Liberi Navigatori
Contributi e Segnalazioni dei navigatori acesi

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La sfida più importante delle aree protette (…) è quella di ricucire il legame tra sviluppo economico, sociale e ambientale attraverso l’arresto dell’uso indiscriminato ed irresponsabile delle risorse naturali e l’avvio di processi economici e sociali basati sugli scopi dello sviluppo sostenibile.
(Salvatore Barbagallo-La valorizzazione della “Timpa” di Acireale nel contesto territoriale)

La Timpa, orgoglio di Acireale, scenario naturale bellissimo ed unico.
Ieri alla Sala Pinella Musmeci (ex Angolo di Paradiso) un interessante incontro, molto istruttivo, tra gli altri, ho apprezzato particolarmente la dotta esposizione del geologo acese Giuseppe Filetti.17474536_1465740200116024_1423885669_n

La politica propone, con belle parole ci fa immaginare cose mirabili.
Noi acesi siamo molto recettivi sull’argomento Timpa.
Ora dopo 18 anni chi dovrebbe vergognarsi per il piano di sistemazione della Zona A che doveva farsi entro 180 giorni a cura Azienda Foreste Demaniali, Ente Gestore?
E l’Amministrazione Comunale dopo più di due anni cosa ha stabilito per la zona B?
La Consulta di esperti che lavoro ha svolto e la Consigliera Francesca Messina con delega specifica sulla Timpa che ruolo svolge ed in che ambito, dato che ieri non era tra i relatori?
Che visione hanno la politica locale e quella regionale riguardo la gestione della Riserva?
Urbanistica o naturalistica?

All’Amministrazione Barbagallo diamo intanto il merito della demolizione dell’Aloha a mare, conosciuto come l’Ecomostro e la iniziativa del percorso naturalistico nel percorso ferroviario dismesso.

La Timpa diventerà una risorsa importante per l’economia acese.

Onorevole D’Agostino, interessante iniziativa, sappiamo benissimo che lei è uomo che agisce: faccia in modo che finisca questa vergogna lunga 18 anni.

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Interessante conferenza dal titolo “Un Vescovo nella bufera. Le elezioni politiche del 1913 ad Acireale” all’Oratorio dei PP. Filippini ieri sera.
Don Giovanni Mammino, Arciprete Parroco e docente di Storia della Chiesa e il Prof. Alfonso Sciacca già Preside del Liceo Classico Gulli e Pennisi, hanno rievocato un periodo estremamente “caldo” della storia Acese.
Le elezioni politiche del 1913 che contrapponevano Giuseppe Grassi Voces a Giuseppe Pennisi di Santa Margherita, in pieno periodo del “non expedit” papale, videro contrapporsi in due gruppi i cittadini acesi e dei comuni viciniori, in questo bailamme anche il potente clero Acese si spaccò in due.
Il Vescovo Giovanni Battista Arista che malgrado le proprie simpatie personali rimase schiacciato dalle opinioni ostili delle due fazioni, se da un lato gli scioani del Barone Santa Margherita gli rimproveravano di non essersi schierato al loro candidato più ligio ai dettami di Santa Romana Chiesa, dall’altro i baiocchi, sostenitori del Grassi Voces gli rimproveravano l’opposto. A pochi giorni dalle elezioni, l’esonero dal non expedit per il Santa Margherita avallò e ne confermò la schiacciante vittoria.
Sarà presto pubblicato un libro postumo di Pietro Pappalardo,  cameriere personale di Mons. Arista, con la biografia del secondo Vescovo di Acireale.

Non sono stato all’altezza dei due eccelsi oratori di ieri sera: personalmente ho finalmente capito fino in fondo questo capitolo di storia Acese che mi aveva sempre incuriosito ed avevo conosciuto in modo frammentario ed incompleto.

