Cento giorni, un fallimento. Voto zero.

1880

Il primo giorno Alì creò il caos in piazza Duomo. Appena eletti sindaco e giunta riaprono alla viabilità privata in piazza Duomo andando in controtendenza con il resto del mondo conosciuto. Un provvedimento firmato in piena estate da tutti i componenti la giunta amministrativa compresa la dott. ssa Fraschilla (assessore) che, poco tempo prima insieme ad un gruppo nutrito di cittadini si era recata dall’allora sindaco Barbagallo per perorare la causa della chiusura al traffico non solo di piazza Duomo ma anche del corso Umberto e Savoia. Il primo giorno i pentastellati ci riportano indietro nel difficile cammino della civiltà urbana. Poi Alì sconfina nei conti pubblici e si fa prendere dal panico per il documento che, come sempre, invia la Corte dei Conti ai Comuni. Un documento che toglie il sonno ad Alì ma che non impedisce l’aumento delle indennità per sindaco e assessori e non impedisce la stabilizzazione dei precari. Insomma tanto rumore per nulla e, ciliegina sulla torta, la dott. Battaglia in aula riconosce che gli ultimi due bilanci dell’Ente sono stati chiusi in attivo. Vabbè, troppo casino per un quasi nulla.

Poi, sempre in piena estate, il mitico autogol dell’assessore Fraschilla in riferimento ai solarium nelle frazioni al mare. Non decide nulla e last minute tenta e raggiunge un (non) accordo con un lido privato che (come richiesto dalla legge) inserisce nella struttura una scivola per disabili motori. Altra pessima figura con il cingolato per salire le scale di Palazzo di Città. Foto di gruppo e brutto risveglio quando una mamma confessa che quel dispositivo era stato “prestato” al figlio disabile. Così invece di acquistarne un altro la Palmina se lo fa tornare indietro “perché di proprietà dell’Ente”. Tutto vero, ma pessima figura, Stessa cosa, sempre la dott.ssa Fraschilla, per quel che riguarda l’assistenza alla comunicazione per i bambini con difficoltà. Spalma cinque ore a testa pensando di fare la “democratica” dimenticando che non tutti hanno le stesse esigenze. Risultato? Tutti scontenti ed incazzati. Infine mediazione fallita tra 104 orizzontale onlus e GIS per il parco giochi al Palavolcan. Si sgombera il parco, fallisce la mediazione, Fraschilla ne parla in aula consiliare ma avrebbe voluto tacere.

L’assessore Grasso lo ricorderemo per la felice ed innovativa trovata della “zona 30”. Avrà letto qualcosa in rete e si è convinto che la misura (utile solo nelle arterie dove si percorre a velocità sostenuta e con semaforizzazione sostituita da piccole rotatorie) possa essere applicata in corso Umberto e corso Savoia dove, invece, per andare a 30 km/h bisogna aspettare le ore 14 del ferragosto. Ma, si sa, lo ha detto google ma non ha approfondito l’assessore Grasso. In ogni caso appena tutto sarà (lo sarà mai?) provvedimento esecutivo ci sbellicheremo dalle risate (risate amare).

Il Daniele La Rosa si sbatte come il suo predecessore ma non ottiene risultati significativi. Acireale continua ad essere una discarica a cielo aperto e le morosità e l’evasione della Tari non è certo diminuita. Andiamo a naso perché nessuno si è degnato di dare ai cittadini qualche riferimento preciso di come stanno andando le cose. Va bene la giornata ecologica dove centinaia di cittadini esasperati dalle lunghe attese delle prenotazioni con la tekra per liberarsi degli ingombranti non possono fare altro che riempire l’autovetture e fare il viaggio verso la madonna della munnizza. Un problema quello delle microdiscariche, del corretto conferimento che è addebitabile ai cittadini incivili e “caiordi” ma resta, colpevolmente, un profondo silenzio per quel che riguarda la questione isola ecologica. Mistero fitto.

L’assessore Pirrone dovrebbe occuparsi di turismo. Quindi è inutile spendere qualche rigo sulla sua “mission”. Acireale non è una città turistica è solo un perfida e volgare cittadina del sud. Qualcosa a metà tra disperazione urbana e insana gestione del suolo pubblico. Il suo assessorato dovrebbe scomparire e farne sorgere un altro magari dal suggestivo nome: assessorato all’educazione civica. Pirrone è una stimabile persona ma ad Acireale ha veramente poco da fare sarebbe più utile se si occupasse di rispetto e armonia, così per dare una mano ad una città che ancora si divide per provvedimenti che dovrebbero essere ambiti da tutti.

Infine l’assessore al bilancio Alfio Cavallaro. Lo stesso è stato scavalcato nell’ordine: dal commissario straordinario, dalla corte dei conti, dei revisori dei conti, dal sindaco Alì e adesso dall’esperto esterno Rocca. Insomma parlano gli altri al suo posto e se a lui va bene così la città non perderà il sonno per questo “trattamento”. Gli acesi sono abituati ad avere assessori al bilancio messi in secondo piano come il noto precedente con l’amministrazione Barbagallo. Ci fu un assessore ma decideva l’esperto e poi, dopo le dimissioni, la delega passò al primo cittadino. Quindi con Cavallaro nessuna novità o c’è o non c’è non cambiano i “conti” manca, però, l’indicazione politica per tagli e investimenti. C’è ne faremo una ragione.

Una sintesi dei cento giorni dell’amministrazione Alì non può che concludersi con una bocciatura e ricordando a tutti che non basta un ticket per recuperare credibilità e prestigio, ci vuole coraggio e non il silenzio lugubre espresso in maniera plastica ed evidente dai consiglieri silenti della maggioranza consiliare.

Se si rivotasse oggi Alì non andrebbe oltre i mille voti. Purtroppo.

(mAd)