L’on. Nicola D’Agostino: “Caro Mario le cose non stanno come dici tu”

L’on. Nicola D’Agostino: “Caro Mario le cose non stanno come dici tu”

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Caro Mario, colgo l’opportunità che mi dai con la tua nota critica. Lungi da me declamare solo le magnifiche sorti e progressive, vado al dunque perché le cose non stanno come dici tu. Le primarie sono state un ottimo esercizio di democrazia; e non c’è un cerchio magico ma un gruppo dirigente che funziona meglio di tanti pseudo partiti, senza necessità di burocratizzare i collegamenti: i rapporti di stima e di amicizia garantiscono rispetto e trasparenza. Soprattutto il dibattito democratico: basti osservare la vivacità interna, che – è vero – a volte contraddice il programma stesso. In questo hai ragione: i 18 consiglieri eletti in CA dovrebbero ripassarlo.

La mozione sulla Ztl è però un caso di antologia: ha rimediato il buon senso di alcuni consiglieri di opposizione. Sia chiaro: l’Amministrazione non sarebbe comunque tornata indietro, ma è un segnale di maturità il voto del Consiglio che conferma le scelte del Sindaco. Dunque oggi abbiamo una Ztl (che non è un cortile, ma una area discretamente estesa) della durata di 24 ore ed una validità di 365 giorni l’anno. È un punto fermo, una svolta storica, sulla quale si costruirà (dopo il Put) un piano di ulteriore estensione. Lo dici tu che è un dato politico centrale ed io concordo pienamente: è un obiettivo di cambiamento centrato. Che accompagna ed asseconda la grande, nuova vitalità del centro storico con decine di nuovi locali aperti negli ultimi tre anni (una coincidenza?). La seconda rivoluzione (in corso) è la raccolta differenziata: certo, non sta collaborando una parte minoritaria degli acesi (sono sempre di meno) e la spazzatura è desolantemente lungo le strade. Ma è colpa di pochi incivili che verranno sconfitti; certo c’è qualche responsabilità della ditta, anche di alcuni netturbini chiamati ad un lavoro più impegnativo, ma soprattutto ci “accorgiamo” di centinaia di famiglie mai censite! Colpa di chi? Della compiacenza e del clientelismo praticato nel passato: questi signori (?) non possono ricevere i mastelli, fra non molto saranno denunciati se non si sbrigano a venire negli uffici comunali di propria iniziativa. Se la prenderanno con chi gli ha concesso i favori nel passato…

Il Palavolcan è stato completato (abbiamo rimediato non solo ai danni della tromba d’aria, ma anche alla storica insipienza delle passate amministrazioni: vedi la incredibile questione della caldaia non a norma); sulla Villa abbiamo deciso che non si possono commettere più sbagli: ci sono responsabilità penali e costi milionari per le casse del Comune, ma entro pochi mesi sistemiamo tutto e riapriamo interamente.

Il CCR? Credo che scriveremo un libro su questo finanziamento: mentre lavoriamo per farlo approvare, i nemici di Acireale fanno di tutto per farlo perdere. Non so cosa intendi per spazi sociali: ma la Ztl, la piazza Vecchio (ex Com), la piazza Santa Chiara e altri piccoli parchi gioco dimostrano che anche il tema degli spazi pubblici per la socialità registra già dei fatti compiuti. Andiamo agli assessori. Dalle dimissioni di Rory Pietropaolo (per questioni di trasparenza), siamo andati avanti in cinque (come sarà in futuro con la nuova legge), la sostituzione Sardo-Carrara fa parte di un gioco di squadra che verrà completato presto. La delega al Bilancio ha fatto bene il Sindaco a tenerla per sé e gestirla con il consulente (gratuito). Credo che i risultati siano enormi e positivi (terzo grande cambiamento): niente più sprechi, dissesto evitato, grande revisione della spesa, partecipate senza amministratori pagati, regolarità dei flussi in entrata ed uscita, sogip salvata, bilancio partecipato attivato, bilancio approvato in tempi di record. Debbo continuare? In definitiva, nessuno ci volta le spalle: infatti in Consiglio si vota tutto positivamente, a volte anche con l’aiuto delle opposizioni. Quindi, al netto di dettagli, c’è grande compattezza. Certo, soffre chi sente le proprie tasche toccate. Anche dalle parti della maggioranza: ma non inseguiamo la perfezione e neppure gli egoismi dei singoli. È già tantissimo quel che stiamo facendo per modificare i comportamenti di alcuni nostri concittadini troppo conservatori.

Rimane perciò l’obiettivo fissato: il rispetto del programma per cambiare Acireale. Infatti resistiamo alle clientele (tributi, urbanistica, spazzatura), togliamo i privilegi (ai dipendenti che non collaborano, e non si dimentichi che ne abbiamo licenziati 15), diamo segnali precisi di legalità (ecomostro, amianto, mercati rionali, pista ciclabile, denunce in Procura, attentati subiti, rotazione dirigenti), amministriamo senza sprecare (basta guardare i saldi e confrontarli con il passato), investiamo sul territorio, puntiamo su turismo e qualità della vita (si veda il programma degli eventi e i pochi denari impiegati: chi ci osserva da fuori Acireale ci prende ad d’esempio!).

Andiamo allora alle opere pubbliche già realizzate: la sistemazione di S.M. la Scala, il salvataggio del finanziamento della barriera soffolta, tutti gli edifici scolastici (4 mln di interventi quasi ultimati), le spese post tromba d’aria (Palavolcan e Maugeri già ok; strade e marciapiedi fra un po), rotatoria S.M. delle Grazie. Ma adesso tocca al rifacimento dell’asfalto in tante altre strade, l’intervento su via C Colombo, la rotatoria sulla ss144 a SM Ammalati, la pista ciclabile, gli interventi a San Cosmo (con il completamento della chiesa già dal sottoscritto finanziata), l’immobile della questura, la chiesa di San Michele, la pista di atletica ed il manto erboso del Tupparello, la copertura del pattinodromo, i cinque interventi sul dissesto idrogeologico (soprattutto Aciplatani ed il torrente fino a Capomuljni), i due interventi sulla Timpa. Oltre al Gal (agricoltura) e al Gac (portualità) già decretati. Solo questi oltre 50 milioni di euro di interventi finanziati. All’appello manca ancora il CCR, lo sblocco degli interventi sulla depurazione, altri finanziamenti sul dissesto idrogeologico, l’impianto di illuminazione e le infrastrutturazioni sulla mobilità che saranno una grande sorpresa. Senza dimenticare che l’ordinario viene tutto sommato garantito senza grandi proteste (per esempio i servizi sociali). Credo si tratti di un enorme lavoro di cambiamento in termini di sostanza e in termini culturali.

Gli effetti si vedranno con il tempo, occorre pazienza: nel breve si perde consenso, è naturale, ma la cosa ci lascia indifferenti. Siamo certi che stiamo facendo bene, che dovremmo fare meglio, che – se ci fosse più collaborazione e maturità – si potrebbe fare di più. Fra due anni tiriamo le somme, per intanto ci riteniamo ampiamente soddisfatti, compreso il sottoscritto che a volte incita e sprona con troppo entusiasmo.

Infine, io non dirigo, ma porto il mio contributo organizzativo e seguo l’iter dei finanziamenti che arrivano da Roma e Palermo (tanti non se ne vedevano dai tempi di Rino Nicolosi), insomma dò una mano d’aiuto. Come dovrebbero fare altri. Come dovrebbero fare tutti gli acesi. Molti dei quali sempre pronti a lamentarsi, alibi questo per i mediocri e gli invidiosi.

(on. Nicola D’Agostino)