La Francia non approva gli emendamenti contro l’anoressia, per vietare alle modelle troppo magre di sfilare

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La Francia non ha accolto gli emendamenti alla riforma della sanità che avrebbero voluto impedire alle modelle troppo magre di sfilare. “Possono costituire una discriminazione contro le persone magre sul posto di lavoro”: questa la motivazione dietro al rifiuto della nuova legge che avrebbe potuto trasformare la Francia in una delle prime nazioni a battersi, anche dal punto di vista legale, contro l’anoressia. Ma la battaglia continua: il deputato socialista Oliver Véran ha dichiarato che un nuovo emendamento verrà scritto e valutato nel corso del 2015. “È intollerabile promuovere e sfruttare l’immagine di persone che mettono a repentaglio la propria salute“, ha puntualizzato Véran. 

La proposta avanzata obbligava le agenzie ad usufruire dei servizi di sole modelle “sane”, ovvero di coloro che presentino un certificato sanitario che attesti che non siano malnutrite. Pena una multa fino a 75mila euro e il carcere fino a 6 mesi. Il secondo emendamento, invece, prevedeva l’introduzione del reato di “promozione della magrezza eccessiva”, con lo scopo di vietare tutti quei siti Internet che mandano messaggi sbagliati, incoraggiando l’anoressia, il rifiuto del cibo e il culto ossessivo del corpo magro