Elezioni Regione Siciliana – La Commissione parlamentare antimafia monitora le liste dei...

Elezioni Regione Siciliana – La Commissione parlamentare antimafia monitora le liste dei candidati

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Per le elezioni regionali del 5 novembre insieme ad i candidati presidenti vi saranno in appoggio agli stessi un certo numero di liste farcite da aspiranti deputati ars. Una corsa a sostegno dei candidati (senza troppo sgomitare) ma soprattutto un “concorso” per sedersi nell’aula meglio pagata in Italia. Un concorsone per settanta posti con scadenza a cinque anni, posti allettanti in una regione che è tra le prime per spesa pubblica e all’ultimo posto per vivibilità e lavoro.

Delle liste e dei candidati deputati regionali se ne sta occupando la commissione parlamentare antimafia che monitorerà i candidati e la loro “pulizia” e dignità istituzionale. La decisione, di per se preoccupante e che la dice lunga sulle condizioni siciliane, è stata presa dall’ufficio di presidenza della stessa commissione parlamentare antimafia che ha anche deciso di recarsi, tra qualche giorno, a Palermo.

Una richiesta accorata qualche giorno fa era giunta dal candidato presidente del M5S Giancarlo Cancelleri e dal presidente del consiglio regionale Giovanni Ardizzone. I siciliani, gli elettori e tutti quelli che desiderano trasparenza e correttezza non possono che essere contenti della decisione assunta dalla commissione parlamentare antimafia e la speranza è sempre quella che venga svolto un lavoro certosino e attentissimo.

Le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni sono una piaga che percorre l’Italia da nord a sud e che non ha mai smesso di essere una pratica assai usata dalla criminalità organizzata per condizionare le scelte dei governi. Una piaga che non si riesce a sanare, che si insinua dentro le istituzioni e che, come affermato qualche giorno fa la dott.ssa Boccassini “la corruzione in Italia è sistematica”.

Della “pulizia” delle liste, quindi, se ne occuperà la commissione antimafia anche se non possiamo fare a meno di chiederci perché non dovrebbero essere gli stessi candidati presidenti e gli stessi segretari e coordinatori dei partiti a vagliare con estrema attenzione gli uomini e le donne che candidano nelle loro liste? Magari lo fanno, non abbiamo motivi per credere il contrario, ma i risultati di anni e anni di questioni di mafia e politica non sono certo diminuiti.

Al voto quindi ma sapendo di votare (ognuno con le proprie convinzioni) un politico onesto, serio e lontanissimo dai tentacoli della mafia. Una scrematura seria che faccia si che all’ARS vi siano deputati di tutti gli schieramenti politici ma tutti lontani e distantissimi dalle logiche della criminalità organizzata.

(mAd)