Ipab Oasi Cristo Re, arriva il giorno dell’addio

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Acireale – Nel silenzio, tra le lacrime alcuni ospiti lasciano l’Ipab Oasi Cristo Re per andare a vivere il resto della loro vita in altre strutture. Il giorno dell’addio e delle lacrime si consuma mentre in città si è immersi in piena campagna elettorale, mentre in città sembra che questo dramma non riesce a raggiungere, ad investire come uno tsnuami l’opinione pubblica.

Una storia quella dell’Ipab Oasi Cristo Re di Acireale che è esattamente la vicenda di una terra, di una Sicilia che non riesce a trovare soluzioni. Anni di proteste, anni di lavoro senza remunerazione, anni di solitudine, di sit-in, di azioni clamorose di protesta, e di commissari straordinari non hanno portato a nulla. Si paventa il distacco dell’energia elettrica, i debiti avanzano e gli ospiti durante un pomeriggio surreale e pieno di caldo di scirocco lasciano lastruttura. Ospiti avanti con l’età, con patologie anche gravi, vanno via in silenzio.

Scrive sulla nostra pagina Facebook l’on. Angela Foti: “Ieri intorno a mezzogiorno sono andata in struttura. La scena che mi si è proposta era di alcuni anziani, nessuno autosufficiente, messi in macchina per andare via tra le lacrime di parenti impossibilitati a prendere con se i propri congiunti nel panico, che non sapevano dove poter affidare con fiducia i loro cari. Chi non ha parenti non capisco bene dove sarà mandato e quale accoglienza avrà. Come le bestie. Nel silenzio generale di una città assuefatta a tutto, non mi aspettavo nulla di diverso”.

I lavoratori sono arrabbiati e delusi, anche loro soli e tristi come gli ospiti che hanno accudito per tanti anni e la loro voce diventa flebile, sanno che si sta scrivendo l’ultimo capitolo di una storia che non avremmo mai voluto raccontare.

Il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Alì afferma: “Ciò che è in atto all’Ipab Oasi Cristo Re,rappresenta un fallimento. Il fallimento di certa politica, di chi non ha voluto attuare una riforma, di chi ha preferito girare la testa per non guardare. Esprimo tutta la mia solidarietà ai lavoratori dell’Ipab, agli ospiti dell’ente e alle loro famiglie”.

Adesso che la storia va a finire si dovrà solo cercare di capire cosa fare dei lavoratori che attendono da oltre 43 mesi lo stipendio e cosa fare degli immobili  e quale legge (se mai si farà) sarà varata dal governo regionale. Quando, pochi giorni fa, abbiamo incontrato il presidente della regione siciliana Nello Musumeci durante la nostra intervista ha dichiarato: “alcuni mesi e faremo una legge”. Vedremo, anche se ormai si è a tempo scaduto e i drammi sono stati tutti consumati.

(mAd)