Interventi di ristrutturazione edilizia in centro storico ad Acireale

Il 10 Luglio 2015, più di 2 anni fa, la Regione Sicilia ha approvato la Legge n. 13. – “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici

La Legge ha l’obiettivo di semplificare gli interventi in centro storico. Attraverso un apposito censimento vengono individuate le diverse tipologie di  edifici presenti in centro storico, classificandole nelle seguenti categorie:

  1. edilizia di base non qualificata
  2. edilizia di base parzialmente qualificata
  3. edilizia di base qualificata
  4. edilizia di base qualificata speciale (palazzetti)
  5. edilizia monumentale residenziale (palazzi dell’edilizia storica)
  6. edilizia monumentale specialistica (religiosi, civili, militari, produttivi ed altri)
  7. edilizia residenziale moderna non qualificata
  8. edilizia specialistica moderna non qualificata
  9. altre o diverse tipologie

In base alla classificazione sarà poi possibile intervenire secondo questo schema.

La Legge dava 240 giorni per individuare l’appartenenza delle singole unità immobiliari alle varie categorie. Il termine è ampiamente scaduto e cercando su internet è facile verificare come altri comuni siciliani siano andati avanti.

Classificazione del comune di Caltanissetta

Parte del centro storico di Acireale è fortemente degradato, ma le lungaggini burocratiche e gli intoppi che possono presentarsi, analogamente a quanto è successo per il Cable Park, scoraggiano chiunque volesse fare investimenti di riqualificazione. Il censimento darebbe certezza sugli interventi ammissibili.

Non ho idea a che punto sia il Comune di Acireale e come stia operando, non ho letto nessuna determina o delibera in proposito, ricordo solo che si sta avviando la programmazione 2014-2020 e c’è la possibilità di ottenere finanziamenti per investimenti ad esempio nella realizzazione di strutture ricettive. Cara amministrazione di cambiamo Acireale cerca di essere di ausilio e non di intralcio.

Date la possibilità di investire a chi ne ha voglia e di rivitalizzare un pò l’economia acese, non con edificazioni selvagge e lottizzazioni ma con la valorizzazione del nostro patrimonio in centro storico.

Il programma elettorale di Cambiamo Acireale era pensato in questa direzione, stop al consumo del territorio, privilegiare le riqualificazioni, allora sfruttate le (poche) leggi che la regione mette a disposizione.

Eccone uno stralcio.

2.2 Cresciamo rispettando l’ambiente. L’edilizia che vogliamo

Acireale cresce attraverso lo sviluppo sostenibile: una reale opportunità per rimettere in moto l’economia a partire dal settore delle costruzioni che vive un profondo stato di paralisi. Per accelerare il processo di conversione delle imprese edili alla sostenibilità, privilegiando le riqualificazioni del patrimonio edilizio esistente, pubblico e privato, sono necessari tre strumenti: a) le norme, attraverso un Regolamento Energetico. b) gli incentivi, attraverso premialità, nel rispetto delle norme regionali e secondo un apposito studio da sottoporre all’approvazione del consiglio comunale, che ne indichi i limiti e i presupposti. c) la formazione attraverso la promozione di corsi specifici che mettono i tecnici nelle condizioni di operare secondo i criteri dell’edilizia sostenibile.

Stop al consumo del territorio.

(Stefano Alì)