soprattutto vince chi sa usare a suo favore il web: Trump e Grillo in questo si somigliano tantissimo.
Fate largo agli imbonitori da quartiere, a coloro che prendendo le idee dagli emarginati e dagli sfigati ne fanno slogan politici, a cui interessa risolverne i problemi ma farne strumento di propaganda.
Il muro lungo il confine del Messico è fattibile, un muro lungo il mediterraneo è più complicato. Meno di un miglio di Mose è costato un occhio della testa, figuriamoci migliaia di miglia.
L’alternativa non era eccelsa, meno istrionica, ma con scheletri nell’armadio che continuano ad agitarsi al pensiero di una scellerata politica estera nel vicino Oriente (vicino a noi e non a loro) e nel Mediterraneo (a casa nostra) di cui ne paghiamo direttamente le conseguenze con un moto migratorio di dimensioni più che bibliche.
Trump o Clinton: sarebbe cambiato poco o nulla.
In un romanzo di Swift: I Viaggi di Gulliver, esisteva una nazione dove comandavano i cavalli, oggi è spianata la strada per potere comandare i topi.
La classe media, quella che una volta anelava ad elevarsi socialmente e culturalmente si è scoglionata, la crisi, il malgoverno, l’insicurezza del domani stanno modificando il pensiero.
L’impoverimento economico ha generato irrimediabilmente l’abbandono dell’amor proprio e dell’autostima, conseguenza che a catena c’è l’impoverimento culturale e sociale.
I giovani che stanno crescendo saranno un perfetto elettorato del domani per i Trump o i Grillo di turno.
(santodimauro)

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olycom - mogol - TRASMISSIONE MUSICALE RAI "SCALO 76" - NELLA FOTO MOGOL
olycom - mogol - TRASMISSIONE MUSICALE RAI "SCALO 76" - NELLA FOTO MOGOL
olycom – mogol – TRASMISSIONE MUSICALE RAI “SCALO 76” – NELLA FOTO MOGOL

Oggi, 17 agosto, Mogol compie 80 anni. Dal sodalizio con Battisti alla collaborazione con Dylan al Progressive, è il più celebre paroliere della canzone italiana.
Negli anni ’60 ha firmato tantissimi grandi successi, tra cui molte cover famose. Il Paradiso, Sono bugiarda, Sognando la California, Senza luce, Io ho in mente te, 29 settembre, A Chi, Ma che colpa abbiamo noi, E la pioggia che va, La spada nel cuore, Riderà, Se piangi se ridi, Una lacrima sul viso.

E fu proprio Mogol a convincere Battisti a cantare le proprie canzoni, vincendo le resistenze dei discografici che ritenevano quella voce così insolita poco adatta.

Tra le sue traduzioni ci sono alcuni super classici di Dylan, Blowin’in the Wind (La risposta è caduta nel vento cantata da Tenco), Mister Tambourine Man (Mister Tamburino cantata da Don Backy) e Like a Rolling Stone (Come una pietra che rotola, cantata da Gianni Pettenati). Con Mauro Pagani è l’autore del testo di Impressioni di Settembre, il brano più celebre della PFM e probabilmente del Progressive Italiano.