Restiamo in attesa della pubblicazione del volume: “Cenni Biografici di Mons. G.B. Arista d.O II Vescovo di Acireale”

(santodimauro)

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La causa principale dei problemi è che al mondo d’oggi gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
(Bertrand Russell)

Con un duello, una volta, si risolvevano le conseguenze di uno sgarbo, un’offesa, un ingiuria. Che fosse elegante di spada, moderno di pistola o rusticano col coltello poco importa, ma i contendenti si guardavano negli occhi, con astio ma con dignità.

Ad Acireale la leggenda parla di duelli rusticani alla Fossa do Pizzuni, la cava di pietra che oggi è Piazza Dante, ma si perdono nella notte dei tempi. La storia più o meno recente ci racconta che invece gli smacchi e i torti o pure il solo animus da delatore viene appagato dallo stilare una bella missiva anonima. Un’arte questa pare che sia stata affinata nel tempo con missive che hanno raggiunto alte vette della elaborazione stilistica.

Poi ci sono le parole sussurate, questa arma (odiosissima) è usata più contro le donne, ovvero fare intendere che la signora non disdegna volatili di estraneo nido. In questo caso si ottiene il doppio risultato, far risultare zoccola la signora e cornuto l’ignaro (sempre ignaro) marito.
C’è anche la versione lupanare: ogni tanto con cadenza superiore al lustro corre voce (data per sicurissima) di un postribolo aperto in un comune viciniore in cui le signore, che esercitano la professione, sono tutte immancabilmente acesi.

Arma moderna: i social network
Dietro uno schermo l’acitanus infidus protetto da uno pseudonimo falso (fake) diventa un leone furente e feroce. Tanti leoncini abbiamo nella nostra Città: forse in onore a quello che regge il vessillo nello stemma?
Simpatico gioco è la sgamatura vera od ipotetica.
Poi ci sono quelli che scatasciano col loro nome e cognome, quelli fanno tanta tenerezza: che poi li incontri per strada e ti accorgi che sono solo mansueti agnellini che hanno avuto il loro momento di gloria.

Poi ci sono gli imbecilli che hanno trovato in loco un terreno ubertoso al pari del cavolo rapa violetto di Aci detto volgarmente trunzo.

Ritengo che le persone serie siano degne di confronto leale a viso aperto, come un duello.
Lo scontro sia leale sempre, come i nobili cavalieri medievali.

Diceva mio nonno:
Appoi, cu avi chiù corda attacca u porcu.

(santodimauro)

P.S.
L’immagine di copertina è quella del libro di Umberto Eco
“Il cimitero di Praga”
Libro che ho letto un paio di anni fa e che mi ha illuminato.
Il protagonista, un falsario, Simone Simonini (in cui tanti acitanis infidis si potranno riconoscere), si destreggia tra massoneria, garibaldini, gesuiti, riti esoterici, messe nere, carbonari, dinamitardi ed intrighi politici.
Ne consiglio la lettura.

 

 

 

 

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Giunge la notizia che l’Irfis, creditore della fallita concessionaria del Palatupparello, ha vinto l’appello contro la Città di Acireale e le strutture ritornano nella disponibilità del fallimento.
Il nostro Comune annuncia opposizione, ma se calcoliamo i tempi della Cassazione, i nostri nipotini ci racconteranno.
Il terreno (diritto di superficie) dovrebbe essere disponibile al comune proprietario e pertanto l’annunciato CCR (Centro Comunale di Raccolta) sarà avviato regolarmente.
La notizia dataci dall’Assessore Francesco Fichera (in questo periodo non lo invidia nessuno) ci solleva e ci rincuora, in quanto già in Città già qualche “buontempone” aveva diffuso la notizia della impossibilità dell’Amministrazione di aprire il CCR.
(santodimauro)

 

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« A Pasqua ogni siciliano si sente non solo spettatore ma attore, prima dolente, poi esultante, d’un mistero che è la sua stessa esistenza.»
(Gesualdo Bufalino)

Parlare di morte ad Acireale.

