Satira
L'Irriverenza

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Voglio ricordare uno dei miei insegnanti di lettere al Paolo Vasta (scuole medie), la Professoressa Giuseppina Vigo che nel tracciare il mio profilo alla fine della terza media mi suggeriva gli studi umanistici.
Mi iscrissi al Commeciale: io, lumiaro, discendente di lumiari, pensavo che i limoni d’oro sarebbero durati in eterno.
Ora invidio chi ha fatto gli studi classici che schiudono la mente e allargano gli orizzonti a chi li affronta.

La Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo è la lettura ricorrente per tutta la Settimana Santa che stiamo vivendo.
Giuda è il protagonista in negativo, descritto come ladro dalla cassa comune e come traditore del Messia consegnato al Sinedrio per trenta denari.
Come Giuda viene indicato chiunque tradisca gli amici e le persone che hanno riposto in lui fiducia.
Tante volte mi sono posto la domanda se Giuda, più che svolgere il ruolo dell’infame prezzolato, non abbia svolto un ruolo fondamentale nel disegno divino. Senza Giuda la vicenda terrena del Cristo come si sarebbe svolta e conclusa? Dopo duemila anni sicuramente non saremmo qui a celebrare la morte e la resurrezione del Nazzareno.
Se Giuda si è comunque dannato impiccandosi, ha sicuramente inciso nella storia del mondo dandogli la svolta che ci ha condotti sino ai nostri giorni.Dei Giuda contemporanei potremmo parlarne all’infinito e non sufficienti le terre emerse per accumulare i campi del vasaio che si renderebbero necessari.Senza gli Iscariote nella politica, poi, non ci sarebbe gusto a seguirla, specie nelle vicende cittadine. Una aspirazione disattesa e subito scatta l’astio la rabbia la voglia di vendicarsi.
Saltare sul carro del vincitore o sussurrargli all’ombra dolci parole è immagine a cui tanti ci hanno abituati: il tutto fino a quando le aspettative risultano deluse…

Difetto comune a tanti, a troppi, è il sentirsi più furbi o addirittura più intelligenti degli altri. In tanti confidano e strafanno nel sopravvalutare i propri meriti e le proprie capacità.Oggi il Preside Alfonso Sciacca citava Solone: Soloni ad Acireale ce ne siamo tanti (me compreso); così come ci sono tanti tredicesimo Apostolo così come tanti aspiranti sesto Assessore.

I paladini della purezza lanciano gli strali più o meno documentati ma sempre ben elaborati. Le battaglie più pure e disinteressate sono loro, alla difesa della liceità e del buon governo.
A costoro la risposta la diede nel VII secolo Avanti Cristo quel tale Esopo, scrittore della Grecia antica.

Ἀλώπηξ καί σταφυλή,
Ἀλώπηξ λιμώττουσα, ὡς ἐθεάσατο ἀπό τινος ἀναδενδράδος βότρυας κρεμαμένους, ἠβουλήθη αὐτῶν περιγενέσθαι καὶ οὐκ ἠδύνατο.

Ἀπαλλαττομένη δὲ πρὸς ἑαυτὴν εἶπεν· 
Ὄμφακές εἰσιν.

Oὕτω καὶ τῶν ἀνθρώπων ἔνιοι τῶν πραγμάτων ἐφικέσθαι μὴ δυνάμενοι δι’ ἀσθένειαν τοὺς καιροὺς αἰτιῶνται.

(santodimauro)
(dottorziz=zizaniae messorem)

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E’ dell’ultima ora la notizia che dagli scavi che stanno effettuando alla Perla Ionica è affiorato un zampillo di oro nero di ottima qualità.
Una Città che sembrava depressa ora è percorsa da un fremito di emozione: le vacche magre sono finite?

Il mondo politico acese è andato in fibrillazione:

Subito al lavoro il dott. Salvo Nicotra e la dott.ssa Antonella Battaglia per calcolare le royalties spettanti alle casse comunali.

L’on. D’Agostino ha convocato subito una conferenza stampa, dove ha annunziato che la politica della legalità è stata premiata da questa inaspettata manna dal cielo.

Il Sindaco ing. Barbagallo ha già chiesto i finanziamenti europei per costruire una raffineria ad Aciplatani.

