Accadde Oggi

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FILE - OCTOBER 5: 50 Years Since The First Beatles Single Released: A Look Back At The Beatles A group portrait of the Beatles, straightening their ties, backstage at the Odeon Cinema in Luton on 6th September 1963. (L-R) Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr, John Lennon. (Photo by Tom Hanley/Redferns)

FILE - OCTOBER 5: 50 Years Since The First Beatles Single Released: A Look Back At The Beatles A group portrait of the Beatles, straightening their ties, backstage at the Odeon Cinema in Luton on 6th September 1963. (L-R) Paul McCartney, George Harrison, Ringo Starr, John Lennon. (Photo by Tom Hanley/Redferns)

Il 29 agosto del 1966 al Candlestick Park di San Francisco, i Beatles suonarono l’ultimo concerto ufficiale della loro straordinaria carriera. Torneranno a suonare dal vivo un’altra sola volta, il 30 gennaio del 1969, nella leggendaria esibizione sul tetto della Apple Records, al numero tre di Saville Road, nel centro di Londra.

Il tour americano del 1966 era stato faticoso e carico di tensione: John, Paul, George e Ringo erano stanchissimi, stressati dalla vita folle, e sostanzialmente reclusa, imposta dalla Beatlemania. E a peggiorare le cose, come più volte è stato raccontato, erano le condizioni tecniche in cui si esibivano: i quattro suonavano dentro gli stadi usando solo tre amplificatori e senza spie. Sul palco non si sentivano e le urla continue del pubblico, coprivano la musica. L’atmosfera di isteria collettiva aveva fiaccato soprattutto John, sempre più insofferente alle manifestazioni delle fan.

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Doors_electra_publicity_photoI Doors, la band americana che ha fatto la storia del rock: Jim Morrison, Ray Manzarek, Robbie Krieger e John Densmore. Il 24 agosto del 1966, i quattro, all’epoca giovani musicisti sulla cresta dell’onda grazie all’ingaggio al “Whisky a Go Go” di Los Angeles, entrano nei Sunset Sound Recording Studios e nel giro di una settimana registrano il primo album della loro carriera.

Il disco, che per titolo prende il nome della band, uscì nel gennaio del 1967 spalancando loro le porte del mito. Fu un debutto clamoroso: Morrison, Manzarek, Krieger e Densmore avevano messo a punto repertorio e stile durante l’ingaggio al “Whisky a Go Go”, così la loro prima prova su vinile offrì già alcuni titoli destinati a diventare dei classici del rock.

All’interno di “The Doors” ci sono infatti “The Cristal Ship”, la versione di “Alabama Song” di Bertolt Brecht e Kurt Weill, i dodici minuti di “The End”, “Break on Trough” (che uscì come primo singolo) e “Light My Fire”, che rimane il piu grande successo della loro carriera.

A distanza di poco piu di un anno “Light My Fire” tornò ai vertici delle classifiche di mezzo mondo grazie alla strepitosa cover firmata da José Feliciano, diventata a sua volta un classico. Lo stesso Robbie Kriegerha, autore del testo, ha sempre espresso la sua gratitudine nei confronti di José Feliciano, riconoscendo di aver incassato piu diritti dalla sua interpretazione che da quella originale. Quanto ai Doors l’avventura durò altri sette album e cinque anni, fino al tre luglio del 1971 quando Jim Morrison morì a soli 27 anni.

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THE-BEATLES-Revolver_fronte

Il 5 agosto del 1966 usciva in Gran Bretagna “Revolver”, a detta di molti il capolavoro dei Beatles, per tutti uno degli album più belli e importanti della storia della musica. “Revolver” è un disco dall’importanza capitale che segna definitivamente una scelta di campo radicale da parte dei Beatles: da quel momento lo studio di registrazione sarebbe diventato uno strumento capace di dare corpo alle idee più avventurose, il centro della loro musica. Non è un caso che il 29 agosto di quell’anno abbiano tenuto, a San Francisco, il concerto che ha segnato il loro addio alle esibizioni dal vivo. Influenzati da una parte dalla conoscenza della cultura indiana e dal misticismo orientale e al tempo stesso dall’allargamento della coscienza dell’Lsd, in sintonia con gli esperimenti di Timothy Leary, dall’altra spinti da una riconosciuta rivalità creativa con il Brian Wilson di “Pet Sounds”, che era uscito a maggio dello stesso anno, i Beatles entrarono in studio con l’obiettivo di spingere oltre ogni limite la ricerca sonora.