Sabato sera si parlava del Gattopardo e mi sono tornate in mente tante immagini del libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Quando sta per morire, il Principe sente la vita scivolare via come i granelli di sabbia di una clessidra che senza soluzione di continuità scivolano via..

Domenica mattina ero con Antonio Nicosia, siamo entrambi di razza “lumiara” e parlavamo di un mondo che non esiste più, quello che nella nostra infanzia ci faceva sentire fortunati di far parte di una stirpe di invincibili che pur con alterne fortune portava prosperità alle famiglie e alla Città. Abbiamo parlato per un ora, alla fine mi sentivo come quell’ufficiale che aveva il compito di leggere il bollettino dei morti e dei dispersi in guerra.

Domenica sera, dopo la sempre preziosa omelia di don Roberto, per tornare a casa ho percorso il Corso Umberto, altro posto che rappresenta la morte di quella economia opulenta che ha contraddistinto Acireale nel XX secolo.
Oggi se non fosse per Ciccino e Raffaele Ardita e per Margherita Garufi chi fosse mancato da Acireale 20 anni avrebbe ipotizzato una avvenuta deportazione staliniana delle famiglie dei commercianti Acesi del centro.

Anche i carri di Carnevale, non hanno più quella impronta “allegorico-grottesca” del passato: malgrado la grande qualità, le immagini sono sempre più influenzati dalle immagini di Halloween rispetto all’antica tradizione di maschere e caricature.
Più Pulcinella e ventri gonfi, meno teschi, demoni ed immagini pseudo-horror.

La mia generazione è sotto il riflettore, abbiamo il bilancio fortemente in rosso, lasceremo una Città molto peggio di come ci è stata consegnata.
Riconosciamo la grandezza di tanti acesi nel passato, dall’imprenditoria alla gestione della cosa pubblica ma difficilmente facciamo il raffronto di cosa stiamo riuscendo a fare rispetto a quello che hanno fatto loro.

Ogni epoca ha i suoi grandi uomini, sia di pensiero sia di azione, perchè la mia generazione non si scommette?

Quest’aria di mestizia, che ben si addice all’attuale periodo quaresimale, dovrebbe essere spazzata da una nuova primavera.
Questo pessimismo, che porta a criticare anche chi possa prendere una iniziativa, questa rassegnazione colpevole, questo vedere, impotenti, andare via i giovani in cerca di lavoro, questo lasciare miliardi di euro depositati in banca e non investire una lira nella Città, accentuano l’eutanasia di una Città che è nata e si è sviluppata grazie solo alla intraprendenza dei suoi abitanti.

Una Città che invecchia, una Città che lascia andare via i suoi giovani, una Città dove non si fanno figli, è destinata a diventare malato terminale.

Aspetto la Pasqua, non solo quella che celebreremo in Chiesa.
Acireale non è tempo di fare tuo il testamento biologico.

(santodimauro)

P.S. Quando il dott. Nicotra illustrava le slides che preannunciano il ferale destino a cui siamo avviati, e che mi hanno ispirato quanto scritto, i nostri Consiglieri Comunali si saranno annoiati perchè nessuno ne ha riparlato, anzi c’è stato qualcuno che… ma già ne abbiamo parlato.

A proposito, qualcuno sussurra che pare che abbiano ricominciato con i Consigli Comunali “light”.
(sdm)

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Giunti a metà mandato per l’amministrazione Barbagallo, l’on. D’Agostino traccia un suo bilancio:

ACIREALE, GRANDI PASSI IN AVANTI

CambiamoAcireale governa questa città da quasi tre anni. Il Sindaco, gli assessori, i consiglieri stanno provando, e credo riuscendo, nella loro piccola modesta ma significativa opera di trasformazione. Che non potrà avvenire neppure in dieci anni se non ci sarà la collaborazione dei cittadini. Lo fanno con grande intransigenza, con onestà e trasparenza, spesso costretti a scelte impopolari: ma altrimenti che cambiamento sarebbe? Il film (brutto) “L’ora legale” docet.