Antonio Coniglio rievocando le figure di Enrico Mattei, di Aldo Moro, di Leonardo Sciascia, di Rino Nicolosi, di Gesualdo Bufalino, di Giovanni Verga, di don Sturzo, di Alcide De Gasperi, di Costantino Nigra, di Giolitti e Cavour, in qualità di Assessore alla Cultura propone di istituire corsi gratuiti di arabo per gli Acesi. Ipotesi subito contestata dal prof. Alfonso Sciacca che avrebbe preferito corsi di greco antico e latino.

Nando Ardita plaude la Sogip che fornirà le tubature per trasportare il greggio togliendole alla distribuzione dell’acqua potabile nelle case dei cittadini.

Francesco Fichera preso da dubbio amletico: i fanghi scartati dall’estrazione petrolifera vanno smaltiti nell’umido o dobbiamo comprare mastelli nuovi?

Giuseppe Sardo ha chiesto allo Sceicco di comprarsi l’Acireale Calcio

Adele D’Anna indice una serie di conferenze sull’impatto degli idrocarburi nel comportamento sociale degli adolescenti.

Il consigliere Salvo Seminara ha già presentato una mozione in cui chiede la benzina gratuita a tutti gli appartenenti alla Parrocchia del Sacro Cuore.

Questo è solo l’inizio, la ricchezza che verrà ad Acireale porterà sicuramente tante belle novità, ve ne anticipiamo alcune:
-l’azolo della Villa sarà sostituito da zaffiri, smeraldi e rubini per dare un tocco di colore;
-l’illuminazione di Corso Umberto sarà fatta con lampade stroboscopiche perchè sarà sempre festa;
-la cartapesta dei carri non sarà fatta più con la carta normale, ma con fogli di 50 euro;
-i vigili urbani avranno divise di Krizia e faranno servizio in Aston Martin o Bentley;
e tanto altro ancora…

tutto questo succede il 1 aprile 2017
sgombro                                             PESCE D’APRILE

(dottorziz)

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Vicende Acesi.
Ultimamente sono stato cagionevole di salute e l’essermi isolato qualche giorno dal web e dal gossip cittadino mi ha fatto sfuggire una notizia che gira per Acireale e che mi è stata rilevata con grande riserbo e con certezza assoluta e fondata.

“I Cinisi si stanu accattannu i Terme, a pignata a stanu ariminannu chiddi di D’Agostino”
Questo era lo scoop…

Ho riso saporitamente, ho riso alla grande, in particolare quando mi hanno riferito dell’incontro per festeggiare l’affare fatto, tutti i protagonisti a cena da Dario Fichera a “Il Sole e Il Sale”.

Da qualche foto pubblicata ne hanno fatto un romanzo.
La storia com’è andata lo so benissimo, perchè presente, perchè involontario organizzatore di questo meeting.

Una cena tra amici a base di trippa era stata organizzata da me e da quelli che a casa viene bandita la gustosa pietanza.
Luogo designato Il sole e il sale, che oltre ad essere un ottimo ristorante è anche un Bed & Breakfast in cui alloggiava quella sera una coppia di cinesi provenienti da Taiwan.
Siccome volevano preparare per cena qualche loro specialità, si è pensato di unire la brigata.
Quindi niente vendita di Terme, solo simpatica accoglienza turistica.
L’uomo vende elettrodomestici e la moglie insegna in quello che corrisponde da noi alle Scienze Turistiche.

Si parlava in inglese, che comprendo benissimo, l’argomento più complesso ha riguardato la gelatina (u zuzzu) che ha colpito particolarmente il palato degli esotici commensali.

Per stavolta niente vendita delle Terme, tra l’altro impossibile per ora e per un futuro prossimo.

Cogliamo l’occasione per augurare un buon lavoro al dott. Nino Oliva commissario delle Terme fresco di nomina.
(santodimauro)
img_2340Tocchetti dello zuzzu prodotto dalla Macelleria di Giovanni Di Bella in Corso Sicilia, protagonista della serata.

img_2339Piatto cinese che era la fine del mondo.

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esoterico

Sotto ogni italiano sta nascosto un Cagliostro e un San Francesco (Leo Longanesi)

Gli Acesi avvezzi al web lo conoscono tutti,  Giovanni Trovato l’uomo che è a suo agio dalla fiera del sabato al Teatro Massimo Bellini, l’uomo che odia farsi chiamare Conte Tacchia soprannome che lui stesso si è coniato, il giannizzero di Roberto Barbagallo e di Nicola D’Agostino fino alla fronda che lo ha portato a cavalcare la tigre del dissenso, tigre che cavalca con maggior incisività, lucidità e concretezza delle opposizioni intra ed extra consiliari.