Come sempre trovarono il primo alleato in George Martin, il loro storico produttore, sempre geniale nel dare corpo alle idee della band e soprattutto di Lennon, McCartney e George Harrison, ma stavolta arrivarono contributi dai tecnici degli studi di Abbey Road che hanno cambiato per sempre la musica registrata. Ken Townsend, l’ingegnere del suono, proprio durante queste registrazioni ha inventato l’Automatic Double Tracking, la tecnica che, detta in breve, consente di registrare automaticamente una doppia traccia musicale, mentre un altro ingegnere, fedelissimo di Martin, Geoff Emerick, ha messo a punto rivoluzionarie strategie per registrare gli strumenti (in particolare il basso e la batteria). Con “Revolver” il pop scopre l’uso sistematico dei loop (che all’epoca venivano realizzati con i nastri), gli strumenti suonati al contrario, l’alterazione della velocità di registrazione, le sovraincisioni, l’utilizzo di strumenti inconsueti come quelli della tradizione indiana ma anche di brani, come “Eleanor Rigby”, in cui i Beatles non suonano, perché l’accompagnamento musicale è fornito solo da un ottetto d’archi.

Uno stupefacente salto in avanti creativo che ha richiesto anni per essere capito fino in fondo dal mondo della musica e che inevitabilmente contiene i germi di molta musica che verrà, dall’elettronica al punk e perfino la World Music. “Revolver” è anche il frutto di uno sforzo collettivo della band: George Harrison contribuisce con tre brani, il polemico “Taxman”, “Love You To” (che ha coinvolto musicisti della comunità asiatica della Londra di allora) che segna il suo primo tentativo di compositore di utilizzare la musica classica indiana, “I Want To Tell You”, una chiara testimonianza di militanza nella cultura lisergica. Da questo punto di vista il capolavoro è “Tomorrow Never Knows”, una creazione lisergica di John Lennon ispirato dagli scritti di Timothy Leary che apre le porte alla psichedelia e mette insieme influenze orientali con i loop, ispirati dall’uso del nastro magnetico nella musica di Stockhausen.

Non è difficile leggere in questa chiave anche un altro pezzo di John, “I’m Only Sleeping”, in cui George ha inciso al contrario il suo assolo di chitarra che poi sarà registrato e stampato nella direzione corretta. Se “Yellow Submarine”, in cui si ascolta la voce solista è affidata a Ringo, “Here, There and Everywhere” e “She Said She Said” alternano metri ritmici differenti, mentre “For No One”, un altro gioiello riletto in modo magistrale qualche anno più tardi da Caetano Veloso, viene considerato uno dei primi segnali importanti della tendenza di Paul McCartney ad accentrare il processo creativo e realizzativo. “Revolver” segna un passo decisivo anche nella grafica grazie alla copertina in bianco e nero realizzata da Klaus Voorman, il bassista tedesco amico della band dai tempi di Amburgo, utilizzando fotografie, disegni e collage. Si chiude così il cerchio su un album che ha cambiato il corso della musica e che 50 anni fa ha cominciato a raccontare il futuro.
(Ansa.it)

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jenny_silviaa

Dopo aver trasmesso le sue canzoni su Punto radio, da lui fondata nel 1975 (terza radio libera nella storia d’Italia), il 25enne Vasco Rossi debutta sulla scena discografica con il 45 giri Jenny/Silvia, edito dalla Borgatti, piccola etichetta specializzata nel genere “liscio”.

Stampato in 2.500 copie, quel 45 giri è considerato un cimelio di inestimabile valore dai fan della rockstar di Zocca.

Il singolo, che anticipa di un anno l’uscita del primo album …Ma cosa vuoi che sia una canzone…, contiene i due brani Jenny eSilvia in versione originale, più varie versioni strumentali degli stessi.

Il 1979 vede la luce l’album «Non siamo mica gli americani», diventato famoso per la canzone «Albachiara», uno dei maggiori successi di Vasco, Nel 1980 pubblica il terzo album «Colpa d’Alfredo» e inizia la collaborazione con la Steve Rovers Band, con la quale organizza il suo primo tour. Gli anni Ottanta regalano a Vasco Rossi un’escalation di popolarità esponenziale, con successi che vanno da «Siamo solo noi», canzone che dà il titolo al quarto album (1981) a «Bollicine», fino a «Sono innocente»

Numerosi i premi e i riconoscimenti, tra gli altri i Festivalbar 1983, 1998 e 2001, Targa Tenco nel 1998, premio Siae 2009, Il Music Awards 2014 per il singolo «Cambia-menti» nel 2005 riceve la aurea honoris causa in Scienza della comunicazione dall’Università Iulm di Milano.

ha annunciato nelle ultime ore le date del suo nuovo tour dal titolo Live Kom 16 che, come di consueto, avrà anche una data zero, la quale si terrà il prossimo 18 giugno presso la splendida località di Lignano Sabbiadoro, e precisamente allo stadio Teghil. Dopo la data zero, il tour partirà ufficialmente daRoma, località in cui, visto la presumibile partecipazione di migliaia di persone, Vasco Rossi terrà ben quattro concerti, uno appresso all’altro, nei giorni 22, 23, 26 e 27 giugno 2016. la scaletta:

00. Intro
01. Sono innocente ma…
02. Duro incontro
03. Deviazioni
04. L’uomo più semplice
05. Dannate nuvole
06. Quanti anni hai
07. Siamo soli
08. Credi davvero
09. Guai
10. Il blues della chitarra sola
11. Manifesto futurista della nuova umanità
12. Interludio live Kom.015 + Rockstar

