C’è Acireale all’expo. c’è la Sicilia

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CIMG1354 (1)11535803_877287695674502_8713741814132263047_nAlla fine decidi di andarci a questo expo e ne vieni subito catturato.

Architetture strepitose che spaziano dall’etnico all’avveniristico, cammini, cammini, guardi, annusi, assaggi. Un’esplosione di musiche e odori, sapori e tradizioni, sarà anche una cattedrale nel deserto, non servirà certo a sfamare il pianeta, ma si ha la netta sensazione di vivere un’esperienza rara, di poter toccare timidamente con un dito realtà che forse in tutta una vita non riuscirai mai a conoscere, terre lontane che non potrai calpestare. Guardi gli altri visitatori, ti chiedi da dove vengano, se anche loro sentono le tue stesse sensazioni, se anche a loro succede di avvicinarsi a cose nuove con la stessa curiosità. E ad un certo punto focalizzi il fatto che a loro no, non succederà, a loro non sarà dato conoscere le cose che ami e a cui sei abituato, con amarezza vieni riportato bruscamente a terra, semplicemente da una barriera in acciaio a sbarrare il padiglione Sicilia, nel viale Italia dove sono presenti le regioni. Lì non è dato entrare, li non è dato far parte del mondo, perché il siciliano è un campione in questo, è un asso nel mancare le occasioni importanti per poi piangersi addosso. e immagini mestamente che tra  i grandi padiglioni delle potenze e le piccole ma coloratissime sale dei paesi più poveri, forse a noi sarebbe bastato un carrettino con pane e panelle trapanese o polpetta di cavallo catanese, il panino con la meusa palermitano. Sarebbe bastato poco per solleticare le narici, far venire voglia di conoscere e apprezzare. A noi sarebbe bastato poco, ma quel poco è comunque una montagna insormontabile, noi non siamo fatti per le cose facili, né per quelle difficili, noi siamo fatti per il nulla, per l’inezia, l’immobilismo.

Ma non tutti, non sempre.

Perché ti accorgi che tra il Camerun e il Congo c’è una piccola realtà, senti una accento familiare, nomi di cose e odori che ti riportano a casa, afferri l’assaggio, come hai fatto tutto il giorno, è una coppetta. E ti ritrovi tra le mani la granita acese della nivarata, quella al cioccolato. Si, proprio la nostra nivarata, e una grintosa Tiziana Privitera che spiega, fa assaggiare, invita a preparare. E vedi  i turisti rapiti, interessati e ti rivedi un po’ in loro, quello che eri prima, mentre scoprivi mondi nuovi.

Il siciliano manca sempre gli appuntamenti importanti.

Ma forse no, forse ha ancora coraggio e grande voglia di esserci nonostante tutto.

c’è Acireale all’expo. c’è la Sicilia

#fancityliberinavigatori