Liberi Navigatori
Contributi e Segnalazioni dei navigatori acesi

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E’ un dono che resterà scolpito nella memoria della Città e servirà ad esaltarne la cultura e la storia. Il cavaliere Mario A. Marano, acese emigrato negli Stati Uniti da oltre 50 anni, al momento della sua morte avvenuta lo scorso agosto in New Jersey, ha donato ad Acireale 280mila dollari. Tra le volontà messe nero su bianco nel testamento, pervenuto al sindaco Roberto Barbagallo, si legge che 150 mila dollari sono destinati alla Fondazione Teatro Bellini, 100 mila dollari alla realizzazione di un’opera simbolo dell’emigrazione; 30 mila dollari alla Basilica di San Sebastiano.

 

«Tutta la Città è grata al cavaliere Marano, che ha voluto non solo fare un regalo importante ai suoi concittadini, ma darci anche delle indicazioni precise. Lui, emigrato da oltre 50 anni, non solo tornava a visitare Acireale ogni anno, ma ne promuoveva le sue bellezze e la sua storia coinvolgendo centinaia di turisti. Amava il nostro Teatro Bellini, non ha mai dimenticato il suo splendore di un tempo. Come lui ha voluto, e per nostro preciso dovere, realizzeremo un’opera che resti a memoria dei nostri concittadini che hanno portato e portano la nostra Acireale nel mondo e mai la dimenticano», dichiara, grato al benefattore e ai suoi familiari, il sindaco di Roberto Barbagallo.

Proprio la scorsa estate il sindaco aveva conferito la “Cittadinanza Onoraria” al Cavaliere Mario A. Marano, funzionario emerito della Contea di Ocean – New Jersey e presidente di numerosi sodalizi e organizzazioni statunitensi.

Il sindaco e l’amministrazione comunale di Acireale avevano deliberato il prestigioso riconoscimento nell’aprile 2017, tenendo conto della richiesta avanzata da Giovanni Tesè, consigliere d’amministrazione del Coes, con la seguente motivazione:

“Per il sentimento di orgoglio e di appartenenza alle sue radici e l’affetto che ha custodito verso Acireale, dopo tantissimi anni di lontananza dalla Città, costruendo con grande successo, prestigio e straordinari meriti la propria carriera professionale attraverso la quale ha implementato scambi culturali tra la Sicilia e lo Stato del New Jersey, gli USA e non solo, promuovendo e divulgando le tradizioni, gli usi, i costumi e la storia della nostra Città, le bellezze del nostro territorio e della sua gente, favorendo proficui scambi culturali e turistici tra le due comunità.  Per tali motivazioni ha ricevuto numerosi riconoscimenti, venendo insignito quale Ambasciatore della cultura siciliana nel mondo, prestigioso riconoscimento che sottolinea il forte vincolo tra la nostra nazione, il territorio e l’estero. La Città di Acireale, riconoscente, gli rende omaggio, orgogliosa dell’affermazione di un suo figlio nel mondo”.

Il riconoscimento è stato un segno tangibile della stima che l’intera comunità acese nutre per uno dei suoi figli migliori.

Mario A. Marano è nato ad Acireale e poco meno che ventenne, dopo aver conseguito il diploma magistrale presso l’ Istituto Magistrale Statale “Regina Maria Elena” di Acireale, insieme alla propria famiglia, è emigrato negli Usa ( New Jersey), dove ha conseguito la Laurea in Scienze Commerciali (Bachelor of Science), con il massimo dei voti e la lode presso la Montclair State University, Upper Montclair, NJ e successivamente il certificato di R.P.P.S. (Registered Public Purchasing Specialist) Rutgers University, New Jersey.

Marano ha raggiunto altissimi incarichi nella Pubblica Amministrazione del New Jersey e della Contea di Ocean.

Tra i tantissimi e prestigiosi incarichi per tenere vivo il rapporto tra gli italiani e siciliani in America e le terre d’origine ricoperti da Marano, è stato membro del New Jersey Italian Heritage Commission (Commissione del New Jersey per il Retaggio Italiano); presidente del Comitato Eventi per lo Stato del New Jersey; membro del Comitato Relazioni Internazionali; presidente del Comitato Organizzazioni e Gruppi: Ocean County Columbus Day Parade Committee, Inc., Seaside Heights, New Jersey; co-fondatore e segretario dell’Ocean County United Italian American Clubs Association; rappresentante nel New Jersey del C.O.E.S. (Centro Orientamento Emigrati Siciliani); rappresentante negli Stati Uniti: F.I.SB. (Federazione Italiana Sbandieratori), membro di Arba Sicula, Queens, New York; membro Fondatore ed Ex Presidente della The Italian American Cultural Society of Ocean County, Incluso nel “Who is Who among Italian Americans ” pubblicato da NIAF (National Italian American Foundation), Washington, DC; corrispondente Consolare per il Consolato Italiano di Filadelfia, Pennsylvania.

