Storia Acese

0 192

Articolo, uno degli ultimi, pubblicato dal dott. Fichera in vista delle elezioni regionali del 1951. Un voto carico di aspettative e di speranze, Un voto utilizzato dalla Democrazia Cristiana acese  per far passare, come scrive il dott. Fichera, in secondo piano i problemi finanziari del comune, il mancato restauro del Teatro Bellini, l’ aumento della famigerata “Tassa sulla famiglia”, l’estensione della tassa daziaria su molti prodotti prima esenti e il raddopio degli importi messi a ruolo esattoriale

 

La vigilia elettorale trova la città in piena animazione nell’ attesa che i cittadini compiano il loro dovere per aprire una pagina nuova nella sua vita plurisecolare.

Un fermento nuovo lo anima e lo esalta.

Si è voluto dare un’ impronta squisitamente politica alle elezioni regionali ed era fatale che così fosse, sebbene esse in fondo in fondo non siano altro che qualche cosa di molto simile alle elezioni per eleggere i consigli comunali.

Dal campo eminentemente amministrativo siamo passati nel campo politico, e ciò anche per volontà del partito che governa il nostro Comune ( in realtà non fa altro che farlo vivere alla giornata con espedienti che dovrebbero consentirgli di arrivare alla meno peggio alle elezioni comunali).

Le parole grosse, le concioni e i proclami, che ricordano idealità e principi che nulla hanno a che fare con le elezioni imminenti, hanno lo scopo preciso di far passare in seconda linea, se non dimenticare, addirittura, il disastro finanziario e la sperequazione che ha informato la compilazione dei famosi ruoli della famosa tassa .

Dovrebbero far dimenticare, le concioni più o meno roboanti, il mistero della mancata ricostruzione del “Bellini”,  ricostruzione per la quale è stato chiesto alla Regione un sussidio di cinque milioni, cifra irrisoria se non ridicola, quando ancora il comune non ha a disposizione un progetto qualsiasi.

Si sono messe in moto, in una città così profondamente cattolica come la nostra, le più delicate leve del caso di coscienza e dello scrupolo di coscienza, tacendo di candidati che non sconoscono i riti più o meno antichi di associazioni segrete, mentre sono state stampate caricature irriverenti contro la monarchia, quando lo stato maggiore del partito è profondamente monarchico o almeno fedeltà alla monarchia ostenta.

Ma la città sente chiaramente che le si è fatto fare un gran passo indietro, che vecchi sistemi amministrativi, i quali ormai erano considerati tramontati per sempre, sono tornati in vigore, la città sente tutto questo e manifesta il desiderio irresistibile di tempi nuovi e di nuovi uomini.

Difficile lotta, difficilissima, per quelle leve che agiscono sopra gran quantità di elettori, che per la veste che indossano e per i luoghi ove trovano ricetto sono sensibilissimi a quei richiami e costituiscono forza notevole contro la quale è inutile lottare, ma che è possibile vincere con altre forze libere.

Così la propaganda politica è stata sovrapposta con artificio intelligente alla situazione amministrativa e tanti appaiono travestiti da cavalieri di un ideale che non sentono. Ora, tacendo finalmente gli altoparlanti e chiusi in bellezza i comizi, ferve il lavorìo insonne per organizzare le ultime manovre e per disporre le ultime pattuglie per la competizione che avrà per campo di battaglia le cabine delle sezioni elettorali delle quali deve nascere la novella vita per la città nostra.

(da “La Sicilia” 3 giugno 1951)

Cartolina Piazza Duomo degli anni 50 con la bandiera dello scudo crociato issata nel balcone del municipio

 

0 430
PALERMO 12 Mag 1947 - INAUGURAZIONE DELLA PRIMA ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA, CON IL PRESIDENTE ETTORE CIPOLLA p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Le prime elezioni  per la nomine dei rappresentanti all’ Assemblea Regionale Siciliana si sono svolte il 20 aprile  1947. L’affluenza è stata del 79,8%. Il sistema elettorale prescelto per eleggere i 90 deputati regionali, fu il proporzionaler puro. Al termine delle consultazioni, fu eletto presidente dell’ARS L’On. Ettore Cipolla del Blocco liberal-qualunquista e come Presidente della Regione, il democristiano Giuseppe Alessi. Per Acireale si presentarono i seguenti candidati: Il Cav. Santo Bella (DC) , Ing. Carmelo Fichera (Blocco del Popolo – PCI e PSI), il Cav. Carlo Grassi Vigo (Blocco liberal – democratico- qualunquista), Rosario Maugeri (PSLI), il Prof. Guido  Ajon e l’ing. Giuseppe Caltabiano. (Movimendo Indipendentista Siciliano – MIS), Raffaele Scrofani (Combattenti e Reduci).