Hanno trovato decine di milioni di debiti e con pazienza (cioè senza poter spendere e spandere) hanno evitato il fallimento dell’Ente, garantito i servizi minimi, pagato gli stipendi dei dipendenti (che danno per scontato che i soldi ci sono a prescindere), programmato il futuro.

Le prime cose che mi vengono in mente:

1. Affari generali: Rotazione dirigenti e funzionari (rispetto legge anti corruzione), stop orari personalizzati, fine di prebende e privilegi, salvataggio Sogip e Sogip Trade (indebitate e con pignoramento di quote azionarie pendenti), definizione in corso contenzioso con Dusty (che pretendeva diversi milioni di euro dal Comune!), ripristino legalità negli uffici, eliminazione compensi ad amministratori partecipate, nessun consulente a pagamento, informatizzazione degli uffici, licenziamenti tra i dipendenti.
2. Bilancio: Revisione della spesa, abbassamento compenso amministratori, emersione dei finti residui attivi, nuova gara tesoreria, bilancio partecipato, bilancio armonizzato, bilancio di previsione quest’anno approvato in tempi record, bolletta unificata antievasione (pagare tutti per pagare meno, compreso “baratto” amministrativo e fondo di solidarietà), contrasto all’evasione sulla tassa di soggiorno (praticamente non pagava nessuno), contrasto all’evasione dei concessionari dei 6×3, contrasto all’evasione suolo pubblico.
3. Urbanistica: Prg partecipato e Vas avviata (pronti per studio agricolo, forestale e geologico), Finanziamento AciVivibile, piano di utilizzo Timpa, piano recupero centro storico, progetto definizione pratica sanatoria (dopo 30 anni!), salvataggio aree artigianali (vas in via di approvazione), collaborazione con Ass Reg Territorio per eliminare lidi abusivi (SM la Scala, S Tecla) e riorganizzare i porti (Progetto Stazzo).
4. Ambiente: Gara ed affidamento nuova ditta per raccolta rifiuti, Differenziata avviata, Isola ecologica (iniziati i lavori al Tupparello dopo un anno per mettere fuori chi occupava abusivamente l’immobile), Finanziamento CCR (altra isola ecologica), Finanziamento attrezzature per raccolta vetro, carta e cartone, Definizione Barriera soffolta (rischio revoca finanziamento), definizione procedura con commissario del Governo per Depuratore/i (presto importanti novità).
5. Lavori Pubblici: Affidamento servizi a Sogip, Approvazione progetto finanza per pubblica illuminazione, Progetti “Tromba d’aria” (Palavolcan, Maugeri, Scuole, Strade e marciapiedi), finanziamento pista ciclabile, finanziamento rotatoria via c Colombo, finanziamento vari interventi per dissesto idrogeologico (10 milioni), finanziamento interventi per emergenza protezione civile su Timpa S Tecla e Capomulini, Sblocco interventi per strade, Spartitraffico in via Colombo, Parcheggio San Giuseppe, Sbarra parcheggio piazza Cappuccini (prontamente sabotata da cittadini zelanti), apertura via Pitagora, abbattimento Ecomostro, inizio procedura contrasto amianto, impianto acqua potabile (!) in via Roccamena.
6. Sport e Pol. giovanili: Lavori Palavolcan (agibilissimo), Lavori nei campi di calcio, Sistemazione impianti sportivi in Largo Vecchio (ex Com), finanziamento Pista atletica Tupparello, finanziamento Pattinodromo, Spazio giovani nel nuovo centro della Villa.
7. P. I. e S.S.: Interventi per oltre 4 milioni su quasi tutti gli edifici scolastici, Interventi sui 2 asili nido, nuovo piano di dimensionamento, Progetto semaforo non vedenti, Biblioteca per bambini, Progetto inclusione (contrasto povertà, 3 milioni in 3 anni), mensa scolastica biologica, vaucher per asili nido, spazio giochi per 90 famiglie, progetto di informazione insegnanti per sostegno autismo, sostegno allo studio bambini in difficoltà, Festival del teatro scolastico regionale, progetto “AcirealeComunitàSolidale”, assistenza domiciliare anziani.
8. Turismo, Cultura e Commercio: Riorganizzazione Carnevale, Festa dei Fiori, Orange revolution, nuova Fiera dello Jonio, Mercatini di Natale, tutte le altre iniziative finanziate (ed inserite nel programma di Un Evento al mese), Istituzione del mese degli appuntamenti culturali (elenco troppo lungo), intitolazioni di Largo Vecchio, Piazza XXV Aprile e Piazza Impastato, istituzione mercati rionali (anche per contrastare l’abusivismo), proposta (in corso) per riportare la fiera del sabato al centro.

