Devolute le somme destinate ai fuochi dei festeggiamenti di San Sebastiano a favore della comunità di Pennisi, ferita dal terremoto di Santo Stefano.

Il 26 dicembre un terremoto avvenuto nel cuore della notte, ha devastato tante frazioni di Acireale e comuni limitrofi.
Tantissime famiglie rimaste senza casa, tantissime lacrime versate, molti di noi costretti a ricominciare.
La tranquillità di molte comunità viene all’improvviso violata nel cuore della notte mentre si è tutti indifesi e al sicuro dentro la propria casa.
Si mette subito in moto la macchina della solidarietà, in pochi minuti si diventa una grande comunità, ci si aiuta, ci si da coraggio e conforto e ognuno delle persone colpite si fa forza e non si lascia abbattere: Si deve continuare e per farlo bisogna trovare le forze e il coraggio per ricostruire.
Molte chiese sono rimaste danneggiate e per chi é credente, questo luogo rappresenta la propria casa e quindi ci si è sentiti derubati dal terremoto per ben due volte.

San Sebastiano per gli acesi è il protettore della città.
La sua festa nasce 450 anni fa in un momento in cui Acireale stava affrontando un’altra prova durissima; la peste, che non ebbe pietà per nessuno e che fece tantissime vittime.
Gli acesi si affidarono a San Sebastiano nelle loro preghiere e lo scelsero come protettore perché anche lui aveva vissuto questa durissima prova e la superò.

Ecco perché oggi, si é deciso di fare ugualmente la festa, affinché ancora una volta in quel giorno a lui dedicato, tutti noi, ci si possa sentire una comunità e insieme poterci unire in un grande abbraccio fraterno per darci coraggio e per trovare tutti insieme quella forza che il terremoto ha tentato di toglierci, per ritrovare insieme la speranza e la fiducia perse in quella tragica notte del 26 dicembre.

Ecco che il Colleggio dei canonici insieme ai giovani del comitato prendono una decisione bellissima, quella di non accendere i fuochi durante i festeggiamenti del 20 gennaio, per rispetto di quelle comunità che hanno perso tutto e per rispetto di un momento così tragico e devastante per l’intera città.

Questa decisione si trasforma subito in solidarietà concreta, unione e fratellanza, infatti si é deciso di devolvere le somme destinate ai fuochi a favore di una delle comunità più colpite dal terremoto: La comunità di Pennisi.
Un gesto importante, significativo che non ci fa sentire soli.
Grazie di cuore a coloro che hanno preso questa decisione, perché oggi piú che mai le famiglie colpite hanno bisogno di sentirsi fare parte di una comunità.

( Graziella Tomarchio)