Consiglio comunale – Intervento di Michele Di Re

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Presidente, Consiglieri, esponenti dell’Amministrazione. Voglio dire solo poche parole in premessa di questa mozione di sfiducia. Già tanto ho detto e tanto è stato detto. Ritengo che il parallelismo che ho espresso con il ruolo di Capitano di una squadra orientata ad obiettivi comuni da me utilizzato ben rappresenti il concetto. Il concetto di chi sa gestire lo spogliatoio, che sa come prendere i suoi compagni di squadra perché anche lui (o lei) ne fa parte. Il concetto di chi sa mediare, rappresentare la squadra, sa e deve interloquire con l’arbitro, sa e deve parlare con il presidente della società, sa e deve interloquire con i tifosi. Il Capitano che sa e deve difendere i suoi compagni, li deve rispettare e ne deve pretendere il rispetto da parte degli altri. Il Capitano che non mente ai suoi per forzare scelte e decisioni, o per non essere sottoposto a pressioni e poter decidere liberamente in barba alla sua squadra. Il Capitano che se la squadra traballa non va alla stampa a dichiarare: “che volete, che vi aspettavate, in fondo siamo solo una squadra di povere capre inesperte; anzi ci scusiamo con i nostri tifosi che magari si erano creati delle illusioni ma purtroppo delle capre inesperte più di questo non possono dare”. L’ho già detto: un tale tipo di Capitano (anche se poi cerca di mettere pezze di vario tipo) dovrebbe comprendere che ha già fallito nel suo compito. L’ho detto e lo ripeto: NOI NON CI SENTIAMO RAPPRESENTATI DAL NOSTRO CAPITANO. NOI NON CI SENTIAMO RAPPRESENTATI DAL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. E sapete quando ciò mi è apparso ancora più evidente ed ancora più eneludibile? All’ultimo consiglio, quando tutti interagivamo infervorati, interessati, appassionati per la nostra città, per il problema del depuratore a difesa degli interessi nostri e dei nostri concittadini. Un produttivo scambio di idee di opinioni, produttivo scambio anche con l’amministrazione. E chi mancava? Mancavo l’interlocutore corretto, mancava il Commissario. E perché mancava? Perché il nostro Presidente ha voluto gestire quel consiglio speciale in barba alle indicazione del comitato dei Capogruppi, non tutelando il Consiglio e non garantendogli i giusti e dovuti spazi. Facendo inviti non concordati, gestendo tempistiche in maniera autonoma, autoritaria e non condivisa. Ecco questo evento è l’emblema dell’inadeguatezza. Basterebbe questo a giustificare la mozione di sfiducia. E come ho già detto, spero vivamente che un moto di orgoglio e di dignità personale attraversi anche lo schieramento della maggioranza nell’esprimere la propria posizione. Grazie della Vostra attenzione”.

(Michele Di Re)