Tante altre cose si stanno portando avanti, e tante di certo ne ho dimenticate. Mancano nell’elenco la riapertura della Villa comunale e una proposta di Ztl definitiva. È vero, in questi due casi si sarebbe dovuto far prima. Nel primo caso ricordo che la faccenda è scivolosa, delicata e piena di intoppi burocratici: ma credo che in pochi mesi tutto sarà risolto senza che il comune rischi per i pasticci e gli errori (?) della precedente amministrazione; nel secondo caso si attende questo benedetto Put per evitare soluzioni a singhiozzo. Ma se è nel programma (e c’è nel programma!) sarà fatto! Per i tempi, se qualche ansioso permette, credo si è ancora abbondantemente… in tempo! Ma nel frattempo, mi pare, che scelte importanti ne sono state fatte: capisco che a qualcuno dispiace, ma non vedere (e riconoscere con generosità) mi pare disonesto. Non vorrei, al solito, che anche agli intelligenti e sensibili sfugga la memoria e soccorra solo l’ultima cosa da fare: una ce ne sarà sempre! Se fosse così sarebbe davvero una pena, ma per fortuna è un problema di pochi rancorosi (gli sconfitti delle elezioni che lavorano contro gli interessi della città) e di qualche eterno incontentabile (forse facciamo troppe cose di sinistra e non va bene). Pazienza, si va avanti con la consapevolezza che non si può piacere a tutti e che si ha solo un dovere: il Programma elettorale, già a buon punto di realizzazione, che forse mai nessuno in passato aveva pensato di rispettare. Ovviamente è già questo troppo cambiamento…
Nicola D’Agostino

(red)

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Pochi minuti dopo quel che rimaneva di Bendicò venne buttato in un angolo del cortile che l’immondezzaio visitava ogni giorno: durante il volo giù dalla finestra la sua forma si ricompose un istante: si sarebbe potuto vedere danzare nell’aria un quadrupede dai lunghi baffi e l’anteriore destro alzato sembrava imprecare. Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida. ( da “Il Gattopardo”)

Stasera abbiamo potuto apprezzare una dotta e appassionata conversazione su Giuseppe Tomasi di Lampedusa e la sua più conosciuta ed immortale opera “Il Gattopardo”.

Protagoniste la professoressa Maria Antonietta Ferraloro, studiosa di Tomasi di Lampedusa e autrice di saggi sull’autore siciliano e la professoressa Annamaria Zizza docente al Liceo Classico Gulli e Pennisi.

Per chi, come me, ama Tomasi di Lampedusa ed Il Gattopardo è stata una serata splendida.

E’ stato messo in evidenza il “sabotaggio” dei letterati contemporanei a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che non ne apprezzarono l’opera ed addirittura ostacolandone la pubblicazione che poi fu postuma.

