Arte

Nato in Aciplatani nel 1913, iniziava la sua attività di pittore autodidatta all’età di sessantanni . I suoi soggetti preferiti erano Acireale e il mondo contadino, come scriveva il compianto dott. Vito Finocchiaro: Lombardo non dipinge “il mondo che è” ma “il mondo che era”  .Incoraggiato dall’Azienda di cura nel 1979 effettua la prima mostra personale.

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La Pinacoteca Zelantea, una delle più ricche collezioni  di opere esistente nella nostra regione. Opere accumulate nel corso dei secoli, grazie a lasciti e legati testamentari. Uno di questo lasciti è descritto dal dott. Alfio Fichera attraverso un articolo apparso sul “Popolo di Sicilia” nel lontano Agosto 1934.

Il signor Ignazio Rossi, figlio del comm. Andrea, che tutti ricordano con riverente memoria, ha donato al signor podestà, per arricchire la nostra Zelantea di opere che riguardano le vicende storiche della città, alcuni documenti antichi. Ha donato pure una tela del pittore Antonino Bonaccorsi, detto Chiara, che visse nella nostra città nel secolo scorso e che fu artista di valore e ritrattista rinomato. La tela raffigura l’ava del donatore e fu eseguita nel 1876. E’ veramente assai fine e pregiata ed è uno dei più riusciti ritratti usciti dal pennello del Bonaccorsi. I documenti antichi sono i seguenti: una copia del privilegio dell’imperatore Carlo V che accordava ad Acireale la Fiera di Santa Venera, manoscritto del 1620, copie di lettere del delegato per la Fiera di Santa Venera, manoscritti del 1620, altri documenti riguardanti la Fiera che parlano della prima fondazione della chiesa di Santa Venera al Pozzo. Segnaliamo il gesto nobilissimo con l’augurio che venga imitato

dal “Popolo di Sicilia”, 30 agosto 1934

Ritratto della Signora Rossi

olio su tela

La N.D., elegante nella sua bella acconciatura a boccoli, e nel suo abito a strascico, ci appare in una  posa un po’ fredda, di circostanza. L’ambiente è un interno con pareti grigie e fiorami il pavimento in prospettiva vuole dare un illusione di profondità. La tela fu eseguita nel 1876.

nota del prof. Matteo Donato – Pinacoteca Zelantea di Acireale

nota integrativa dell’avvocato Giuseppe Grassi Leanza

Si tratta di Agatina Tropea – moglie di I.E. Rossi (1833-1907) – figlia di don Andrea Tropea Rossi e di Brigida Tropea Tropea. Si ha memoria dell’immatura morte di Agatina, che era nata il 24 settembre del 1844, donna di “bellissime forme, nelle quali il tipo spagnuolo della propria stirpe spiccava mirabilmente fra le grazie greche e l’alta taglia”. Donna amabile anche nel carattere, viene ricordata, oltre che per la sua bellezza, per il candore, lo spirito caritatevole, l’amore materno. Di quest’ultimo restò vittima quando, cogliendo il figlio caduto per terra con le tempie insanguinate, ne fu tanto lo sgomento e lo strazio credendolo morto che le si procurò un aborto fatale, era il 19 novembre del 1875, avveniva nella sua casa di Pisano, l’accompagnò ad Aci Catena una lunga fiaccolata. Cfr. Giornale Araldico-Genealogico-Diplomatico, pubblicato per cura della R. Accademia Araldica Italiana, diretto dal cav. G.B. di Crollalanza, Anno 1878-1879. Tomo Sesto, Pisa, 1879, pp. 106-107.

[Il dipinto è oggi restaurato, esposto nella sala C. Cosentini della Biblioteca Zelantea]

La Cattedrale di Acireale stasera ha ospitato il secondo incontro con il dottor Sandro Barbagallo, dopo la Cappella Sistina illustarata in tutti i suoi particolari e la sua storia, stasera è toccato ai Musei Vaticani.

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Presentatore d’eccezione il conduttore Salvo La Rosa, introduce la dotta illustrazione della storia e delle curiosità dei Musei Vaticani.
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Don Roberto Strano, arciprete parroco della Basilica Cattedrale dell’Annunziata, buon amico del dott. Sandro Barbagallo, è riuscito a creare questa linea diretta tra la Cattedrale e i Musei Vaticani, chi ha seguito le due serate, avrà da ora in poi un approccio diverso con quello che è lo scrigno dell’arte nello Stato della Chiesa.
Le iniziative che esaltano l’arte e la cultura sono le benvenute nella Città di Acireale dove gli stimoli culturali che la animavano un tempo sono assopiti.
La Cattedrale era piena, il pubblico ha seguito con interesse e appassionandosi.

Senza dubbio un ottima iniziativa.
(santodimauro)

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Leonardo Benevolo è spirato ieri a 94 anni. Gli dedico l’articolo scritto subito dopo la sua conferenza tenuta nel 1985 nella nostra Acireale, eravamo in centinaia ad ascoltarlo.