Marano, come componente della Commissione Statale del New Jersey per il Retaggio Italiano e in cooperazione con Gilda Rorro Baldassari, Vice Console Onorario d’Italia a Trenton, ha promosso il “Progetto Amicizia”, un programma di scambi culturali fra studenti del New Jersey e della Sicilia. Ha promosso il turismo verso l’Italia ed in particolar modo verso Acireale e la Sicilia esponendo in vari eventi la bellezza e la cultura siciliana e italiana.
(LC)

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ACIREALE – Il 28 agosto 2017 è stata composta la “giuria dei cittadini” ai fini della redazione del Piano Generale del Traffico Urbano che si riunirà per la prima volta giorno 2/10/2017 alle ore 16:00 presso il Palazzo di Città.

Insieme alla collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania per avviare il PGTU anche una giuria di cittadini è stata selezionata per stabilire le linee guida del piano ai fini di dare razionalità alla mobilità urbana e stabilire le priorità di intervento per provare a perseguire e raggiungere una mobilità sostenibile. La Giuria è composta da 12 cittadini, selezionati tra quelli che, in risposta all’ avviso pubblico, hanno manifestato il loro interesse a farne parte.

Tempi biblici per definire la questione mobilità, tempi che si intrecciano con quella che doveva essere la realizzazione del progetto Aci Vivibile e con le tante “sperimentazioni” di ztl e di spazi pedonali interdette al traffico veicolare privato.

Oramai da anni attendiamo un piano complesso e convincente per la gestione e la razionalizzazione della mobilità, per comprendere come cambia una città quando si mette mano con raziocinio alla mobilità e per comprendere, una volta per tutte, che concordare un piano con le categorie è certamente una buona parte ma che deve, comunque, giungere ad una conclusione in tempi accettabili e non certamente con andamento lento come fino ad oggi abbiamo assistito.

Selezionati per far parte della “giuria dei cittadini” sono i signori: Panebianco Agata, Barbagallo Michele, Todaro Aldo, Arcidiacono Vincenzo, Bonarelli Silvia, Messina Salvatore, Cordio Rosetta, Massimino Giuseppa, Marino Giuseppe, Pennisi Paola e Lizzio Angelo. Ai componenti della guria dei cittadini auguriamo buon lavoro e la raccomandazione di fare presto.

A calce ricordiamo che in questa lunga filiera di partecipante manca l’assessore alla protezione civile e ai Vigili Urbani,casella ancora vuota nella giunta acese.

(mAd)

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ACIREALE – Fiera dello Jonio al centro e con prodotti selezionati ripropone anche quest’anno la formula vincente delle passate edizioni. In questi giorni si montano gli stands che ospiteranno gli operatori dei settori merceologici selezionati per la nota fiera acese. Una formula che per le passate edizioni ha riscosso i pareri favorevoli dei cittadini che hanno apprezzato il nuovo format e la nuova location.

A proposito della location e della messa in opera degli stands non mancano le contestazioni. Abbiamo sentito Pietro Litrico (esercente) e l’assessore al turismo Antonio Coniglio.

Pietro Litrico (esercente): “Trovo assurdo che per posizionare delgli stand in centro storico si debba perforare il basolato lavico, il danno si vedrà ancor di più quando verrà smontato il tutto, in questa città mi dispiace dirlo manca la cultura del bello! Ripeto è uno scempio tutto ciò che è stato fatto. P.S. Questa volta chi è il Tano di Aci di turno?”.

Antonio Coniglio ass. cultura e turismo: “Come ogni anno i tasselli degli stands vengono messi nelle fughe del basolato. Lo stesso non viene bucato ma l’intervento è nella fuga. Il basolato presenta le fughe in cemento ed è li che si perfora per l’impianto degli stands. E’ possibile che chi le vede pensa che sia stato perforato il basolato ma non è così”.

