LA CORRUZIONE SPIEGATA AI BAMBINI

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Un tempo i nostri genitori (i miei di sicuro), ci spiegavano che nella vita dovevamo essere furbi, o “spetti” per chi declinava in chiave locale, la virtù più irriverente, fra tutte forse la più indecente. Cit.

L’essere furbi comportava, avere il posto migliore al cinema saltando la fila, cercando un aiutino nei compiti in classe o imbrogliando sulla distribuzione dei dolci in qualche festa a sorpresa, crescendo questa ” virtù ” si trasformava in qualcosa di più redditizio, permettendo di avere qualche corsia preferenziale negli esami universitari, in questo ampiamente assecondata da quei “chiarssimi” professori quasi sempre pronti a dare un favore in cambio di un favore più grande da reclamare più avanti.

Poi inizia il lavoro, quello in cui girano i soldi, meglio se pubblico perché si sa, i soldi pubblici sono di tutti e quindi di nessuno. Le gare d’appalto, in cui la parola gara, è spesso eufemisticamente utilizzata per descrivere qualcosa che rappresenta una farsa più che una gara, sono il vero banco di prova di ogni furbo che si rispetti. Il meccanismo è semplice, il Comune deve fare un lavoro e serve un finanziamento, il politico di turno si attiva presso l’ente finanziatore e crea il finanziamento (nell’ambiente si dice , porta il finanziamento) poi chiama le ditte di sua fiducia e con meccanismi sempre diversi e sempre più articolati, si organizza una farsa, ops …una gara, in cui il vincitore ha già il suo nome e cognome, sa che dovrà assumere i dipendenti scelti dal politico, a cui restituirà parte dei profitti tra il 2 ed il 5% oltre ad essere costantemente ” a disposizione “.

Oggi la corruzione è il vero male nazionale, il suo costo, mai stimato, è di molti miliardi di euro ( una scuola media costa 2.000.000€), uccide i pazienti in ospedale, fa crollare i ponti, chiude entrambi gli occhi ai collaudatori che non sanno cosa devono collaudare( Cit.) ed aumenta il costo delle opere pubbliche di un 20% .

Per le mafie la corruzione ha rimpiazzato la P38 ed a differenza del ” ferro” non s’inceppa mai. L’inceppamento diventa lessico comune, i più bravi dicono che bisogna ” oliare”, la tangente del 92 si fattura digitalmente e le mazzette , sono solo per i poveretti ed i nostalgici. Il pizzo di cosa nostra, con il suo 3% per la messa apposto, in confronto è un’offerta low cost, degna di un supermercato all’ingrosso. La legge italiana (fatta anche dai corrotti) è imperfetta e parzialmente efficace, individua due figure il corrutture ed il concusso che essendo entrambi perseguiti, diventano soci per la vita, dal bar al Tribunale, il corruttore sa che il concusso non parlerà e viceversa, stringendo due miserabili in un abbraccio che vale una prescrizione. Lo Stato dovrebbe scegliere di perseguirne penalmente solo uno (quello pubblico) riservando all’altro una sanzione indimenticabile.

Oliare, lubrificare, spingere, il lessico della corruzione assomiglia a quello di un bordello per depravati, di quelli a buon mercato di un paese mediorientale ed il linguaggio diventa carne e la carne divora il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti che studiano in Francia , perché qui non c’è futuro. Ma il Futuro è fatto di presente ed il presente siamo solo noi (Cit.)

(Fabio D’Agata)