Il candidato M5S Stefano Alì al commissario Scalia: “Ci ha fatto conoscere una realtà di cui conoscevamo i segni”

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ACIREALE – In consiglio comunale il commissario dott. Scalia descrive un’analisi che ha colpito tanti per la precisione e la puntualità. Alla relazione del commissario il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle produce una nota che pubblichiamo integralmente.

Scrive il candidato Alì: “Ho ascoltato con estrema attenzione il lungo e interessante intervento del commissario al Comune di Acireale dott. Scalia. La prima sensazione è stata quella di sentire una serie di criticità e di analisi su cui tante volte ho riflettuto pubblicamente.
Un primo passaggio degno di nota si riferisce al personale del Comune di Acireale, afferma in aula il commissario: “A mio parere non è un personale che rientra nel clichè del personale degli uffici comunali. Ho trovato in loro forti riscontri motivazionali e di lavoro con il personale con cui sono entrato in contatto”. In questo passaggio, dopo anni che si parla di inefficienza della macchina burocratica, ho voluto interrogarmi per cercare, quindi, di comprendere meglio. Da decenni si parla di un personale lento e svogliato ma non sono mai stato convinto di tale affermazione, adesso grazie al passaggio del commissario Scalia, comprendo quello che è sempre stato tra le mie riflessioni: la burocrazia lavora bene se ben guidata dalla dirigenza politica, con obiettivi precisi da raggiungere e con un valido sistema di controllo di gestione che distingua e premi chi si impegna. Diventa complessa e pesante se, invece, da parte dalla politica non vi sono indirizzi chiari, obiettivi condivisi, percorsi concordati. L’affermazione del commissario Scalia in riferimento al personale dell’Ente: “Ho trovato in loro forti riscontri motivazionali” ci fa capire chiaramente come l’assenza di una guida politica produce inceppamenti in tutta la macchina amministrativa. Un dato rilevante che sgombra il campo dall’ormai odioso gioco dello scaricabarile.

Afferma il commissario Scalia: “Pensavo di trovarmi al comando di uno yacht un po’ demodè ma solido ed invece ho trovato una barca malandata”. Una metafora che calza perfettamente e mi fa pensare che da tanti, troppi anni questo yacht è stato lasciato alla deriva tra le onde. Acireale, infatti, è riuscita in alcuni decenni a perdere, dilapidare, sciupare ogni angolo della propria storia e dei fattori produttivi. Cementificando, realizzando lavori pubblici discutibili, chiudendo spazi verdi, utilizzando male i fondi europei. Una città che è stata amministrata senza un progetto, senza una visione per il futuro che ha dilapidato ogni cosa. Oggi siamo una “barca malandata” è vero ed è per questo che serve una scossa potente, un’onda di risveglio cittadino che sappia impegnarsi per recuperare la barca e riportarla tra i mari dell’operosità e della costruzione del futuro. E’ per tale ragione che non possiamo mai più continuare a delegare a gruppi di potere (che si alternano nei decenni ma che si equivalgono per inefficienza) . Oggi il risveglio civico, il riscatto deve partire dai cittadini diffidando da tutti quei personaggi che sono stati ieri e oggi al comando o rintanati in una finta opposizione.

Infine. Il dato sull’evasione che il commissario porta a conoscenza dei cittadini attraverso il suo corposo e interessantissimo intervento al consiglio comunale, è davvero impressionante e strutturale. E sorgono altre domande. Perché si è consentito a tanti di evadere le tasse? Inefficienza? Un modo come un altro per fare consenso? Chi doveva controllare i controllori? Come mai tutti hanno dormito sonni tranquilli davanti ad un numero di evasori fiscali così alto e così dannoso per le casse pubbliche? Credo che a queste domande si possa rispondere in un solo modo; troppi contatti, troppi rapporti trasversali e poco, pochissimo senso di comunità.

Ringrazio il commissario Scalia che senza tanti giri di parole, con severità e con perfetta modulazione dei contenuti ci ha fatto conoscere una realtà di cui avevamo già visto e descritto chiaramente i segni e le cicatrici che ha lasciato nella città (degrado diffuso) e tra i cittadini incapaci e disabituati a sentirsi parte del bene comune”.

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Si entra nel clima della cmpagna elettorale con i candidati che propongono le loro idee e soluzioni, mentre gli elettori iniziano a farsi un’idea. Ci auguriamo solamente di non assistere ad una campagna elettorale al cloroformio modello consiglio comunale e con una eco dalla serie “volemose bene”.

(red)