Perforazioni con polemiche e, come sempre, si spera che prevalga il buon senso e che la formula della Fiera dello Jonio al centro possa portare vantaggi agli espositori e buoni acquisti da parte degli acesi e dei visitatori.

(mAd)

 

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ACIREALE – Oggi (28/08/2017) dalle ore 10.00 è stata attivata la sbarra automatica per accedere al parcheggio “Cappuccini” di via Galatea. 0.30 cent l’ora e possibilità di abbonamento mensile per i residenti. Sin dalle prime ore del mattino ci sono state le prime multe a una mezza dozzina di auto che avevano (certamente per errore) parcheggiato dentro il parcheggio la notte prima dell’inizio dell’automazione del parcheggio. Vi erano posti diversi cartelli ma alcuni certamente non accorgendosi dell’avviso si sono visti multare e portare via con il carro attrezzi le autovetture. Superato questo incoveniente che è costata una multa ai malcapitati la sbarra è stata messa in funzione dal comandante Molino in persona ed è stata anche testata la cassa. Tutto funziona anche se ancora andrebbe trovata una soluzione, attraverso una consapevole e pacifica mediazione, con il titolare del bar posto proprio dentro il parcheggio a pagamento. Forse consegnando gratuitamente un certo numero di abbonamenti potrebbe lenire le difficoltà che si troverà a fronteggiare il titolare del bar.

Il comandante Molino ha dichiarato: “Ad Acireale ci stiamo mantenendo per il costo del ticket con un standard molto più basso  rispetto alle altre città perchè non ritieniamo che il parcheggio deve essere motivo per fare cassa. Il parcheggio a pagamento è istituito soltanto per assicurare il turn over della sosta nelle aree del centro. Questo parcheggio è sempre stato gratuito proprio per invitare i cittadini ad usarlo in alternativa alla sosta del centro storico, anche in questo caso si è voluto istituire un parcheggio a pagamento che ha una tariffa estremamente vantaggiosa ridotta del 50% rispetto a quella che vige al centro storico ed un abbonamento per i residenti di 25 euro che, di fatto, è per loro un parcheggio a soli 10 cent l’ora”.

(mAd)