Unico eletto di questa pattuglia sarà l’oriundo Santalfiese Ing. Giuseppe Caltabiano (MIS) con 7445 voti, il candidato principale Dc Acese, Cav. Santo Bella che riporterà 7208 non viene eletto.

L’ing Caltabiano esponente dell’Azione Cattolica acese pagherà questa contraposizione alla D.C. locale, infatti il Vescovo Russo con una lettera lo inviterà a dimettersi dall’ A.C. locale.

Come prassi consolidata, in città, alcuni giorni prima del voto vengono distribuiti 3500 pacchi dono del “American Relief for Italy” a famiglie povere ed a indigenti, i partiti di sinistra biasimeranno l’iniziativa come mera propaganda elettorale.

(notizie e dati dell’Avv. Felice Saporita in “Il Risveglio – Acireale 1944 – 1960 e  Wikipedia)

 

 

 

0 225

“Acireale, la indicano quale una delle migliori stazioni di cura in tutto degna degli elogi di un principe della scienza medica: Arnaldo Cantani”.

Nel 1880 il grande prof. Arnaldo Cantani, direttore della Clinica medica dell’Universita di Napoli, pubblicava un suo scritto su “Acireale come stazione climatica e luogo dei bagni”, esaltando il clima della città e i pregi delle acque termali, indicando i casi nei quali esse riuscivano di giovamento.

Prof. Cristoforo Cosentini – Cento anni con le Terme di Santa venera ad Acireale, 1973

 

0 243

Un’altro ospite della città di  Acireale fu lo scrittore e politico italiano Gustavo Chiesi, la presenza di questo personaggio è rilevata dal prof. Santi Correnti attraverso il saggio “La Sicilia Illustrata nella storia, nell’arte, nei paesi” pubblicato nel 1892.

L’ emiliano Gustavo Chiesi, che fu scrittore, giornalista, deputato repubblicano e ardente sostenitore della colonizzazione italiana in Africa. Alla Sicilia dedicò un ampio ed appasionato saggio, La  Sicilia Illustrata nella storia, nell’arte, nei paesi, pubblicato a Milano nel 1892, nel quale così si espresse nei riguardi di Acireale:

“E’ davvero una bella città; e, fra tutte le città di provincia della Sicilia, è la più bella. Amenissima la posizione nella quale sorge, su un altipiano ondulato tra l’Etna e il mare, che nella sua immensità si domina dalle alte fabbriche della città. La vie ne son larghe, dritte, spaziose, pulite; gli edifici un pò baroccheggianti, cosa comune in Sicilia, ma non privi di eleganza e d’una certa imponenza. Bellissima è la facciata in perfetto barocco della Cattedrale, che nell’interno ha pure affreschi pregevoli di Pietro Paolo Vasta e del  Filocamo. Davanti a questa chiesa è una ampia piazza, centro della città, assai movimentata nelle ore mattutine e nella sera, ma affatto deserta nelle ore cosidette della siesta, rigorosamente osservata nelle minori città di  Sicilia ed un po’ anche nelle maggiori. Acireale possiede pure un bel giardino pubblico, grazioso e ben tenuto. un bel teatro, e nel palazzo del barone Pennisi si mostra la forse più completa e rara collezione di monete e di medaglie Siciliane che si conosca. Il clima di acireale è delizioso, al ridosso com’è dell’alte pendici etnee, che la riparano dai venti di settentrione e da bruschi cambiamenti di temperatura. Acireale ha tutti i requisiti per diventare una stazione climatica invernale di primissimo ordine, mentre le sue sorgenti di acque sulfuree si prestano alla cura di numerose malattie”.

0 224

Il prof. Santi Correnti, in una delle sue pubblicazioni dedicate alla Città di Acireale, scriveva dello scrittore francese Renè Bazin ospite della nostra città.

