One click

0 1575

Elezioni Regione Siciliana con gli on. Nicola D’Agostino (Sicilia Futura) e Angela Foti (Movimento 5 Stelle. Resoconto e valutazione del governo Crocetta, la prima emergenza per la Sicilia, il ruolo del M5S durante il governo Crocetta, Sicilia Futura un partito senza base?

Lo abbiamo chiesto agli onorevoli Nicola D’Agostino e Angela Foti. Di Daniela Gieri e mAd

(red)

0 2501

ACIREALE – Dopo l’emissione del regolamento della Fondazione del Carnevale le tre associazioni avevano deciso di non presentare i bozzetti atti alla partecipazione dell’edizione del 2018 della kermesse acese. Contestavano alcuni articoli contenuti nello stesso ed in particolare: la nomina di un amministratore, lasciare i box per far si che i maestri delle opere in fiore potessero allestire i “carri”, la modalità per lo smaltimento dei rifiuti prodotti. Un braccio di ferro che si è concluso con l’esclusione dei tre cantieri/associazioni che, come da regolamento, si sono visti notificare una lettere per lo sgombero dei box alla Cittadella del Carnevale.

Si poteva riaprire la faccenda richiedendo ai tre cantieri la partecipazione alla “trattativa privata” prevista anch’essa sal regolamento per farli rientrare attraverso questa modalità. Per la categoria A le associazioni Scalia e Principato avrebbero, quindi, potuto rispondere alla trattativa privata, proporre la loro richiesta e presentarsi con le loro opere al concorso del 2018, ma non è andata così.

La rottura si è consumata ed è definitiva almeno per quel che riguarda la prossima edizione della kermesse carnevalesca acese. Ieri (19/09/2017) infatti sono scaduti i termini di presentazione delle domande di partecipazione al carnevale 2018 , è quindi ufficiale l’addio delle due associazioni storiche del Carnevale, si perdono così prestigiosi artigiani ed eccellenze della cartapesta.

Una tegola per la Fondazione del Carnevale che ha avuto la sola colpa di produrre un regolamento e che non ha saputo o potuto risolvere una questione che è diventata nei mesi un vero e proprio braccio di ferro. Il presidente Belcuore, che ha dato un significativo risveglio alla manifestazione acese, e l’assessore Antonio Coniglio che si è intestato una furiosa e determinata presa di posizione per ridare dignità e decoro alla Cittadella del Carnevale non sono riusciti a ricomporre una crisi che, come previsto, è arrivata a conclusione con un abbandono della manifestazione delle associazioni Scalia, Principato e Gapass.

(mAd)

0 2919

ACIREALE –  La prima edizione del “Premio Cerere”, dedicato all’antropologo Antonino Buttitta e organizzato dall’associazione culturale Francesco Lanza, è stato assegnato al documentario “Il giorno del muro” di Daniele Greco, scritto e realizzato con Mauro Maugeri.

Il documentario fa parte della serie “Sicily Folk Doc – racconti di feste popolari”, che i due registi stanno realizzando per mostrare come piccole comunità siciliane definiscano la propria identità attraverso feste che di volta in volta la legano agli elementi della natura, come l’aria (A lu cielu chianau, 2015), la terra (Il giorno del muro, 2017) o l’acqua (Acquasanta, regia di Mauro Maugeri, di prossima uscita).

“Il premio dedicato a Nino Buttitta ci onora – spiega Daniele Greco – proprio in relazione alle nostre modalità di lavoro: concentrandoci su gesti, suoni, simboli e segni non verbali (la mancanza di dialoghi è una scelta non casuale in questo progetto), raccontiamo luoghi e tradizioni che ci espongono a un contatto bruciante con una Sicilia remota, che non ha ancora perso l’ultima verginità di fronte al benessere omologante, al cemento, allo sviluppo fine a sé stesso”.

