La donazione.

La donazione.

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Il cavaliere Mario A. Marano ha donato ad Acireale 280mila dollari: 150 mila dollari sono destinati alla Fondazione Teatro Bellini, 100 mila dollari alla realizzazione di un’opera simbolo dell’emigrazione; 30 mila dollari alla Basilica di San Sebastiano. Queste le volontà del generoso emigrato in USA, un uomo che è certamente riuscito ad avere il successo che ha meritato nella vita.

L’impressione è che il cavaliere Marano ha scelto con attenzione dove direzionare la sua generosa donazione. Ha pensato agli antichi fasti del Bellini, ha voluto ricordare e farci ricordare che gli emigrati meritano rispetto  e amore e ha indicato la realizzazione di “un’opera simbolo dell’emigrazione” ed infine, apprezzando la bellezza e la cura che si deve avere per custodirla, ha donato  30 mila dollari alla Basilica di San Sebastiano. La bella facciata barocca che ogni giorno vede migliaia di automobilisti transitare ammorbando le bellezze barocche al pm10.

Le scelte indicate del generoso Cavaliere Marano sono tutte condivisibili e tutte degne di attenzione. Marano immagina un teatro Bellini che possa risorgere dalle ceneri (ceneri nel senso concreto del termine). Quel Bellini che per cause misteriose venne distrutto dal fuoco, quello stesso Bellini lasciato nel degrado per  oltre mezzo secolo, quello stesso luogo di cultura e musica usato negli anni dai piccioni, i gatti randagi e, un tempo, anche per deposito di transenne e mazze e martelletti sequestrati durante il carnevale. Quel Bellini vilipeso, offeso, arso. Marano lascia una donazione alla Fondazione sperando che la stessa, dopo oltre tre anni della sua costituzione, possa agire, essere riconosciuta, organizzare ristrutturazione ed eventi.

Centomila dollari vanno per la realizzazione di un’opera dedicato all’emigrazione. Oggi ci chiediamo si può ancora parlare di emigrazione? La risposta è certamente si. I giovani italiani e specialmente quelli del sud emigrano come prima e forse anche di più. I dati sono chiarissimi, sono oltre 5 milioni gli italiani che nel 2015 si sono spostati all’estero. Ma oggi, insieme ai dati dei flussi migratori degli italiani, gli emigrati sono anche i migranti. Quella massa di persone che fugge dalla guerra, dalla miseria, dalla persecuzione politica, dagli stupri etnici. Possiamo immaginare che venga realizzata un’opera, oggi nel 2017, che racconti l’emigrazione senza pensare ai migranti e alle morti in mare? Non crediamo sia possibile.

Il cavaliere Marano come ogni acese non ha dimenticato San Sebastiano. Pensa ad una Basilica che possa essere recuperata (lì dove necessità) e pensa che gli acesi saranno ben contenti di vedere la più bella chiesa acese migliorata e conservata con le giuste cure.

Un gran signore il cavaliere Marano, adesso si spera solo che le sue volontà siano realizzate e donate ai cittadini acesi, anche perché un’altra occasione simile, con i tempi che corrono, difficilmente si ripeterà.

Quello che serve in questi casi è semplice: ringraziare il cavaliere Mario A. Marano che fino all’ultimo dei suoi giorni ha pensato in grande e con generosità.

(mAd)