Chi lo frequenta sa che ha conoscenze in vari campi, è avvezzo a tante discipline, ma dove riesce di più è sull’esoterico e sul trascendentale.
Passa tranquillamente a dissertali dai rituali massonici al Pentecostalismo Cattolico e tutto con cognizione di causa.
E’ il novello Cagliostro, sentite a me.

Cosa mi ha spinto a scrivere del Conte Giovanni Adriano Cagliostro Tacchia Trovato Bennicelli?
Le Calandre di Santa Lucia, un metodo antico di prevedere il tempo che risale ai monaci Basiliani che dimoravano nelle nostre contrade all’epoca della dominazione Bizantina e prima dell’invasione Araba.
Il sei gennaio ha previsto il tempo di oggi, ora per ora.
Già un’altra volta mi aveva sorpreso con il tempo del carnevale, quando ci divertivamo a celiare Antonio Coniglio con la pioggia e l’uscita dei carri.
Non dico di fare scongiuri quando l’incontrate, ma portategli deferenza, quest’uomo nella foto, per conto mio, è in intimi rapporti col Bafometto.
(dottorziz)

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avanzi

Santo Stefano, primo martire della Fede.
Santo Stefano, 26 dicembre: The Day After
Il pranzo di Santo Stefano può avere due risvolti diametralmente opposti: 1) si mangiano gli avanzi da cui trasuda in modo abominevole l’unto venuto fuori, dove i sapori e gli odori nel firgorifero si sono mischiati tra di loro generando qualcosa di abominevole; 2) si rifà il pranzo di Natale, però stavolta o con chi avresti veramente voluto a fianco per Natale ma le minaccie di suocere feroci o cognate ipocrite ti hanno dovuto fare rinunciare o inversamente inviti persone che non avresti voluto assolutamente sulle palle per Natale, ma per obblighi di qualsiasi tipo sei costretto ad invitare, 3) mangi un piatto di pastina all’olio per tenerti leggero, per poi scoprire che i profiteroles in frigorifero vanno consumati così come gli involtini con l’insaata russa, se no vanno a male, per completare il tutto la sera, a compenso della pastina con una bella busta di crispelle di Cordai calde calde.
Comincia il vortice del riciclo che continuerà irrefrenabie per tutto l’anno: i regali che non sono piaciuti verranno dati a coloro di cui ci siamo dimenticati o per cui ci siamo riservati di sbolognare qualche cazzata.
Il riciclo vale anche per panettoni di improbabili marche e con eccentriche farciture da destare sospetti fondatissimi, per non parlare di quegli orribili tronchetti o casette innevate fatti con quelle orribili creme ganache che finiranno irrimediabilmente verso il 7 gennaio nell’indifferenziata.
In questo giorno si fanno le visite ai parenti con reddito basso (sfigati) o da cui non riceveremo nessun beneficio, chi va al cimitero, chi fa la camminata, si , la ulteriore abbuffata nell’agriturismo di turno.
Consigli per Santo Stefano:
1) ripassare l’elenco di tutti i contatti whatsup: chi si aspetta che gli ricambiate gli auguri e vede che siete entrati ogni 30 secondi senza visualizzare il proprio messaggio, vi potrà riservare nell’immediato futuro una vendetta atroce, tipo cancellarvi dagli amici di facebook.
2) fare l’inventario di tutto quello che va sbolognato e soprattutto pensare bene la provenienza, affinchè la destinazione non sia un reso al mittente.
3) fare rigorosamente indossare ai figli tutti i capi di abbigliamento che hanno ricevuto in regalo dai parenti, per ordine di importanza partendo sempre dalla madre e dalle sorelle dei mariti ( nei secoli sono sempre stati questi soggetti che hanno innescato guerre fratricide per un maglione con i rombi non messo).
4) cercare di dare quanta più regolarità al vostro intestino e non ridurlo intasato come via Galatea o come corso Umberto senza la ZTL.