Il tema della morte, filo conduttore del capolavoro letterario è stato l’argomento più approfondito.
La professoressa Ferraloro, grazie alle sue ricerche, ha rivelato che l’immagine del soldato borbonico che era venuto a morire, solo, sotto un albero di limone nel giardino profumato di Villa Salina, l’autore la rammentava da Ficarra, paese dei Nebrodi, durante la seconda guerra mondiale: quella di un soldato tedesco ucciso.

Saremmo stati ad ascoltare ore ed ore, la sala gremita ed attenta in un sabato sera fa capire la qualità dell’argomento e di chi lo trattava.
“Le giornate della Cultura” ad Acireale fanno grande richiamo: che sia una nuova primavera culturale acese?

Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.

(santodimauro)

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P.S.
Aggiungo una nota di Maria Pia Basso sull’argomento.
Eravamo entrambi appassionati spettatori ad uno dei più bei omaggi a Giuseppe Tomasi di Lampedusa che ci sia stato ad Acireale.

“Nell’opera ognuno troverà cio che ha bisogno di vedere” (Maria Antonietta Ferraloro)

Tomasi di Lampedusa prende per mano Maria Antonietta Ferraloro e lei conduce il lettore lungo un sentiero, ai più sconosciuto e a tratti impervio, in cui respirare l’aria di un tempo da gustare a piccoli bocconi.
Un itinerario dal quale emerge un cicerone impegnato e appassionato che compie uno sforzo non indifferente per far affiorare una personalità schiva e discreta, lontana dal brusio sociale e avvinta a una solitudine confortante che riempie le giornate e affolla la mente di pensieri e creatività.
Uno scrittore in fuga da Palermo che trova accoglienza a Ficarra, sui Nebrodi, in un paese atterrito dalle bombe e dalla sopraffazione, dalla guerra e dal terrore.
Tre mesi che “sono stati sistematicamente ignorati o trattati con sufficienza dagli studiosi ” su cui l’autrice si propone di indagare, e lo fa.
Con lo stile e lo stupore che conduce il romanziere Mario Vargas Llosa a introdurre il termine “archeologi letterari”, che la Ferraloro designa come coloro che tentano di “ricostruire la preistoria tematica e stilistica di un’opera, per aiutarci a comprenderla meglio”, pur nella consapevolezza che “nessuna ricognizione attorno a un’opera potrà mai svelare l’insondabile mistero dell’arte “.
Così la scrittrice non compie piroette letterarie per convincerci delle sue ricerche, ma vuole affiancarci per donare la sua presenza affinché possiamo provare quei brividi che certamente l’avranno scossa mentre si addentrava negli anfratti emozionali di un uomo, della sua vita, della sua interiorità che appare combattuta, della sua solitudine che mai verrà davvero scalzata, rappresentando la costante di un’esistenza condotta tra tumulti interiori e tentativi di boicottaggio degli stessi. Discese e risalite seguendo percorsi sofferenti in cui il dolore sembra essere compagno fedele e “l’arte della fuga un’inclinazione naturale ” che conduce non soltanto al “volontario allontanamento dal consesso umano”, ma al compimento di quegli atti reali che si concretizzano in partenze fisiche.
E il “viaggiatore Mostro ” si muove su un terreno accidentato in cui si ritrova fragile e disilluso, ma “intimamente convinto di appartenere a una genia di uomini che l’aristocrazia dello spirito, prima ancora che quella del sangue, rende geneticamente diversi “.
Un testo da cui emergono rispetto e senso del dovere, appartenenti all’autrice come appendice della sua vita in cui le auguro di ottenere i riconoscimenti che merita per l’ impegno profuso senza riserve e donato con la semplicità estrema che connota la sua brillante personalità.

(Maria Pia Basso)

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Oltre acqua, metano e riscossione dei tributi l’amministrazione Barbagallo affida alla Sogip la manutenzione di edifici comunali e impianti sportivi e la gestione delle ville e giardini del Comune di Acireale per pochi spiccioli, appena 630.000 €.

