Egregio Presidente della Repubblica, ecco perché Lei ha sbagliato.

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Con un colpo secco il presidente della Repubblica Mattarella, a mio modesto avviso, ha commesso un grappolo di errori e, soprattutto, ha certificato agli italiani che i governi devono essere di gradimento dei mercati finanziari pena l’aumento dello “spread”.

Presidente, nel suo breve discorso che ha sancito il fallimento del governo Lega/M5S, tra le poche cose, lei ha affermato: “Nessuno può, dunque, sostenere che io abbia ostacolato la formazione del governo che viene definito del cambiamento. Al contrario, ho accompagnato, con grande collaborazione, questo tentativo; com’ è del resto mio dovere in presenza di una maggioranza parlamentare; nel rispetto delle regole della Costituzione”. Niente da dire e niente poteva fare Lei se non quello che ha fatto. Ovvero constatare che le due forze politiche avevano la maggioranza in Parlamento e, quindi, affidare l’incarico al prof. Conte così come indicato da Di Maio e Salvini. E’ quello che deve fare il presidente della Repubblica Italiana, quello che indica chiaramente la Costituzione. Quella stessa “carta” che Lei ha, invece, forzato per quel che riguarda la nomina come ministro dell’Economia di Savona.

Lei dice che avrebbe riservato per alcuni ministri “un’attenzione particolarmente alta” e di fatto non ha accettato ed ha respinto la nomina di Savona. Le motivazioni? Lei persona chiara lo spiega chiaramente quando afferma: “La designazione del ministro dell’Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari”.

Ed è stato subito evidente che i “mercati” e la agenzie di rating avevano già iniziato la loro pressione sulla volontà popolare considerato che lo spread da poco più di 1.37 di differenziale con il bund tedesco è arrivato fino alla soglia 2.30 punti. Un messaggio che agli italiani sa tanto di ricatto e che Lei presidente invece di rispedire al mittente ed affermare che in Italia i governi li fanno gli Italiani, non ha reagito alla prepotenza dei mercati e della finanza iperliberista, al contrario si è piegato, sottomesso al ricatto con la motivazione di cui sopra.

Lei Presidente ha chiesto alle forze politiche che stavano provando a formare il governo di cercare un ministro che si concedesse alle dinamiche dei potenti del mondo e dell’Europa. Stiamo parlando della finanza che ci ha impoverito, delle banche di cui alcune di loro hanno truffato i risparmiatori, stiamo parlando di quella governance europea che sta affamando intere fasce sociali. Lei ha pensato di tutelare i risparmiatori e di rassicurare i mercato magari dimenticando che le mafie, la corruzione politica e la grande evasione fiscale costano agli italiano circa 300 miliardi di euro l’anno; altro che spread!

Ma il passaggio che possiamo certamente considerato storico è questo: “L’incertezza sulla nostra posizione nell’euro ha posto in allarme gli investitori e i risparmiatori, italiani e stranieri, che hanno investito nei nostri titoli di Stato e nelle nostre aziende. L’impennata dello spread, giorno dopo giorno, aumenta il nostro debito pubblico e riduce le possibilità di spesa dello Stato per nuovi interventi sociali”. Vero ma non è una dinamica a cui continuare a sottostare è un ricatto figlio della logica iperliberista che è diventata indigeribile per milioni di Italiani e non solo. Del resto, lo affermo da europeista, uscire dall’Euro non è necessariamente una tragedia se consideriamo il fatto che da quando ci siamo dentro non abbiamo fatto altro che diventare più poveri e disperati. Abbiamo meno potere di acquisto, abbiamo precarizzato il lavoro in maniera assurda, abbiamo dimenticato la parola mafia e la lotta alla corruzione politica è stata delegata alle sole forze di polizia giudiziaria e a quei bravi e coraggiosi Magistrati che ogni giorno indagano sul malaffare dei politici. Al contrario la politica nulla ha fatto se non far aumentare in maniera esponenziale il fattore corruttivo.

In ogni caso Lei presidente non ha raggiunto alcun obiettivo e facendo fallire il tentativo di governo da parte delle uniche forze che avevano vinto le elezioni ha aperto le porte ad ulteriore instabilità. Cottarelli non avrà alcuna maggioranza alle camere, non farà un governo, non succederà niente altro che l’accumulo di instabilità e crisi ed i mercati continueranno a reagire male e con rabbia. Inoltre Lei non ha raggiunto neanche l’obiettivo di pacificare una Nazione divisa e sconfortata, anche in questo caso, ha dato chiaramente l’impressione che il voto popolare ha valore zero e alle prossime elezioni (agosto, ottobre 2018?) Lei si accorgerà che i partiti tradizionali prenderanno l’ultima sonora sberla prima di scomparire.

Presidente Mattarella, io non sono un seguace del sovranismo monetario e non sostengo chi perora la causa dell’uscita dell’euro, io sostengo,però, la democrazia italiana nata dalla lotta partigiana e credo che Lei bocciando il possibile governo e ponendo il veto su un ministro ha scalfito per sempre la fiducia di tantissimi italiani, ha solo fatto perdere tempo e, certamente, non ha contribuito alla stabilità ma al contrario ha precarizzato lo scenario politico, facendo schiumare di rabbia non solo i sostenitori di Lega e M5S ma anche tutti quegli italiani che dalle regole di Maastricht hanno solo subito lavoro nero, riduzione del salario e difficoltà a mantenere la famiglia.
Europa unita certamente ma che il primato sia della politica e non dagli aguzzini neoliberisti.

(mAd)