Nel 1891 sostò ad Acireale lo scrittore francese Renè Bazin (1853 – 1932 accademico di Francia dal 1903) il quale nel libro “Sicilia , bozzetti italiani” la defini:

“Cittadina quasi sconosciuta, ma oltremodo affascinante, la più dolce che mi sia stato dato di incontrare in Sicilia; raccolta, non indaffarata, bianchissima nella sua corona di aranci, e vecchia tuttavia come la mitologia. Persino il suo nome è un nome di leggenda…Ha il clima che converebbe ancora agli eroi poco vestiti delle favole, una popolazione gentile, pescatori abituati a sentire cantare la sirena, e per scendere a mare, delle scale intagliate nella roccia a picco e finacheggiate da fichidindia. Tutto questo è così carino, tutto questo addormenta il ricordo e la fatica di viveree il desiderio di essere altrove…Ero talmente preso dal fascino di Acireale che, dovendo lasciare questa dolcissima città , decisi di collezzionare e di portarmi tutto quello che avrei potuto trovare dal libraio riguardo a notizie e storie locali”.

il prof. Correnti conclude con un rammarico:

“E’ Davvero strano che queste bellissime parole di Bazin siano praticamente ignorate ad Acireale: nè una epigrafe, nè una via ricordano il grande scrittore francese che tanto amò la Sicilia, e particolarmente Acireale, di cui arrivo a scrivere che “nessun altro paese mi piace di più in Sicilia”. Chissà perchè Bazin non ha avuto fortuna ad Acireale….

0 406

Aneddoto raccontato dal dott. Alfio Fichera è legato al soggiorno del maestro Riccard Wagner nella città di Acireale.

Fu durante la permanenza in Acireale che Wagner vide Garibaldi. Passava l’Eroe diretto a Palermo per assistere ad una commemorazione dei Vespri siciliani.

Un popolo fitto ed applaudente attendeva il treno che portava il Dittatore. Era il 28 marzo 1882. Dice il solito giornale che “il treno entrò nella stazione a passo d’uomo. il Generale, commosso, salutava il festante popolo ed accoglieva i bei mazzi di fiori che gli furono presentati dalle Autorità”. E l’indomani Garibaldi telegrafava al sindaco (cav Angelo Pennisi Arcidiacono) : “Dolente esigenze di servizio ferroviario mi impedirono salutare personalmente codesta popolazione patriottica, prego Lei essere interprete miei sentimenti d’affetto e mi auguro poterla salutare in avvenire” ( il Generale  veniva a mancare il 02 giugno)

Dicono molti che Wagner assistesse al passaggio dell’Eroe dal balcone della sua stanza, ma persona degna di fede ricorda benissimo che Wagner stava fra la folla, dentro la stazione ferroviaria, per poter vedere Garibaldi.

 

0 326

Nella primavera del 1875 Federico di Baden, figlio del Granduca Federico I, fece un viaggio in Italia con le tappe di Roma e della Sicilia e in modo particolare di Acireale. Il Can Raciti Romeo, nella sua guida faceva cenno a questa visita:

il 23 marzo 1875  S.A.R. il Granduca ereditario Federico di Baden in compagnia di altre celebrità politiche tedesche, visitò i Bagni termali e prese alloggio nel Grande Albergo.

0 871

L’Azienda Autonoma di Cura e Soggiorno, la prima di questo tipo, fu istituita con R.D.L. 765 del 1927 e resa operativa soltanto nel 1929. I compiti principali di dell’Azienda furono la promozione turistica della città e delle Terme.

Nel Settembre 1933 l’Azienda si spostò nei nuovi locali, sontuosi ma poco funzionali, di proprietà dei F.lli Leonardi (titolari del noto pastificio) con un canone d’affitto mensile di £. 500 per la durata di nove anni. L’Azienda dell’allora presidente, dott. Sandro Nicolosi, oltre a programmare le attività promozionali, come le pubblicazione di inserzioni su giornali e riviste italiane ed estere e la ristampa di pregevoli cartoline illustrate, si occupò (con propri fondi) della sistemazione di piazze, strade e viali: corso Vittorio Emanuele II, via SS. Crocifisso, via delle Terme, viale Regina Margherita, piazza Indirizzo, piazzetta Odigitria, il viale principale della villa Belvedere, piazza Agostino Pennisi, vico Marcellino ed il Belvedere di Santa Caterina. La città venne alberata con profusione di mezzi: si comincia con la piazza Roma (oggi Peppino Impastato) con viale dei Platani, con la piazzetta della Maddalena (corso Vitt. Emanuele), con viale Costanzo Ciano (viale della Libertà), si passa poi all’impianto della maggior parte del verde cittadino, di cui ancor oggi godiamo, e si finisce con la più scrupolosa e continua manutenzione (la piantumazione di alberi in piazza Duomo, via Libertà e piazza Agostino Pennisi continueà negli anni 50).  Ai due ingressi della città vennero posti cartelli, all’ultimo grido della moda del tempo: quelli con specchietti catarifrangenti, impropriamente detti luminosi, ma efficentissimi.