630.000 € annui senza uno straccio di indicazione degli interventi previsti e dei costi conseguenti. Senza nessun piano con l’indicazione degli obiettivi da raggiungere e del tempo previsto. 630.000 € a corpo, cifra che potrà essere penalizzante o favorevole per la Sogip a totale discrezione dell’Amministrazione e degli interventi che individua.

Un bel canone mensile fisso di 52.626 €. Io sono fermamente convinto della buona fede di chi gestisce la cosa pubblica, ma credo che alcune scelte vengano effettuate con un pò di superficialità, i nostri amministratori dovrebbero sempre tenere conto che il denaro che impegnano viene dalle tasche dei cittadini, in questo caso dai proventi per oneri di urbanizzazione, e che ogni spesa deve essere fatte oculatamente, da buon padre di famiglia.

Il contratto non prevede nessuna scadenza degli interventi per riportare la città ad un livello dignitoso, potrebbe anche finire l’anno e non essere stata completata l’opportuna manutenzione. Le scadenze non sono il forte dei lavori pubblici. Chi definirà il piano degli interventi? Basandosi su quale forza lavoro?

Infatti la Sogip (Art. 12) mette le mani avanti ed in caso di mancata manutenzione la responsabilità resta in capo al Comune.

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Un affidamento assolutamente vago senza un capitolato o un disciplinare che specifichi esattamente la natura dei lavori e le condizioni a cui dovranno essere realizzati, misure e relativi costi unitari. Proprio quello che nessuno di noi farebbe con il proprio denaro.

Perchè non bandire una gara pubblica in cui in massima trasparenza si affidava un servizio con condizioni ben dettagliate, aperta a tutte le aziende del territorio? Troppo complesso?

La Sogip, che ha una struttura organizzativa per realizzare altro, come farà ad eseguire i lavori? Non potrà (almeno formalmente) utilizzare le aziende locali (art. 10 esclude qualsiasi forma di subappalto). Farà dei concorsi ad hoc per l’assunzione del personale necessario? Il comune disporrà dell’elenco dei nominativi che verranno utilizzati per l’esecuzione dei lavori?

Se infatti il Comune di Acireale non brilla per trasparenza la SOGIP naviga nelle tenebre più assolute. E mi fa ridere l’affermazione che si sceglie per “il controllo analogo”. Il controllo analogo dovrebbe essere permesso ai cittadini garantendo l’accesso alle informazioni per come previsto dalla 33/2013 e dalle norme sull’anticorruzione.

E invece la Sogip dispone di un sito della trasparenza incompleto e attualmente irraggiungibile http://80.18.246.114:82/trasp2013/index.php.

La consistenza del servizio è appena accennata:

  • Manutenzione ORDINARIA degli edifici comunali e degli impianti sportivi
  • Fornitura del combustibile per il riscaldamento
  • Manutenzione del verde con la sostituzione di fiori ed alberi e sistemazione delle strutture murarie
  • Manutenzione delle strade limitatamente al ripianamento delle buche ed alla manutenzione dei marciapiedi

Il canone è onnicomprensivo, non è legato ad effettive misure degli intereventi, quindi cari concittadini segnalate tutto ciò che non va, perché a fronte di 630.000 €, spero su base annuale e non per il restante periodo 2017, ad Acireale non ci devono più essere buche per la strada ne marciapiedi divelti, ne sterpaglie o alberi morti nelle ville (anche in quelle chiuse).

Un altro aspetto inquietante è il richiamo ai mezzi che deve fornire il comune, perchè? quali? Ed il personale che deve dare in comando ma i cui costi restano in capo al Comune. Geniali.