13. Medley acustico: Nessun pericolo… per te, E…, L’una per te, La noia
14. Quante volte
15. ….Stupendo
16. C’è chi dice no
17. Sballi ravvicinati del terzo tipo
18. Rewind
19. Vivere
20. Come vorrei
21. Gli angeli
22. Medley rock: Delusa, Mi piaci perché, T’immagini, Gioca con me
23. Sally
24. Siamo solo noi
25. Albachiara

#accaddeoggi musica

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Alberto-Sordi

Il 15 Giugno del 1920, in via di San Cosimato numero 7, nel Rione Trastevere, nasce Alberto Sordi, visse la romanità come un tratto imprescindibile della sua personalità artistica, dando continuità alla grande tradizione capitolina iniziata con Aldo Fabrizi e Anna Magnani.

impersonò l’uomo medio, L’essere italiano nel bene e nel male. È stata questa la caratteristica della cinquantennale carriera di attore e regista dell’Albertone nazionale, tra i maggiori interpreti della commedia all’italiana.

È stato l’attore più grande ma è soprattutto stato uno straordinario autore, l’artefice del suo personaggio con cui ha attraversato più di 50 anni di storia italiana. Da regista dico che era straordinariamente facile lavorare con Sordi proprio perché era un grandissimo; bastavano poche occhiate e ci si capiva sul tono da dare alla sua interpretazione e quindi al film. È stato un comico capace di contraddire tutte le regole del comico”. (Mario Monicelli)

Sordi, secondo me, è un inventore di cose nuove, di comicità nuova, è stato un precursore”. (Massimo Troisi)

#fancityaccaddeoggi

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original

 

La prima icona della cultura pop e la prima vera sex symbol. Nata a Los Angeles e morta il 5 agosto del 1962 in circostanze sospette, ha avuto una fulgida quanto breve carriera di attrice e cantante. Intorno alla sua morte aleggiano numerose congetture, anche se è probabile che sia dovuta ad un’overdose di barbiturici.

una diva morta a soli 36 anni, una giovinezza eterna, come per tutti i miti scomparsi precocemente. quando si pensa a lei vengono in mente il vestito bianco svolazzante in “quando la moglie è in vacanza”.  i capelli color platino e il rossetto rosso fuoco, quel neo malizioso, le due gocce di chanel n. 5 con cui andava a letto.

Tra i film più importanti cui ha preso parte: A qualcuno piace caldo (1959), per il quale vinse il Golden Globe come migliore attrice.
Molti ricordano il suo intervento canoro alla festa per il compleanno del presidente Kennedy, dove cantò “Happy Birthday, Mr. President”.

#accaddeoggi

 

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La Giornata mondiale senza tabacco è una ricorrenza che ha la scopo di invogliare le persone a smettere di fumare, abbandonare completamente questo dannoso vizio. Almeno 24 ore senza tabacco, è questa la sfida al tabagismo che viene lanciata ogni anno.

Tra stime e statistiche sull’incidenza del fumo nella vita delle persone si cerca di richiamare l’opinione pubblica sugli effetti negativi di questo tremendo vizio sulla salute. La giornata fu indetta, per la prima volta, il 7 aprile 1988 dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità che nel 2011 ha stimato che circa sei milioni di persone perdono la vita ogni anno a causa del fumo.

Convegni ed iniziative comunitarie (organizzate anche dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ricordano a tutti, in questa giornata, quanto sia dannoso il fumo ed invogliano tutti ad abbandonare il vizio con numerose campagne di sensibilizzazione.

#fancityaccaddeoggi

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Nicola Pietrangeli è il primo italiano a vincere il torneo di tennis singolare maschile agli “Internazionali di Francia”, noto anche comeRoland Garros.

In finale ha battuto in quattro set il sudafricano Ian Vermaak (3-6, 6-3, 6-4, 6-1). Il campione italiano si è ripetuto anche l’anno seguente, battendo il cileno Luis Ayala, mentre nel 1961 e nel 1964 è stato sconfitto in finale.
Dopo di lui, solo Adriano Panatta, nel 1976, e Francesca Schiavone nel 2010.

2009 PROF UMBERTO ECO SENZA BARBA © LEONARDO CENDAMO GRAZIA NERI
2009 PROF UMBERTO ECO SENZA BARBA © LEONARDO CENDAMO GRAZIA NERI
2009 PROF UMBERTO ECO SENZA BARBA © LEONARDO CENDAMO GRAZIA NERI

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa “un’articolo indeterminativo” prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori “fans” dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, hapax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.

olocausto

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
Schulze Monaco
c’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald
più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald
servivano a far coperte per i soldati
non si sprecava nulla e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas
c’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenwald
erano di un bimbo di tre anni
forse di tre anni e mezzo
chissà di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto
lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini
li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’eternità
perchè i piedini dei bambini morti
non crescono
c’è un paio di scarpette rosse
a Buchenwald
quasi nuove
perchè i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.