Ecco perché Acireale non è “smart”

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In questo articolo ci soffermiamo, in sintesi, su due punti. Il primo. Mobilità e parcheggio. Il secondo. Le aree verdi.

Sono tanti i fattori che andrebbero analizzati per comprendere come ci si deve orientare per inziare a “produrre una città smart”; quella città che s’impegna, progetta e realizza pensieri, culture e infrastrutture atte a ridurre l’impatto ambientale, l’inquinamento e che tende a favorire la coesione sociale, lo scambio culturale e la fruibilità dei luoghi cittadini.

Trovare parcheggio, dove e con quale supporto della tecnologia.

E’ noto che le città che vogliono proteggere e riconsegnare il loro centro storico ai cittadini ed ai visitatori intraprendono, già da tempo, modalità di mobilità e parcheggio che sono ormai dati acclamati e riconosciuti da tutti gli studiosi del settore. Un primo punto fondamentale è rendere la vita difficile a chi vuole raggiungere il centro con il mezzo di trasporto privato. Questo non deve significare penalizzare il cittadino o il visitatore ma, al contrario, consiste nel dare quei supporti per vivere il centro e le bellezze architettoniche e paesaggistiche senza usare l’auto e senza particolari sacrifici. E’ per questo che i parcheggi di interscambio o scambiatori sono il punto centrale e l’asse su cui si muove la mobilità urbana sostenibile. Un parcheggio di scambio permette ai cittadini, specialmente in arrivo dalle periferie e dalle frazioni, di lasciare il loro veicolo e di utilizzare, per raggiungere il centro, il bus, o il tram o  la formula del bikesharing. Le automobili restano, quindi, parcheggiate lontane dal centro e il cittadino potrà usufruire del mezzo pubblico per raggiungere la destinazione desiderata.
Un città intelligente, quindi, deve essere dotata di parcheggi ben collegati con il trasporto pubblico; dei veri “hub” per la mobilità sostenibile.
Acireale, invece, si dirige nella direzione opposta. Si continua a cercare di facilitare l’ingresso con l’automobile fino al centro o in zone assai vicine ad esso e si potenzia e si costruiscono parcheggi nel cuore della città. Un errore madornale che ci fa capire come non si riesce ancora a concepire quali sono i passi verso una città “smart”. La miopia di queste scelte mostra chiaramente che la scelta di aprire parcheggi al centro non risolve i problemi del traffico e della mobilità ma li aggrava nel presente e allontana dal futuro per diventare una città a basso impatto.

L’Altro punto è relativo al verde pubblico. Il novecento ha visto crescere il comparto dell’edilizia residenziale e di strade per il transito dei veicoli a motore. Questo modello ha raggiunto il suo apice ed oggi si spinge verso vette che sono, è risaputo, l’acme della disperazione urbana e del grigiore delle città che ancora non investono sul verde pubblico e sugli spazi sociali.

Le città, sempre nel novecento, hanno dedicato spazi al verde ma questi spazi sono sempre stati inseriti in perimetri ben delineati, come parchi, ville, giardini circoscritti in aree ben delimitate e “separate” dal resto della città. Aree che possiamo definire di relax, lontani dal caos. Una buona cosa ma non basta. Occorre fare altro e farlo subito per allinearsi ai rapporti necessari e vitali cemento/verde. Ci si deve, quindi, indirizzare nel concetto di verde pubblico diffuso. Viali alberati, aiuole, piccole aree aperte con panchine e verde, villette, ruderi da demolire e destinare a piccole e diffuse aree verdi e spazi sociali.

Il bene comune, quindi, si compie riportando il cittadino al centro dello scambio sociale e sottraendolo alla solitudine che vive quando è costretto a girare per ore in automobile o quando si trova a camminare in mezzo al caos veicolare in assenza di rapporti sociali e di piccole, medie e grandi zone di relax.

Acireale non è smart city e comprendiamo bene che per iniziare ad intraprendere un percorso virtuoso si rischia, in una prima fase, l’impopolarità soprattutto nei confronti di quei ceti di sottocultura che sono lo zoccolo duro degli elettori, ma la strada è questa non ve ne sono altre se vogliamo crescere in qualità della vita e consegnare alle generazioni future un ecosistema cittadino pulito, genuino e socievole.

(mAd)