La permanenza nei locali di via Libertà durerà fino al 1944, i locali occupati della truppe britanniche, successivamente danneggiati e svuotati dagli indigeni locali, furono restituiti ai f.lli Leonardi che disdirono immediatamente il contratto d’affitto.

brevi note tratte da “I cinquant’anni dell’Azienda di cura di Acireale” del dott. Vito Finocchiaro (per lungo tempo stimato funzionario dell’Azienda)

Foto presa dalla pagina di Michele Alì e pubblicata dal Sig. Franco Alessandro

0 620

Lettera del Presidente dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici al Sindaco protempore , avv. Saro Leonardi. All’ Accademia stava a cuore la salvaguardia del centro storico della città e invitava le istituzioni a vigilare ed evitare le demolizioni indiscriminate, infine esortava l’amministrazione a dichiarare le dimore di Lionardo Vigo “siti di interesse storico”.

Centro storico di Acireale

Per la difesa del centro storico e del patrimonio architettonico ed urbanistico di Acireale, il presidente del nostro sodalizio, il 25 novembre, ha indirizzato al Sindaco della Città la seguente lettera:

Illustre Signor Sindaco,

mi pregio informarLa che questa Accademia, nella sua ultima riunione, ha affrontato il problema, del resto già varie volte trattato in precedenza, della salvaguardia del centro storico e del patrimonio architettonico e urbanistico di Acireale. L’occasione di ritornare du un argomento così frequentemente dibattuto è stata offerta dal  nostro Sodalizio dalla recente approvazione, da parte del Consiglio Comunale, del programma di fabbricazione: approvazione che, se servirà a sbloccare una situazione di immobilismo edilizio, che durava ormai da parecchi mesi ( e dei cui dannosi effetti sull’economia cittadina ci rendiamo ben conto), d’altro canto crea non infondati motivi di preoccupazione per chi ha a cuore la conservazione del volto vero e antico di Acireale, di quello che vollero e seppero darle i nostri avi, i quali furono capaci di farne una città ammirata da ogni forestiero per la bellezza sobria ed elegante delle vie,delle piazze, dei palazzi.

L’assemblea dei Soci ha rilevato come già negli anni scorsi sui siano dovuti costatare i primi segni  di un’implacabile opera di deturpamento che non ha risparmiato il nostro ridente centro, nel quale non sono mancate demolizioni di edifici ragguardevoli per pregi architettonici e importanza storica, sacrificati alla cieca speculazione.

L’assemblea pertanto ha deciso di chiedere a Lei in primo luogo, alle autorità comunali e a tutti i competenti organi di sorveglianza l’impegno più vigile e assiduo, perchè sia scoraggiato e stroncato sul nascere ogni attentato all’integrità e alla bellezza architettonica del nostro centro storico e della città.

In particolare, ricordando che nel prossimo 1978 avranno inizio le celebrazioni della ricorrenza centenaria della morte di Lionardo Vigo (l’illustre poeta e patriota nostro concittadino, morto il 14 aprile 1879), l’assemblea ha deliberato di rivolgere formale richiesta all’Autorità Comunale acese, perchè i due palazzi d’abitazione, nei quali rispettivamente Vigo nacque e morì (siti l’uno in via Marzulli – angolo via Galatea – l’altro nel corso Vittorio Emanuele ) vengano dichiarati edifici di grande interesse storico cittadino, e la loro conservazione sia pertanto difesa con inflessibile rigore. In tal modo,  oltre, che una serie di appropriate celebrazioni (fra le quali la ristampa di alcuni volumi pressochè introvabili che questa Accademia ha curato), la figura di Lionardo Vigo sarà degnamente ricordata nella città che egli amò più di se stesso”.

0 188

La ricorrenza dei Cento anni delle Terme di Santa Venera furono celebrate nel parco delle Terme, per l’occasione il Presidente dell’Accademia degli Zelanti, il prof. Cosentini, traccia un dettagliato percorso storico delle nuove terme, citando una sfilza di ospiti illustri che ebbero modo di apprezzare le virtù curative delle acque. Tra i tanti ospiti ci fu pure l’eminente clinico napoletano prof. Cardarelli, che tra i suoi illustri pazienti figuravano S.M. Vittorio Emanuele II , S.M. Umberto I, Garibaldi, Verdi e Benedetto Croce.

Nel 1882 fu ospite dell’Albergo l’insigne clinico napoletano prof. Cardarelli, venuto per visitare il Senatore Lionardo Vigo Fuccio, morto poi l’ 8 dicembre. Cardarelli non era mai stato in Acireale e rimase incantato delle bellezze della nostra città che definiva “molto più brillante di quel ch’egli ne aveva inteso parlare”.