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Quali standard minimi vengono definiti per i materiali utilizzati (soprattutto nella manutenzione delle ville)? Chi li verifica? Qualcuno effettuerà/verificherà preventivi e costi degli interventi? Chi definirà la qualità delle colture da utilizzare nelle sostituzioni? Quali sono esattamente i giardini oggetto dell’intervento? Sono comprese tutti gli spazi a verde pubblici?

Quale sarà l’organizzazione del lavoro? Chi definirà la priorità degli interventi? Chi definisce la durata necessaria per ogni intervento (altrimenti come sarà possibile applicare delle penali)? Qualcuno ha pensato di definire i livelli minimi di servizio? Fantascienza.

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Così aleatorio che le parti si danno anche tre mesi dalla stipula del contratto per la firma del verbale di consistenza.

(Stefano Alì)

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La mafia sarà vinta da un esercito di maestre elementari. -Gesualdo Bufalino

Avevo detto sulle ali dell’entusiasmo, dopo la conferenza stampa di presentazione, che sarebbe stato un bellissimo marzo  “mese della cultura”, ora ne sono consapevole che lo è davvero ed oltre ogni più rosea previsione.
Da qualche anno conosco Antonio Coniglio, mi ha sempre piacevolmente sorpreso: quando lo nominarono Presidente della Fondazione pensavo che avessero mandato Daniele nella fossa dei leoni ed invece è riuscito ad entrare in perfetta sintonia con i maestri carristi e con i maestri dei fiori e soprattutto capace di far rimettere in sesto una cadente ed insicura Cittadella.
Ora da Assessore con varie e molteplici deleghe sta dando ancora dimostrazione di essere puledro di razza.
Al Commercio ed al Turismo i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma nella Cultura sta dando prova di essere un vulcano in continuo fermento.
Ogni incontro nell’antisala consiliare lo vede non solo presentare e portare i saluti della Città ma valido ed erudito oratore, con argomentazioni e citazioni da destare ammirazione anche tra chi tra il pubblico è a sua volta persona che desta ammirazione per la sua cultura.
Quasi ogni sera questo affollato cenacolo è diventato luogo di incontri eccelsi: è un risultato magnifico, specie per chi, oramai rasegnato sulle sorti della Città, considera quelle sale la culla di ignoranza crassa.

A questo punto una domanda sorge spontanea: perchè, invece del mese della cultura, non facciamo l’anno della cultura?

Cu Cunigghiu ni stamu addiccannu…

(santodimauro)

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LE SORELLE- di Claire Douglas

Attratta dalla copertina e dal fatto che ci sono due gemelle di cui “ una è morta e una mente” acquisto questo giallo, pur conscia che non è un genere che io ami particolarmente, tranne in rarissimi casi.

Allora, sappiate che in questa città sono tutti biondi, profumano tutti di limone, e a quanto pare si somigliano tutti. I protagonisti due gemelli Ben e Bea, vivono in una mega villa che non riesco a capire come facciano a mantenere dato che non lavorano e ospitano una marea di gente. Abi, perde la sorella gemella in un incidente stradale, da quel giorno vede la sorella in qualsiasi persona, nome, cognome, animale, città che vede. Incontra Bea che guarda caso … le ricorda la sorella, e si trasferisce nella mega villa di sta tizia, gratis e a sbafo. Qui conosce Ben, il fratello gemello di Bea, e indovinate? S’innamora del tizio che ha comportamenti abbastanza strani, ma che ovviamente, anche lui profuma di limone. Cominciano a succedere cose abbastanza inquietanti ma Abi, continua a stare in quella casa nonostante piccioni morti sul letto, psicofarmaci spariti e fiori recapitati dalla sorella morta. Ma la cosa più bella del libro è il finale … diciamolo pure; Ben cerca di uccidere sua sorella gemella e Abi, ma lei che deve fare poverina?

Lo perdona … in fondo ha solo quasi strangolato e gettato dal balcone sua sorella gemella. E’ proprio vero, mai giudicare un libro dalla copertina. Senza parole.

(Daniela Torrisi)