love radio rock

Compie 40 anni Radio Etna Espresso e con i ricordi torno indietro nel tempo, quando con le radioline a transistor (con la doverosa modifica delle pile piatte più potenti e durature delle stilo) si ascoltavano solo i canali della RAI e l’offerta di musica aveva il suo culmine il venerdi con la Hit Parade di Lelio Luttazzi e con i Dischi Caldi con Giancarlo Guardabassi la domenica a mezzogiorno.
Con l’avvento delle radio libere l’offerta musicale dilagò, così pure la comunicazione ( a quei tempi il web era fantascienza). La dimensione locale che la Modulazione di Frequenza consentiva dava una connotazione più familiare, tutti avevamo l’amico DJ e condurre un programma alla radio faceva figo.
Radio Etna Espresso nacque nel 76, erano in quattro i pionieri: Nicola Musmeci, il prof. Mimmo Trimarchi e agli altri due fondatori chiedo scusa di non ricordare i nomi: mi aiuteranno i liberi navigatori.
Un programma che ricordo con piacere era condotto in modo originale da Fred Cipriani e Mariano (il Cav. Mario Trovato) ad ora di pranzo (da menza all’una e menza) che mi faceva sbellicare dalle risate. Poi musica, musica, musica. E dimenticavo i quiz, dove spesso partecipavo e vincevo sempre piante di rose dei vari Vivai della zona.
Giulio Vasta e Antonio Garozzo, la loro vita è stata per questa radio, una scelta coraggiosa farne impresa, la loro impresa, il pane quotidiano, a costo di farsi passare per sconsiderati.
Due eroi, due visionari, che negli anni. grazie alla loro radio, ci hanno consentito di potere seguire l’Acireale Calcio negli anni belli, il Consiglio Comunale in diretta (tra i primi in Italia), il Giro dell’Etna dell’indimenticato Turi D’Agostino.
Tuttora tengo sempre sintonizzata la radio su Etna Espresso, la mattina inizio la giornata con Katia Lanza, voce amica che più amica non si può, poi quest’anno con Antonio Ferlito e Carlo Kaneba è stato piacevolissimo stare ad aspettare davanti le scuole l’uscita della prole.
Volevo fare gli auguri agli amici di Radio Etna Espresso, raccontare della storia di Acireale che hanno seguito e dove sono dentro negli ultimi quarant’anni, ne è venuto un “amarcord”, come penso che verrà ad ognuno che legge, perchè la radio libera ha rivoluzionato il mondo, la mia generazione è stata fortunata a traghettare la sua adolescenza in quel periodo che in fondo tutti ricordiamo bellissimo e Radio Etna Espresso lo ha fatto con gli Acesi.
A Giulio Vasta, Antonio Garozzo, a Giovanni Vasta che è per me “un figghiozzo in pectore” e a tutti coloro che collaborano con la, ora storica, Radio Etna Espresso, giungano gli auguri di tutti i liberi navigatori di Fancity. Ad maiora.
(santodimauro)

(La foto di copertina ritrae “il Conte” mitico personaggio del film ” I love Radio Rock”, pellicola che ognuno nella vita dovrebbe vedere almeno cinquanta volte.)

fiera 1

325 votanti, 291 si (compreso il Sindaco), 31 no, 3 non lo so : i liberi navigatori si sono espressi, per il 90% vogliono la Fiera dello Ionio al centro.
Nel percorso verso una Città che si scrolla di dosso la sciattezza e l’incuria di quest’ultimo ventennio, la Fiera dello Ionio rivalutata diventa una pietra miliare.
Il Centro Storico, che finalmente sarà liberato dalle auto diventerà un mercato tout-court, un mercato dove gli espositori dovranno essere di qualità così come ciò che farà da contorno alla manifestazione.
Quale migliore occasione per fare conoscere Corso Umberto e Corso Savoia a coloro che numerosi affolleranno come sempre la Fiera?
L’Amministrazione pare che già stia lavorando in questo senso, siamo in attesa di sapere cosa intende organizzare e che standard di qualità pretende.
Anche con meno stand, ma con la qualità degna della tradizione centenaria della Fiera Franca, di cui la Fiera dello Ionio è l’erede naturale, per cui tanto lottarono gli Acesi (di Aci Aquilia, poi Acireale) inimicandosi le altre Aci. Dopo tanto girovagare, tornerà nuovamente nel quartiere dell’Annunziata.
Il messaggio lo abbiamo mandato, l’Amministrazione pare lo abbia recepito prima ancora che le fosse inoltrato e quindi non ci resta che aspettare le belle novità che vorranno apportare.
(santodimauro)

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Vivaci non ha lo splendore della popolare e sentita festa di San Sebastiano o la spettacolarità ed importanza del Carnevale, nemmeno durante l’estate intende sostituire le feste di Santa Venera o la ormai decaduta e scaduta Fiera dello Jonio.
Recentemente due importanti eventi si sono prepotentemente imposti e sono diventati subito importanti nell’estate acese: Villa Pennisi in Musica e Vivaci, nulla hanno a che vedere l’una con l’altro, ma sono entrambe realtà che non possiamo trascurare (di Villa Pennisi in musica ne parleremo molto presto).
Vivaci è un evento privato, uno dei tanti che si fanno in giro, uno dei mille che provano a farsi pubblicità su Fancity e che noi sistematicamente non accettiamo.