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Mi sono sempre chiesto per quale motivo Acireale non possa essere annoverata tra le città simbolo del prestigio culturale di cui gode la nostra Sicilia, o perchè essa si debba ancorare esclusivamente alle maschere carnascialesche, tanto da renderle unica espressione della propria essenza. Continuo a chiedermi quale sia il futuro di questa città, da me amata e odiata paradossalmente: l’oblio eterno, rappresentato dalla mancanza di senso civico e valori o riscatto culturale e identitario attraverso la valorizzazione delle proprie risorse? Cercando di rispondere a questa domanda, vorrei esprimermi in merito alle potenzialità che la città delle cento campane ha e attraverso le quali può venir fuori dal cono d’ombra ove è dislocata. Più volte il cittadino medio è invitato ad ammirare i mascheroni in cartapesta che nei mesi invernali dell’anno sfilano tra le facciate del centro storico e del barocco palazzo municipale, dove passano inosservate le apotropaiche figure dei balconi, quasi non appartenessero agli allori del passato di Acireale. Ad oggi sembra quasi che esse allontanino i cittadini, che facciano loro perdere l’amore per la bellezza, valore al quale erano legati i nostri avi. Quella gente riconosceva nel Paolo Vasta l’immagine del detentore di quei principi di bellezza e rigore artistici, specchio dell’identità popolare, che ad oggi si sono perduti. Da studente di storia dell’arte, nel dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Catania e da cittadino acese, sono rammaricato nel vedere un cospicuo numero di opere d’arte, attestazioni della locale cultura artistica e popolare, isolate nelle sagrestie delle nostre chiese, o ancor peggio “eclissate” all’interno di edifici chiesastici perennemente chiusi. Penso alla presunta pala d’altare del Vasta isolata nella sconosciuta chiesa della Maddalena, in via Vittorio Emanuele o al sant’Espedito della chiesa dedicata a Gesù e Maria, beni storico-artistici che non sono mai stati oggetto di studi scientifici e tanto meno di restauri. Vengo quindi al nocciolo della questione. Riscopriamo le nostre radici partendo dal recupero del nostro patrimonio storico- artistico, un patrimonio che deve essere considerato irrinunciabile risorsa culturale per la città e non materiale sordo e muto da nascondere e isolare. E’ necessario che le opere d’arte parlino alla gente e abbiano una loro dignità e integrità artistica. Si inizi a prendere sul serio l’attività di progettazione, ricerca e recupero dei nostri beni storico-artistici, attraverso la creazione in città di una sezione interna ad una struttura pubblica di ricerca: il CNR. Penso ad una vera realtà culturale nel cuore della nostra città, che possa coinvolgere anche i giovani restauratori che, grazie allo studio di scienze chimiche e tecnologie dei materiali, si occuperebbero della salvaguardia materiale del nostro patrimonio, ma anche e soprattutto coloro che li coadiuverebbero offrendo contributi in materia di tutela, conservazione e valorizzazione: gli storici dell’arte. A Catania sono sempre attivi archeologi, ingegneri, storici, chimici, fisici e informatici che costituiscono il team multidisciplinare dell’IBAM, istituto che da sempre si muove ai fini della sperimentazione e di indagini metodologiche applicate al patrimonio archeologico del territorio; una realtà dalla quale prendere esempio. Perchè non auspicare una sinergia tra Acireale e il capoluogo di provincia? Se a Catania la veemente presenza dell’IBAM costituisce un’ancora di salvezza per il patrimonio archeologico, Acireale potrebbe sancire un proprio primato sul patrimonio storico artistico, facendo sorgere un centro in grado di effettuare interventi scientifici con rigore metodologico. L’interdisciplinarietà dell’IBAM si fonderebbe col lavoro effettuato sui beni acesi, opere diversificate per qualità artistica, ma accomunate dalla medesima collocazione temporale: dal tardo Seicento ai primi del Novecento. Lo scambio reciproco di informazioni costituirebbe la sinergia che porterebbe L’IBAM a comunicare con questa nuova sezione del CNR, avendo l’obiettivo comune di restituire alla collettività non solo parte del patrimonio archeologico ma anche di quello storico artistico. Dove poter collocare un simile centro ? Troppo spesso ho avuto modo di constatare personalmente, da ex studente del liceo artistico “Brunelleschi”, come la vecchia sede del Santonoceto sia stata deturpata dai vari tira e molla burocratici che si sono susseguiti nel tempo. Enormi spazi che avrebbero potuto benissimo essere adibiti ad aule per la scuola, laboratori dei quali non si conoscono gli spazi che ad oggi risultano inutilizzati, abbandonati e tenuti come luoghi adibiti alla raccolta di spazzatura. Una buona parte dell’ex collegio è stata sottratta alle attività didattiche per essere vergognosamente chiusa, condotta nella sfera del dimenticatoio pubblico. Solo una modesta parte dell’ edificio è stata accolta dall’ente Ipab, che però non si è mai mosso affinchè ogni spazio che la struttura offre possa essere concretamente utilizzato. In questo caso si tratterebbe di una duplice vittoria: da un lato si ridarebbe vita ad un edificio che da troppo tempo vive solo sugli allori del passato e lo si conosce soltanto per quel che ha offerto un tempo, dall’altro si contribuirebbe alla rinascita culturale di una città svuotata della sua vera essenza. Ma l’ex Collegio non è l’unica struttura che sarebbe in grado di accogliere le attrezzature di una sezione del CNR, penso infatti ad un altro storico edificio acese: il San Luigi. Cambiamo atteggiamento e costruiamo per la nostra città un glorioso destino, lo si faccia attraverso la riscoperta del nostro prezioso patrimonio, fonte di sapere e espressione del nostro essere. Si riparta con il CNR, Acireale è custode di una identità florida, insabbiata nei secoli dalla cattiva politica, che può essere riscoperta attraverso la ricerca e l’impegno di tutti coloro che contribuiranno affinchè questo possa avvenire. Che la politica intervenga e sia promotrice di un progetto e un ideale ben più alto dei propri faziosi interessi. Invito l’assessorato alla cultura e l’intera giunta comunale a riunirsi attorno a un tavolo, discutere dell’argomento nell’interesse esclusivo della città, quindi prenderne atto e agire, cercando di tendere la mano a quell’ente che ancora qualcuno chiama regione. Inutile esternare dubbi prematuri che tendono ad ostacolare e celano paure verso possibili dinieghi; la caparbietà sia l’ingrediente fondante di un’impresa che, seppur ardua, vale la pena intraprendere per il bene della città e dell’intera collettività.