Il documentario si basa sui festeggiamenti di San Giacomo a Capizzi (ME) e, come gli altri della serie, non esalta l’aspetto più spettacolare e rischioso delle feste, ma vede in esso la capacità di tenere in piedi l’identità popolare attraverso tradizioni secolari, che a volte sopravvivono salde nelle nuove generazioni.

Gli autori hanno annunciato che il premio, consistente in una statua dello scultore Mario Termini, sarà omaggiato al Museo del Palazzo Russo Larcan di Capizzi, riaperto al pubblico lo scorso marzo.

Il documentario sarà presentato giovedì 21 settembre in concorso al “Festival Views du Monde” di Montreal (Canada), il 22 settembre fuori concorso a “Encounters” (il più grande festival dedicato al cortometraggio in Gran Gretagna) e la stessa sera a “Corti in Cortile”, Catania. Si anticipa sabato 16 settembre a Castelmola (ME) in occasione di “Folk art night: the castle of cinema and music”.

(red)

0 246

Dalla campagna elettorale regionale del  2012 con la nostra intervista a Crocetta che affermò alla domanda di Salvo Raciti (a cui passai il microfono e ressi la telecamera) “interverremo per una legge di riordino delle Ipab siciliane” ad oggi nulla è cambiato, se non in peggio, per i lavoratori delle Ipab siciliane e per quelli dell’Oasi Cristo Re. Lavoro senza salario per tre anni!

Per la villa Belvedere che dalla campagna elettorale del giugno 2014 con il sindaco Barbagallo che roboava “toglieremo subito il pietrisco dalla villa” ad oggi nulla è cambiato se non in peggio. La villa Belvedere è in abbandono e, dopo tre anni, commissioni di controllo, parole e contraddizioni siamo ancora al punto di partenza, anzi peggio. Quattro transenne e il pietrisco che gongola sarcastico alla faccia degli acesi.

Le Terme. Con le dichiarazioni trionfalistiche dell’on. D’Agostino “Adesso c’è la legge per ripianare i debiti e affidare il patrimonio immobiliare al Comune che potrà produrre e formalizzare il bando” ad oggi nulla è cambiato, anzi si sono triplicati i liquidatori. Prima uno, oggi tre. Il parco che per qualche settimana era stato ripulito e reso fruibile e di nuovo in abbandono e i cancelli drammaticamente chiusi. Soldi per ripianare i debiti ad oggi nulla. Zero.

Arredo urbano. Promesse precise riferite e sostenute dal sindaco Barbagallo l’estate 2016 ad un foltissimo gruppo di acesi pro ztl e qualche settimana prima stesse promesse agli esercenti che si erano incontrati con il sindaco. Oggi veniamo a sapere che nulla potrà essere speso perché non si incassano oneri di urbanizzazione.

Insomma quanto ancora dobbiamo aspettare prima che la società civile (quella che sa stare fuori dalla meccanica cinica della rizzetta) dovrà ancora aspettare prima che qualcosa si muova, prima che le parole della classe dirigente regionale e acese traduca le parole in fatti?

Quanto ancora bisogna aspettare prima di poter dare una risposta civile e di massa ad questo esercito di parolai, questo nugolo composito di “marinai” impenitenti?

Tanto ancora ci sarebbe da dire e da fare mentre in consiglio comunale si battono le mani a vicenda e mentre le commissioni permanenti consiliari continuano ad autoproporsi ogni settimana sempre gli stessi ordini del giorno senza mai fare un passo avanti.

Quanto ancora bisogna aspettare prima di dire a voce alta e coerente: non ci fidiamo più, non vogliamo più aspettare, manifesteremo la nostra indignazione, non daremo il nostro consenso nella scheda elettorale?

Oggi è il tempo dell’indignazione e i “rizzettari” e i soldatini che ascoltano solo gli ordini dei loro piccoli e miopi generali diciamo restate a casa, la società civile non ha bisogno di voi anzi vi detesta e vi considera la vera palla al piede dello sviluppo e del riscatto civico.

(mAd)