Però di Vivaci ne parliamo e ciò ha un suo perchè.
Vivaci è giovane, quattro edizioni, ma è già una festa acese.
Vivaci rappresenta una tappa fondamentale nella nostra Città, la voglia di fare, di muoversi, di creare, di non rassegnarsi e reagire.
Sono giovani imprenditori che si consorziano per trasformare in festa una serata al bar, una serata speciale al bar.
Bisogna guardare con simpatia a questi ragazzi che riescono a riempire le piazze e le strade vicine ai propri locali.

Tanti altri locali restano fuori, locali che potrebbero stare bene dentro, locali di giovani che hanno la stessa vocazione di quelli di Vivaci. Qualche lamentela c’è stata, discussione di privati tra privati, un social può raccontare la notizia, data la rilevanza acquisita dall’evento per la Città. ma non cercarne le motivazioni di base: a casa delle persone non potremmo mai permetterci di sindacare.
Malgrado ciò, invitiamo gli amici di Vivaci, per il futuro, di considerare le nuove belle realtà che sono sorte nel frattempo ad Acireale, anche loro giovani che si stanno impegnando a migliorare Acireale.

Stasera saremo al Time’s Coffee di Gianluca Mangiagli, io, la mia macchina fotografica e tanta voglia di vedere Acireale che si scommette da un lato e Acireale che si diverte da un altro.
La direzione artistica di Giovanni Vasta (siamo bellissimi, io e lui, nella foto di copertina) è garanzia che gli spettacoli presentati saranno di qualità.
Tra l’altro stasera guarderemo tutti insieme Italia-Irlanda.
(santodimauro)

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Molto si è parlato degli allori di Santa Maria la Scala, il Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo aveva affermato ufficialmente con queste parole le motivazioni che avevano spinto l’amministrazione a questa scelta: “Riguardo alle nuove essenze arboree, la tipologia è stata scelta di comune accordo con la Soprintendenza di Catania, sentito il parere del presidente dell’Ordine degli agronomi e forestali di Catania“, peccato però che ieri quanto affermato da Barbagallo è stato clamorosamente smentito proprio dal Presidente degli Agronomi di Catania, dott. Corrado Vigo, il quale ha affermato testualmente: “non abbiamo trasmesso alcun parere né a mia firma personale né tantomeno da parte della commissione del Verde”.

Come è facile immaginare si è scatenato un immediato battage mediatico che ha messo sotto la lente di ingrandimento quanto affermato dal Sindaco, generando clamore sui canali social cittadini. Come già più volte capitato quando l’amministrazione e la maggioranza sono stati in difficoltà ecco spuntare fuori i veri azionisti di maggioranza di questa Amministrazione, i manovratori non eletti o non eletti a rappresentare i cittadini al consiglio comunale di Acireale. In poche parole il vero Sindaco e il vero Assessore al Bilancio del Comune di Acireale. E come era avvenuto immediatamente dopo la nostra conferenza stampa con il Sindaco Ombra Nicola D’Agostino che ci aveva tacciati di essere dei bugiardi salvo essere da noi prontamente smentito, ieri è toccato a Salvo Nicotra accorrere in aiuto e tentare di mettere una pezza, peraltro in maniera alquanto goffa, sulla sempre più imbarazzante posizione del Sindaco e Giunta sulla questione dei lavori di riqualificazione di Santa Maria la Scala.
Abbiamo risposto al Sindaco Barbagallo ed al Sindaco Ombra onorevole D’Agostino perchè allora non rispondere pure al dottor Nicotra?

Ed eccoci, dissezioniamo quanto da egli affermato e rispondiamo punto per punto:

1. “Il dott. Vigo afferma di aver sentito il nostro Sindaco e di avergli indicato come pianta, tra altre, anche quella di alloro: dov’è la smentita? Il sindaco ha preso per buono il consiglio e ha suggerito ai tecnici di impiegare l’alloro. Dove sta lo scandalo?”.

