Il sindaco, l’onorevole e i consiglieri a 5 stelle. Decreto sicurezza: il silenzio è complice

ACIREALE – Durante la fase di ballottaggio che vide poi eletto il candidato del movimento 5 Stelle Stefano Alì che si contrapponeva a Michele Di Re chiesi ai due candidati di esprimersi sulla questione della nave Aquarius. La vicenda colpì molto l’opinione pubblica italiana ed europea per la nave ormeggiata al porto di Catania che non otteneva l’autorizzazione allo sbarco di 141 migranti di cui gran parte somali ed eritrei.

Una vicenda che il ministro dell’interno Salvini gestì, come sui solito, con modi rudi e determinati. “Può andare dove vuole, non in Italia”. Poi i migranti sbarcarono dopo un duro confronto tra il ministro dell’interno e altri organi istituzionali non solo italiani.

In quell’occasione chiesi ai candidati sindaco Alì e Di Re di esprimersi sulla vicenda. Dopo qualche giorno entrambi i candidati sindaco espressero il loro punto di vista sulla questione umanitaria che si stava consumando nel porto della vicina Catania. Punti di vista che furono di apertura per quel che riguarda il candidato del centrodestra Di Re e assai balbettanti da parte del candidato Alì del M5S.

Oggi il sindaco Alì non prende alcuna posizione ufficiale intorno al decreto sicurezza che vede, invece, tanti sindaci e la stessa ANCI protestare e, alcuni, disobbedire al decreto sicurezza del ministro Salvini. Un silenzio che è complice e che certamente ci fa capire come anche il sindaco Alì, che ricordiamo proviene dal PD, non desidera essere trascinato in una questione assai difficile e complessa.

Insieme al sindaco Alì, la deputata regionale Angela Foti (sempre vicina al mondo del volontariato) non esprime alcuna posizione sul decreto sicurezza e neanche tanti consiglieri di maggioranza offrono spunti per capire quali sono le loro posizioni politiche intorno ad una vicenda di cui si sta discutendo in tutta Italia e che sta coinvolgendo diversi sindaci.

Un silenzio che non ci piace perchè Acireale e gli acesi meritano di conoscere quali sono le posizione politiche dei vertici amministrativi. Perchè la gestione e l’amministrazione di una città non è solo ordinanze di viabilità e pianti per le poche risorse, è anche indirizzo politico, è anche orientamento politico ed è anche riferimento culturale.

Ma Alì sembra non essere interessato ad infilarsi dentro una questione che appare essere distante dai problemi dei cittadini ma che di fatto è una questione politica che necessità di posizione chiare e di argomenti convincenti.

Sapere cosa pensa il sindaco di Acireale sul decreto Salvini è un prurito immotivato? Non crediamo sia così, si tratta, invece, di conoscere cosa è rimasto del percorso politico del sindaco Alì, si tratta di capire cosa pensano i consiglieri comunali di maggioranza alcuni di loro impegnati nel mondo del volontariato e dell’accoglienza: una su tutti la consigliera Doriana Zappalà, grillina della prima ora.

Ma tutto questo passa per “buonismo” che negli anni del “cattivismo” e del “bullismo autocratico” pare essere una questione irrilevante ma è, di fatto, uno spartiacque dove da una parte ci sono i duri del neonazionalismo salviniano e dall’altra cittadini che non vogliono essere complici di questi anni di ritorno pericoloso ad un passato di segregazione e di intolleranza razziale.

(mAd)