Leonardo Benevolo ad Acireale in occasione della conferenza-dibattito organizzata dall’Associazione ingegneri architetti sul tema “Strumenti urbanistici generali e attuativi”: un grande avvenimento. Un prezioso incontro tra una bella città che non sa ma deve decidere sul suo assetto urbanistico e il maggiore esponente dell’architettura italiana, una delle più vivide intelligenze del pensiero architettonico europeo. “Non presumiamo, Lombardi e io, di entrare nel merito delle questioni che riguardano Acireale. Abbiamo del materiale, abbiamo visitato la città, ma spetta a quelli che vivono sul posto, di farlo”, ha esordito Benevolo.
Quindi ha tracciato un profilo delle tendenze urbanistiche in Italia dal ’45 a oggi, sottolineando i caratteri assai formali della disciplina dei poteri dell’Amministrazione delineati con la legge urbanistica del ’42 mentre, di converso, in Inghilterra fin dagli anni ’30 l’Amministrazione è intervenuta negli interessi fondiari.
Negli anni ’40-‘50 si è avuto uno sviluppo insospettato della città italiana e i PRG hanno solo sancito dei fatti compiuti. Negli anni ’60 si è cercato di anticipare lo sviluppo prevedendo un accrescimento illimitato. Negli anni ’70 un ripensamento, che ha inizio a Bologna, ha ristretto le previsioni di fabbricabilità. È venuto così fuori il problema dei centri storici su cui intervenire non solo per la tutela ma anche con fini analoghi all’intervento nella periferia, urbanizzata con l’edilizia economica e popolare. Questo “anticipo” italiano – limitato però a zone dell’Emilia e della Lombardia- è stato riconosciuto valido per l’Europa e per città ispano-americane e musulmane.
Negli anni ’80 quando il quadro demografico è stabile, lo sviluppo edilizio si prevede che si arresti, in uno con l’arresto della crescita industriale. Anche l’industria ha così ceduto grandi aree caoticamente distribuite sul territorio,mentre il terziario che cresce presuppone un’organizzazione del territorio stesso. Entrando nel merito dei valori fondiari, Benevolo ha detto che non si può pretendere di applicare espropri irrisori ai valori agricoli: infatti, laddove l’amministrazione pubblica è più avanzata (Olanda) l’acquisto ha canoni tradizionali. Comprare le aree e costruirci i servizi e poi cederle ai privati caricate di queste spese è un’attività in pareggio. Benevolo ha portato gli esempi di Brescia e Modena (amministrate rispettivamente dalla Dc e dal Pci) dove ciò, grazie alla stabilità politica, si è potuto realizzare.
Ciò che resta da risolvere nei problemi di conversione e riurbanizzazione che oggi si pongono in Italia è l’organizzazione degli Enti locali. Catania e Roma hanno in questo senso problemi simili poichè la loro gestione accentrata impedisce il decentramento, la “molteplicità” degli interventi. Si potrebbe a tal punto
– e la Sicilia lo permette col vantaggio dell’”autonomia speciale”- fare esperimenti per accentuare la combinazione tra “unitario” e decentrato.
Ciò, a livello superiore.Per quanto concerne le amministrazioni locali, tenendo conto che per ribaltare lo stato di fatto occorrono circa 15 anni, è necessario l’accordo tra le forze politiche che porti all’unità preliminare già nel seno delle commissioni urbanistiche, ricordando sempre che il PRG è una “piccola Costituzione” che deve essere rispettata.
L’Amministrazione deve anche essere attrezzata tecnicamente. Benevolo ha ricordato che in una città tedesca più piccola di Acireale, da lui recentemente visitata, l’ufficio tecnico era composto di cento persone. Occorre costituire gruppi misti di funzionari e professionisti locali avendo ben chiaro che l’urbanistica fa parte della vita amministrativa e deve avere carattere di permanenza, non risolvibile con interventi episodici di progettisti esterni.
Bisogna fare –ha infine ricordato Benevolo – distinzione tra i piani generali e gli strumenti attuativi. Il PRG è di natura disciplinare, fissa le “regole del gioco”, mentregli strumenti particolareggiati (la cui durata dovrebbe essere ridotta dagli attuali 10 a 5 anni) devono essere fatti a queste condizioni: 1) quando l’mministrazione ha i soldi; 2)quando gli operatori privati hanno un programma specifico di lavoro.

IVAN CASTROGIOVANNI
(pubblicato su La Sicilia del 29 marzo 1985)

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Venerando Gangi oltre ad essere un valente poeta e favolista fu pure uno scultore, il padre era un artigiano vasaio. Nella nostra Pinacoteca Zelantea sono esposte alcune sue opere giunte sino a noi, tra cui un suo autoritratto. Nel basamento si puo ancora leggere in 4  targhette bronzee  “Eseguito dal medesimo Venerando Gangi”  , ” Di questo busto parla il Ragonisi nella sua prefazione al Gangi” , ” Venne questo busto busto conservato da Paolo Leonardi, donato all’Accademia nel 1886″ e infine ” Lo Illustrissimo favolista nacque in Acireale il 1748 , vi morì il 1816″. Il prof. Matteo Donato nel suo catalogo della Pinacoteca Zelantea descrive l’opera come “Un piccolo busto policromo, che in epoca successiva è stato utilizzato nel bozzetto per un monumento al favolista.

“La Pinacoteca Zelantea di Acireale” prof. Matteo Donato

 

Giuseppe Ragonisi fu il primo editore ed estimatore delle favole del Can. Venerando Gangi, nel 1816.

Dalla prefazione de’ Le favole di Venerando Gangi a cura dei “Quaderni di Zetesis” del Liceo Gulli e Pennisi