Per tutto il resto Buon Santo Stefano, seconda festa che tra 15 ore speriamo di superare brillantemente.
(santodimauro-dottorziz)

 

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La prostituzione, come la buona recitazione, è rovinata dai dilettanti. (Alexander Woolcott)

La mia Acireale, la santa Acireale, la virtuosa Acireale, la nobile Acireale si risveglia torbida e peccaminosa.
Un articolo di giornale e comincia la caccia al lenone, alla meretrice, al frequentatore…
In pochi minuti in 53200 siamo stati passati alla selezione per essere nominati tra i possibili clienti delle signore dopolavoriste…
Decine telefonate ho ricevuto con questo tono: ” tu ca sai tutti i cosi di Jaci: ma cu sunu chisti? ci sunu supra feisbuc? quantu si pigghiavunu? chi facevunu? tu i nomi i sai sicuru… e via dicendo…
La curiosità morbosa ha reso tutti esaltati, tutti ingordi, tutti a ricostruire le mappe del piacere nostrano.
Una giornata all’insegna della lussuria paesana,  dei nomi sussurati, delle ipotesi più disparate.

Cari Acesi, non stupiamoci se qualche nostro concittadino sia andato a cercare amore mercenario: è capitato sempre e sempre capiterà.

Se ci facciamo quattro conti, così alla fimminina, ovvero da quando è iniziata la cementificazione selvaggia, da quando la cosa pubblica è diventata territorio di saccheggio, da quando c’è stata la crisi del comparto agrumicolo, da quando i nostri giovani sono costretti a lasciare la città per cercare lontano il lavoro, da quando la spazzatura la si lascia in giro, da quando ci siamo abbruttiti, da quando il nostro riferimento politico sono i rizettari, da quando abbiamo dismesso l’orgoglio di essere Acesi…
Proprio da allora la nostra città è andata a puttane, non da qualche mese…

Queste qui sono sciocchezze. Piccanti sciocchezze.
(santodimauro)

P.S. la foto è bella e fa da ornamento ma non ha niente a che vedere con quanto scritto.

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malalingua

Non aver paura dell’invidioso; perchè l’invidioso non è mai un coraggioso spadaccino. 

L’inconsapevole (speriamo) Sorace, suo malgrado, è finito alla ribalta nazionale per la seconda volta.
La prima è stata con l’attacco al deputato regionale Angela Foti, la seconda con le esternazioni del 30 agosto che comprendono il neo-tormentone del “coppu di spadaccinu” il dileggio degli olimpionici acesi (mancu fussi Sammastianu), le accuse contro il sostegno a Villa Pennisi in Musica, Ezio Bosso compreso,  le accuse  all’Amministrazione contro le prestazioni a costo zero e le insinuazioni su un Consigliere di Aci Sant’Antonio amico dell’Amministrazione che pare fosse stato dalla stessa favorito.
Poi una cosa che ha detto mi è risultata incomprensibile: cosa è accaduto a Corleone? Chissà se verremo a saperlo….

Non vorrei trovarmi in questi momenti nei panni degli elettori di Sorace, panni che ritengo ancora più scomodi dei miei, quando penso di avere dato il voto a Crocetta.
Nell’antica Grecia i campioni olimpici erano trattati alla stregua degli dei, sacri ed intoccabili, ed è proprio vero: “non sputare in cielo che in faccia ti torna”.
Caro Sorace, scherza coi fanti, ma “lassa stari i spadaccini”.

Un Consiglio Comunale inutile: non solo per le esternazioni di Sorace, ma anche per chi si accorge solo adesso che c’è qualcosa che non va nella immondizia voluminosa abbandonata nel centro cittadino, chi sconosce che la Strada Statale sia statale e non comunale, chi vorrebbe sanzionare non si capisce bene se la Chiesa o gli sposi per il lancio del riso… il tutto in un ora e mezza, compreso l’appello, che sono sufficienti per guadagnarsi il sudato e meritato gettone. Spero solo che rivedendo il filmato di questa inutile e dannosa seduta del 30 agosto, qualcuno dei nostri Consiglieri faccia un pò di sana autocritica e da ora in poi si evitino riunioni del Civico Consesso che non rechino istanze degne di essere discusse.
(santodimauro)

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zaurdu

 

Na vota i treni arivavunu puntuali e putevumu dormiri chi porti aperti. (cit. u nannu miu e di tutti)

