Estate, si arde per il “solarium” ma i lavoratoi dell’Ipab Oasi Cristo Re restano nel limbo

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ACIREALE – Estate già rovente sul piano politico amministrativo. Dal solarium a S. Tecla che sembra essere diventato l’argomento di massima attenzione, alla fondazione del carnevale di cui trapelano notizie ma ancora niente nomi ufficiali ai conti pubblici.

In questa marmellata di pensieri contrapposti e di posizioni decise ecco che, ancora una volta, scompare dall’agenda politica (tutta governo e opposizione, locale e regionale) la questione che dovrebbe, invece, far perdere il sonno a chi amministra la città e la regione. E’ la questione dei lavoratori dell’Ipab Oasi Cristo Re. Una storia tragica, farcita e nutrita dall’incapacità politica e dalla chiara determinazione a far chiudere tutto e mandare nel limbo di un destino nebuloso decine di lavoratori, decine di famiglie.

Ma cosa importa? Poco e niente, la questione Ipab è obsoleta, quasi un argomento noioso, qualcosa che non muove gli intestini dei nuovi “indignados” della città del trunzu. Niente è più importante di quanti centimetri misura una passerella a mare, niente è più importante di chi sarà e con quali competenze il nuovo presidente della Fondazione del Carnevale, nulla è più importante delle piccole beghe tra attori e comparse. L’Ipab è argomento che, a quanto pare, resta in quella terra di nessuno, la terra di gomma dove ogni cosa rimbalza e vola via senza una destinazione, in balìa della follia del rimbalzo.

Da mesi si attende una legge di riordino delle Ipab siciliane, da anni i lavoratori attendono di percepire i loro giusto stipendio, gli ospiti sono andati tutti via, la struttura è nel silenzio, nell’abbandono. Le Ipab sono un incubo da cui svegliarsi, bere un bicchiere d’acqua andare in bagno e ritornare a dormire.

In questo silenzio continuano le manovre per posizionare gli uomini giusti nelle fondazioni, per capire come stanno i conti pubblici, come e dove piazzare una fottuta passerella a mare, come fermare e controllare un esercito di cittadini impenitenti che abbandono la “munnnizza” per le strade e in ogni periferia, in ogni strada appena fuori dal centro. C’è un poco di tempo per tutto tranne che per i lavoratori dell’ipab oasi Cristo Re.

Le autorità ascoltano il jazz in prima fila mentre i lavoratori aspettano che venga rispettata la legge e che possano trovare presto la soluzione ai loro problemi.

(mAd)