Corruzione ed anticorruzione gli interventi previsti dopo le terribili vicende acesi.

E’ fondamentale affrontare obiettivamente i temi legati alle recenti vicende che hanno decapitato sia la componente politica che quella amministrativa del comune di Acireale, limitandoci chiaramente all’aspetto politico, lasciando a chi di competenza l’aspetto giudiziario. Questa terribile vicenda deve avere almeno una ricaduta positiva in termini di prevenzione.

I fenomeni corruttivi rubano il futuro e uccidono i sogni dei nostri figli, ledendo il senso stesso di comunità.

L’attenzione ai rischi legati ai fenomeni corruttivi ha prodotto diverse Leggi, tutte volte ad una massima trasparenza nell’azione amministrativa (33/2013) ed a spingere gli enti locali ad attivare tutte le possibili azioni per prevenire tali comportamenti (190/2012).

La cosiddetta legge anticorruzione, legge 6 novembre 2012, n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” è una legge che prevede una serie di misure preventive e repressive contro la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione.

La Legge prevede che il comune di Acireale, come ogni altra amministrazione, ha l’obbligo di predisporre ed aggiornare annualmente il Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC). Questo è un documento di natura programmatica, che definisce la strategia di prevenzione della corruzione nell’ambito della singola amministrazione, sulla base di una preliminare analisi dell’organizzazione, delle regole e delle prassi di funzionamento della stessa, in termini di possibile esposizione al fenomeno corruttivo.

Alla luce di quanto è accaduto ad Acireale è possibile affermare che il piano sia stato redatto individuando correttamente tutte le fonti di rischio? Sono stati individuati i controlli da realizzare? I controllori erano adeguati al ruolo?

La risposta l’ha data anche l’amministrazione acese, che con la delibera di Giunta n. 32 del 27.02.2018, successiva agli arresti, ha approvato un’integrazione al P.T.P.C. prendendo drammaticamente atto di quanto accaduto e inserendo una serie di misure precedentemente non contemplate. Il P.T.P.C. con l’aggiornamento 2018/2020 era stato approvato dalla Giunta Comunale n. 7 del 23/01/2018.

Ecco come viene evidenziato quanto accaduto:

ATTESO che in data 23 febbraio 2018 sono stati adottati dall’Autorità Giudiziaria inquirente provvedimenti cautelari nei confronti, tra l’altro, di dipendenti dell’Ente per presunti reati contro la P.A.

CONSIDERATO che, anche prescindendo dagli esiti definitivi dei suddetti procedimenti giudiziari, debba ritenersi che dinnanzi ad una semplice analisi del rischio che in tal contesto esterno ed interno emerge il quadro normativa che disciplina la materia dell’anticorruzione impone, di fronte a tali gravissimi episodi l’adozione di misure integrative di prevenzione del fenomeno della corruttela nella P.A. e, pertanto una integrazione delle misure già in atto presso questo Ente in forza dei Piani Anticorruzione adottati, onde prevenire e contrastare più efficacemente tali fenomeni e migliorare il rapporto di fiducia della cittadinanza nei confronti dell’Istituzione comunale.

Peccato che già nelle premesse si fa riferimento ad una relazione di verifica che io non riesco a trovare e che sarebbe interessante poter consultare, oltre al fatto che è un obbligo di Legge che venga pubblicata entro il 15 dicembre di ogni anno una relazione recante i risultati dell’attività svolta. Io non lo trovo. Non esiste neanche l’aggiornamento del P.T.P.C 2018.

Ma vediamo alcune delle misure introdotte:

Il conferimento di incarichi di collaborazione esterna sia a titolo gratuito che a titolo oneroso ex art. 7, comma 6 e ss. del D.Lgs. n. 165/2001, ivi comprese le forme di collaborazioni tecniche (Servizi Ingegneria, Perizie, Consulenze Tecniche ect.) deve avvenire previa procedura ad evidenza pubblica, prevedendo la pubblicazione di un bando pubblico, qualsiasi sia la soglia economica, con predeterminazione dei criteri di scelta.

Ed ancora

La soglia per l’affidamento diretto dei servizi di ingegneria (Progettazione, Direzione Lavori, Collaudi ect.), nonché di Incarichi di consulenza accessori richiesti dal RUP, è abbassata a €. 5.000,00 I.V.A. esclusa. Oltre tale importo e sino alla soglie di €. 40.000,00 tali servizi possono essere affidati ai sensi dell’art. 36, comma 2, lettera a) del Dl.gs.n. 50/2016 e s.m.i. solo previo Avviso Pubblico con il criterio dell’offerta economicamente più conveniente. Al fine di garantire la rotazione degli incarichi, uno stesso professionista non può ricevere dall’Ente più di un incarico nel corso dell’anno solare corrente e nel biennio precedente.

L’amministrazione si è contraddistinta in questo modo di operare?

Per gli appalti di lavori, servizi e forniture il cui importo sia ricompresa tra €. 5.000,00 e €. 40.000,00 (I.V.A. esclusa), nell’applicazione dell’art. 36, comma 2, lettera a) del Codice degli Appalti, il RUP deve:

  1. a) procedere a selezionare l’operatore economico previa comparazione dell’offerta economica con non meno di 5 ditte operanti nel settore specifico e regolarmente iscritte al MEPA, anche mediante R.D.O.;
  2. b) non si può procedere all’affidamento diretto ex art. 36, comma 2, lettera a) all’operatore che abbia avuto un precedente affidamento nel corso dell’anno solare e in quello antecedente (rotazione);
  3. c) per i servizi informatici inerenti la fornitura di assistenza hardware e software si può procedere al rinnovo contrattuale col medesimo operatore economico dei contratti in corso nel 2018, per una sola volta, dopo di che si dovrà procedere ai sensi di quanto previsto al superiore punto a).

Sono fatte salve le procedure di somma urgenza affidate secondo i requisiti previsti dalla normativa e previo verbale di somma urgenza.

Possiamo dire che vale il famoso detto “Doppu cà a S. Aita a rubbaru ci ficiru i potti di ferru”?

Il personale della Polizia Municipale impegnato nelle attività di controllo della viabilità e nel controllo sulle attività commerciali alla fine di ogni turno deve redigere breve e sintetico rapporto sulle attività svolte e i controlli effettuati da depositare presso la Segreteria del Comando di P.M.

Mai più aggiustamenti successivi.

Attivazione di misure di individuazione dell’utenza che accede presso gli uffici, come segue:

Palazzo di Città, Comando di Polizia Municipale e Uffici Settori Servizi Sociali, Urbanistica, Lavori Pubblici: attivazione di misure di individuazione e registrazione e rilascio di pass all’utenza che accede presso gli uffici, nella piena tutela delle disposizioni relative alla tutela della privacy; Assoluto divieto di ricevere utenza al di fuori dell’orario di apertura al pubblico degli uffici (salvo eccezionale deroga concessa dal Dirigente);

Mi piacerebbe capire se vale per tutti.

Il dubbio che mi rimane è chi controlla? L’unica risposta è: il cittadino attraverso gli strumenti della trasparenza previsti dalla Legge ma che l’amministrazione acese ha fino ad oggi completamente disatteso.

(stefano alì)