Ju no sacciu comu mi devo arigolare su questa politica di questi jorna ca ni fa stracangiari i sintimenti a tutti.
A Palermu (famusa po manicomio e nenti chiù) Sarettu Crocetta. ca non è tanto crucitta pirchì si fici pisanti assai e divintau cruciuna, para ca casca, pari ca è lestu p’abbuccari, pari ca si impune li pupi e pupe  e appoi è sempri dda, ‘mpicatu a dda seggia ca non si smovi e fa scigghi, ju sugnu antimafia, ju sugnu u sarvaturi da Sicilia ca non ho permesso nissuna infiltrazioni mafiosa… cuntinuannu di stu passu a mafia a chistu ci fa causa per grave danno di immagine.
E casca non casca, e finiu e  non finiu… mah, chistu chi voli fari non si sapi, sapemu sulu ca li grillini sunu appustati comu lu jattu davanti a lu pirtusu di lu surgi…  e su cunvinti ca s’ammuccunu lu surgi cu tutta a surgera… e ddocu ti vogghiu….
S’ammuccaru Gela e Austa, du paisi grossi e n’autru nda provincia di Enna ca non è Carapipi, n’autri ca non non m’ariordu… anzi Petraperzia, me lo aricordai. Quindi s’ammuccaru tri paisi, unu unni persi i scarpi u signuri, unu ca c’era a malaria fino all’autru aieri e l’autru ca era bonu pi farici u sali e ora c’è u fetu de’ fabbrichi… e ora si vulissuru ammuccari la Sicilia???
U Signuri mi ni scanza e libera, cu quali ardiri, ma u sanu sti signuri ca semu sei miliuni di testi gluriusi? ma u sanu sti signuri ca ci sunu paisazzi e citati unni i cristiani sunu a fetiri e unni iddi sunu nenti e nuddu?
I Siciliani semu cuntenti di comu semu, di l’amicu ca ni spidugghia a rizzetta e davanti o cafè ni dici sempri: “chi ti pigghi”?, ni piaci ca n’ariva a telefonata di l’amicu politicu ca ni dici ca non ni scorda mai, semu cuntenti ca ni pigghiunu po culu, poi cu una facci pulita e sguardu pietusu ni dicinu ca semu i so patruni, ca  nuatri l’elettori ci damu la fiducia e iddi ce la devono ricambiare col buon governo …..e qualchi cortesia suttabancu.
E ce la ricambiano questa fiducia, cu tuttu lu cori, s’abbessunu la maredda pi iddi e chiddi stritti, ma dopu c’è lu populu, l’eletturi.
Chi c’è problema? chi ti fazzu mannari a casa deci chili di pasta? na cartata di carni? …. comu a vuoi a carni, a fedda o crapuliatu?
Chi sapi duci ddu crapuliatu, venunu purpetta megghiu di chiddi ca fanu iddi quannu li liggemu supra u giurnali…
Lu populu non ci può vutari la facci…certu li tempi su cangiati, ora i posti non si dununu chiù a coppola di ancidda, ma sunu cuntati e pi chiddi giusti,  si poi c’è quolchi tri misi a tri soldi e allura forsi all’eletturi l’amicu si ci pensa… u canteri, i stagiunali… u corsu…. (i scimuniti ca semu…)
Non ci sunu soldi? Lo Stato non  passa picciuli? quindi non è curpa d’iddi?
Ma pi lu passatu cu è ca li sordi li ha sciurnuti e sburduti a caddu di cani?
Si l’ata scicatu, comu si po pritenniri di aviri autri soldi?
Lu Sicilianu talia, ascuta ci ragiuna… finiu a festa?
Ma la festa pi cu è stata finu ad ora? Si lu poviru cristu non si ni jeva a travagghiari non mangiava: quali minghia di festa?
A festa finu ad ora ha statu pi iddi e i sò cumpari…
U problema è ca uora u travagghiu non c’è chiù, lu poviru eletturi non sapi comu putiri purtari lu pani à casa… morsi l’economia, morsi la spiranza…
Ma li dinari per lo sviluppo e il rilancio, chiddi ca vunduvavano, allinchessuni la bucca, unni fineru? Si ammuccaru? Aggiuvaru pi accattari lu crapuliatu? E quantu ni sta custannu na cartata di crapuliatu?
Si perdi lu travagghiu pirchi mi mangiamu tri arancini offerti di l’amicu e pi dda cartata di crapuliatu o pi ddi tri boni di binzina?
Non ci pozzu cridiri….. ni futteru!!! ni futteru culu e spiranza!!!
Lu poviru eletturi, pigghiatu di scunfortu, si può macari intestari di cangiari li cosi…. e comu?
Minghisi comu? non ta talii la tilivisioni? c’è chiddu … Grillu, chiddu ca na vota ni faceva aridiri sparannu minchiati, chiddu ca ora ni dici la veritati, ca su tutti latri, ca l’euro na misi n’affunnau, ca l’europa ni suca u sangu…
E allura l’eletturi si senti forti e pensa… accussì sulu s’abbessunu i cosi…
E si pripara, a sta vota ne carni ne rizzetti, votu dicisu e ci rumpenu i ganasci a tutti chisti ca si n’ana approfittatu da fiducia ca c’ama datu.
Ma semu sicuri ca è d’accussì la cosa… accussì semplici semplici… o c’è sempri lu citrolu prontu a mittirinnillu pi supposta?
O baruni ci dicevunu ca lu massaru lu arubbava, ca si avia fatti li cazziceddi soi, di mannarinnillu…. e lu baruni arispunneva… chi fazzu? almenu chiustu lu primu stivali ci arivau a farisillu e si n’à fari sulu unu, si lu cangiu n’attrovu unu ca si l’à torna a fari tutti e dui li stivali.
Si poi pinsamu ca la Pruvvidenza sta nde manu di n’omu sulu, su minchiati, a stissa cosa successi ndo 1922 ca arrivau l’omu di la Pruvvidenza… ca poi i treni arrivavunu puntuali e putevumu dormiri chi porti aperti ( a verità non c’era nenti chi rubari)….. e doppu vint’anni e na verra ca ni scucchiau i rignuni, all’omu da pruvvidenza ci finiu appinnutu.
Populu miu…. ci n’è spiranza pi tia?
Omini onesti ci ni sarannu, l’avemu a stanari, attruvari e farici nesciri u curaggiu di ricuminciari, comu dopu li grannuli nda campagna… non criditi chiù a chiddu do crapuliatu ne a chiddi da pruvvidenza… sulu accussì e di ddocu putemu ripartìri… e mi raccumannu, senza fari i sperti!!!
(donsantinu per Fancitysatira)

