Chiude la XVII edizione di Magma, mostra di cinema breve.

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“Rispetto ai miei tempi, c’è un raggiungimento di un livello professionale e tecnico, molto notevole […], però devo dire che c’è effettivamente una finestra sul mondo e una visione molto cupa, molto nera del presente e di quella che è la realtà.”
Franco Maresco, presidente della giuria.

A vincere il premio “Lorenzo Vecchio” (in ricordo del giovanissimo ideatore di Magma, morto a soli 23 anni) di questa XVII edizione della Mostra di Cinema breve, ieri sera presso il Multisala Margherita, è stato il corto, di produzione italo-francese, del giovane regista veneto Giulio Tonincelli (che ha alle spalle anche una collaborazione con Luca Guadagnino), dal titolo “Happy Today”. Il corto racconta la storia di Patricia, che all’ombra del monte Oret, nel villaggio di Kalongo (Uganda) accompagna ogni giorno le future madri al dolore fisico di quell’emozione sconfinata che è il parto. Scelto tra le 26 opere in concorso dalla giuria presieduta dal regista e sceneggiatore Franco Maresco e dai due membri, Eleonora Mastropietro (geografa e ricercatrice presso l’Università degli studi di Milano, nonché appassionata produttrice e autrice cinematografica) e la francese Sarah Farjot, che si occupa del Festival International Insulaire di Groix (Bretagna, Francia) “per la capacità di raccontare, con intensità ed emozione, un personaggio che riscatta il proprio difficile passato dedicando tutta se stessa, come infermiera, alle partorienti di un piccolo ospedale ugandese. Mantenendo sempre la giusta distanza, il regista riesce a rappresentare la sacralità della vita con immagini potenti che rimangono a lungo nella memoria dello spettatore”.
La giuria ha, inoltre, assegnato due menzioni speciali ad altri due corti che si sono distinti per qualità artistiche e tecniche. Il primo film scelto è stato “Radio Voorwarts”, olandese, del regista Mateo Vega, “per l’abilità nel raccontare, attraverso la fotografia della fine di un luogo e di una esperienza di vita, un tema come la gentrification che caratterizza la maggior parte delle grandi metropoli contemporanee, in cui scompare ogni forma di socializzazione alternativa”. Il film, infatti, narra una notte nella vita di un gruppo di disadattati – artisti, squatter, idealisti e amanti dei Rave- che si riuniscono per rendere omaggio al luogo a loro caro, per l’ultima volta. La seconda menzione speciale è andata al corto spagnolo dei registi Jesús Martínez e Iván Molina “per la capacità di coniugare tecniche dell’animazione tradizionale miste a quelle digitali, gettando uno sguardo distopico su inquietanti scenari futuri”. Il corto narra le vicende di uno stacanovista della Nuova Era. Tutti e tre i film premiati, erano andati in scena durante la prima serata, quella del giovedì.
Infine il Premio del Pubblico, ovvero un corto scelto dal pubblico in sala che all’entrata aveva ricevuto un’apposita scheda di voto, è andato al corto siciliano del palermitano Giuseppe Carleo. Un film divertente che racconta quanto siano ancora presenti, nella cultura siciliana, riti di magia popolare, come quello che può cambiare il destino di un amore non corrisposto, attraverso una tazzina di caffè. Il corto ha avuto una media voti di 4,7 su 5 e, in attesa che venissero conteggiate tutte le schede, vale la pena ricordare che al pubblico, ieri sera, è stata data la possibilità di assistere ad un corto tutto acese (ambientato, per l’esattezza a Santa Maria La Scala, durante la festa parrocchiale), dal titolo “Acquasanta” di Daniele Greco e Mauro Maugeri. Il film fa parte di un progetto più ampio sul folklore siciliano.
Arrivederci, dunque, alla prossima edizione che consacrerà questo festival alla maggiore età!

(Valeria Musmeci)