1. Come detto il Sindaco Barbagallo ha UFFICIALMENTE affermato di aver ricevuto il parere della Sopraintendenza e dal Presidente dell’Ordine degli agronomi di Catania ma il Presidente dell’Ordine degli agronomi lo ha pubblicamente smentito, dicendo di non avere recapitato nessun parere ne a sua firma ne tanto meno a firma dell’ordine. Dov’è lo scandalo? Beh il Sindaco ha affermato un fatto non vero che nell’ambito della gestione delle risorse pubbliche non è proprio una bella cosa, visto che si esigerebbe il massimo rigore e il massimo rispetto delle normative vigenti.
I cittadini di Acireale visto questo precedente come potranno ancora fidarsi di quanto dirà i futuro il Sindaco Barbagallo?

2. “Nel fatto che ha impiegato una amicizia personale per consigli che riguardano la Città, forse nel l’aver fatto risparmiare all’ente onorari per rilascio di pareri scritti, forse per aver tempestivamente ottenuto i chiarimenti che gli necessitavano attraverso una telefonata? Ma di cosa stiamo parlando.Io vedo nell’ atteggiamento del Sindaco quello del buon padre di famiglia, si è informato, ha colmato un dubbio. Cosa cambia se il parere fosse stato scritto. Il sindaco ha affermato di aver chiesto parere al Presidente dell’Ordine degli Agronomi che corrisponde all’acese Corrado Vigo. Dove sta la bugia?”.

2. Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando della gestione di oltre 800.000 € di denaro pubblico per la riqualificazione di un borgo marinaro all’interno del territorio comunale non della ristrutturazione del bagno dell’abitazione del Sindaco, del dottor Nicotra o dell’onorevole. Le risorse stanziate dall’UE, attraverso la Regione siciliana, servivano anche, eventualmente, a ricevere tutti i pareri, anche a pagamento, necessari ad avere le migliori informazioni possibili per un’oculata selezione dei materiali per i lavori di riqualificazione. Una telefona da parte del Sindaco all’amico agronomo non si può certo definire un parere tecnico ed infatti il dottor Vigo ha presumibilmente sentito la necessità di tutelare l’ordine che rappresenta smentendo il Sindaco.
Da sottolineare che il Sindaco è un ingegnere, non credo bisogna aggiungere altro.

3. Il dott. Vigo conferma, specifica che tutto è avvenuto nell’ambito di una discussione personale tra un Sindaco e il Presidente degli Agronomi: e che ci vuole la carta bollata? È pazzesco.”

3. Ci vuole la carta bollata? Se questa affermazione non fosse virgolettata sarebbe davvero difficile credere che sia stata concepita, messa in ordine e poi scritta dal Consulente del Sindaco in materia economica e finanziari degli Enti Locali dott. Nicotra. La risposta alla domanda di Nicotra è sì, ci voleval la carte bollata. Infatti il Sindaco sulla base di una informalissima telefonata con l’aminco agronomo ha deciso di impiantare degli alberelli di alloro che non erano previsti tra le specie da impiantare nel progetto che ricordiamo erano: Tamarix gallica o Lagunaria paterson o Albizia julibrissin o Cercis siliquastrum. L’impianto di questi alberi aveva un costo complessivo (mano d’opera ed altre voci tra cui l’albero stesso) che era, al lordo del ribasso d’asta e IVA di € 953,76, come risulta dalla voce NP. 23 del Verbale concordamento nuovi prezzi n. 2, allegato alla Perizia di Variante dell’Amministrazione Barbagallo del 2015. L’impianto di una specie non prevista in quella voce di prezzo avrebbe comportato il fatto di dover annullare quella voce di prezzo (NP 23) ed inserirne una nuova con prezzi differenti, visti i differenti costi (un alloro costa meno), delle nuove essenze arboree concordate. Invece il Sindaco ha permesso che venissero pagati gli allori allo stesso prezzo (€ 953,76) delle più pregiate specie arboree precedentemente previste in progetto, come pagare dei pezzi di vetro al costo dei diamanti.
Ribadendo la domanda se ci volesse la carta bollata? Sì, ci voleva la carta bollata.