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Lu cittadino Jacitano che voli tinirisi informato supra li vicendi politichi della nostra citati e dintorni, pi forza di cose si deve mettere di santa pacienzia e isiri a piazzare nel bar del Portico, a spasciarisi, si va ritta, lu panaru in quelle seggie stanchillate, e rischiare macari di astroppiarisi se, comu sempri capita, li sopracitate seggie si lassunu iri.
Menu mali che no frattempo che il cittadino curiuso aspetta il passaggio della quagghia o dello struneddu di turno, si pò godiri la visione di qualche bedda picciotta locale e rifarisi l’occhi.
Lu poviru blogger di Fanziti, ca ci passa uri e uri nella spiranza di putiri scriviri occa cosa pi fari addivitteri i cristiani e fari addannari chiddi ca cercunu di farici cuncurrenza, ad oggi, cu tutti l’amici, cumpari, ruffiani, jetta acqua, galuppini, scribacchini de CAF, vota banneri e varie ed eventuali, non ha pututu capiri na cosa: ma Nicola D’Austinu, unni si voli pusari? quali partitu ci appetisci?
Si parra cu unu e ci dici ca è viddicu ‘ncucchiatu cu Nellu Musumeci, si parra cu n’autru ci dici ca è viddicu ‘ncucchiatu cu Farauni, si parra cu n’autru è viddicu ‘ncucchiatu cu Pugliesi, si parra cu n’autru ci dici ca è viddicu ‘ncucchiatu cu Gibbinu…. ma ju vulissi sapiri: ma quanti viddichi avi Nicola D’Austinu?
Si unu dici ca è lestu a trasiri no Piddì, n’autru dici ca Faustu Raciti si cuntintassi a farisi scannari e non farlu trasiri, si unu dici ca è lestu pi Fozza Italia, n’autru dici ca Basiliu si cuntintassi farisi ammazzari a scangiu e non vidirisillu davanti…. e lu poviru picciotto di Fanziti, s’aricogghi a casa tristi e scunsulato e non sapennu chi scriviri si sfoga sparannu minchiati in sicilianu impropriu.
(santodimauro per Fancitysatira)