#magliettarossa Salvini: “Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi…”.

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Egregio Ministro, lei non ha trovato una maglietta rossa perché non ha una maglietta rossa, lei ha le felpe. Tante felpe, ognuna per ogni occasione: una felpa per la seccessione, una per il federalismo, una “prima il nord” ed anche un’altra “forza Etna”, “forza Vesuvio” e tante altre a seconda della stagione politica e della demagogia che fuoriesce dal suo colon. Mi chiedo se per caso lei ha un maglietta con su scritto “49 milioni di euro” e se ne possiede un’altra verde-giallo color vomito? Domande lecite se consideriamo che lei parla del suo guardaroba (assente di maglie rosse) e, con un tweet, si permette di ridicolizzare una personalità di assoluto valore etico come don Ciotti.

Mi prendo, quindi, la possibilità di dirle che lei non ha magliette rosse perché di rosso c’è la speranza di un mondo migliore, una dimensione interiore, che non è nei suoi orizzonti politici e etici. Lei fa la politica della difesa dei confini quando davanti all’inno nazionale neanche riuscivate a stare in silenzio, siete quelli dell’ampolla del Po e siete quelli che con Borghezio e con altri “menti” eccelse del leghismo “machista” avete riempito di “cazzate” il vostro racconto; sin dagli albori.

Come capita sempre quando i popoli sono dentro una profonda crisi culturale e di sistema, quando i penultimi si sentono sempre più ultimi, lei parla agli intestini della persone, si rivolge a quei tristi italioti che, di tanto in tanto, hanno bisogno dell’uomo forte, del macho tutto d’un pezzo che li guidi verso la conquista dell’orgoglio perduto, qualcuno che utilizza, con monotonia funebre e crudele, i soliti refrain: italia, italiani, confini, patria, dio e famiglia. Ovvero tutti quei luoghi comuni che sono serbatoi di sangue e dolore. La difesa dei confini, la patria, il vostro dio e la vostra famiglia tradizionale: sangue e dolore, vittime e carnefici indistinguibili, eccidio e smania di superiorità, castigo e disperazione, urla nel silenzio. I penultimi hanno bisogno di sangue e dimostrazione di forza e chi se ne fotte se nel mondo si muore da bambini, si muore con una fottuta e martoriata maglietta rossa indosso.

“I buonisti hanno rotto il cazzo, non ho una maglietta rossa nell’armadio, prima il nord…. ops gli italiani”, e poi l’attacco alle modalità politiche e il disprezzo per chi, con semplicità e umanità, ha voluto dimostrare solidarietà con chi ogni giorno muore in quello stesso mare dove tanti di voi sfrecciano con i loro fuoribordo.

Egregio ministro sono certo che lei sarà (spero presto) spazzato via dalla storia e dalla crescita civile, sono fiducioso che il mio bambino non si nutrirà della vostra ignobile arroganza e sono certo che, prima o poi, nel mondo ci sarà un posto per tutti dove vivere sereni e senza subire torture, stupri, genocidi e vendette tribali.

Adesso lei e il suo governo farlocco continuate pure ad usare la forza, continuate a riempire di slogan un popolo, quello italiano,che conta venti milioni di persone che rinunciano alle cure mediche, continuate ad attaccare la Magistratura, continuate a non parlare di mafia, continuate a nascondere la corruzione politica, continuate a non parlare dei grandi evasori fiscali. Continuate con questo analfabetismo politico perché, lo racconta la storia del novecento, alla fine del giro di giostra rimarrà di voi solo un triste ricordo certamente legato al momento più basso della vita repubblicana. Sarete ricordate come quegli uomini politici esponenti del nazional populismo sovranista che altro non è che un modo semplice per conquistare consensi, una distrazione di massa che non risolverà nessun problema reale degli italiani.

Adesso non mi resta altro da dire che resistenza!
E’ Resistenza del terzo millennio quella che saprà organizzarsi per muovere le coscienze e per continuare a sperare nei processi di umanizzazione.

(mAd) #stayhuman