(Davide Pappalardo)

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La Fondazione del Carnevale il 9/06/2017 ha approvato il nuovo regolamento per la sfilata dei carri allegorici e infiorati. In premessa si legge i temi che gli artigiani della cartapesta dovranno realizzare. Per le opere in fiori si nota che il tema, come sostenuto da tanti cittadini, si sposta da quello strettamente carnevalesco ad un modo diverso di approccio. Il tema infatti sarà “Delle civiltà e popoli del Mediterraneo”.

Tra gli articoli del regolamento dei concorsi l’art. 5 sembra essere particolarmente interessante. Nell’art. 5 , tra l’altro, si legge: Obbligo del corretto smalitmento dei rifiuti, l’obbligo di lasciare i locali liberi e sgombri entro il 31 luglio 2018; l’obbligo di nominare un amministratore; mettere a disposizione i capannoni del polo A e B che saranno destinati per la realizzazione delle opere in fiore.

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On. Basilio Catanoso Agrumicoltura; Camera approva legge su agrumeti caratteristi­ci: “Iniziativa che parte dalla salvagua­rdia degli agrumeti di Acireale e dell’E­tna” dice il deputato di F.I., Basilio Catanoso Parte da una iniziat­iva legislativa per la tutela dei limone­ti tipici della Timpa di Acireale, prese­ntata il 14 luglio 2005 dall’on. Basilio Catanoso – a cui si sono aggiunte nel tempo altre proposte similari –, la leg­ge sugli agrumeti ca­ratteristici, approv­ata oggi dalla Camer­a. La legge, individua in sede nazionale un fondo specifico a cui potranno fare rif­erimento gli imprend­itori agricoli, prev­ede l’individuazione delle aree da recup­erare e da salvaguar­dare appunto perché specificamente indic­ate come caratterist­iche e tipiche. “Felicissimo per l’a­pprovazione della pr­oposta di legge sugli agrumeti caratteri­stici – afferma l’on. Basilio Catanoso – che nasce da una mia iniziativa legisla­tiva sugli agrumeti della Timpa di Acire­ale, presentata fin dalla XIV legislatu­ra e poi sempre ripr­oposta con varie mod­ifiche”. Quella approvata ogg­i, è una legge quadro che permetterà alle diverse regioni di adottare, finalment­e, le misure necessa­rie per il recupero e la salvaguardia di quegli agrumeti rit­enuti tipici per la particolarità del te­rreno in cui sono in­sediati e per le es­clusive tipologie di coltivazione. Una ricchezza per i terri­tori anche in termini di conservazione dell’ecosistema e di coltura, in ambienti paesaggistici di as­soluto pregio. “Anche se il fondo che il Governo ha acc­ettato di inserire è certamente non bast­evole per le esigenze dei vari territori, esso risponde alle richiamate esigenze di collaborazione con le regioni. Speri­amo possa essere una buona base di parte­nza, per questa iniz­iativa e per altre similari” prosegue Ca­tanoso. “Adesso bisogna sper­are che anche le reg­ioni lavorino perseg­uendo gli obiettivi di questa legge, for­nendo supporti adegu­ati affinchè il sist­ema diventi funziona­le, innanzi tutto per gli agricoltori che si trovano a lavor­are in condizioni pa­rticolarmente diffic­ili, ma anche per un comparto produttivo e perché no, turist­ico che ci piace pen­sare in espansione” dice ancora l’on. Ca­tanoso. “L’approvazione odie­rna è di fondamentale interesse per la zona acese ed etnea, non solo dal punto di vista agricolo ma anche per il manteni­mento dell’ambiente, per la salvaguardia del territorio, per lo sfruttamento eco­-paesaggistico dei luoghi, per le tradiz­ioni di coltivazione agrumicola che potr­anno essere sostenut­e” afferma ancora il deputato di Forza Italia. A giorni, proprio ad Acireale, città in cui nacque l’idea di provare a salvaguar­dare gli agrumeti ca­ratteristici con una legge apposita e che vide al lavoro al­cuni ricercatori del­l’allora “Istituto sperimentale per l’Ag­ricoltura” oggi “Crea Acireale” insieme all’on. Catanoso, ve­rrà presentata la Le­gge attraverso una manifestazione. “Ricorderemo l’iter legislativo, certame­nte, illustreremo an­che i benefici di una norma che ci augur­iamo possa dare nuovo slancio ad una eco­nomica particolare certamente ma peculia­re per quella che è conosciuta come la ‘Riviera dei limoni’” chiude l’on. Catan­oso

(MG  13 luglio 2017)