Mercatini rionali, un flop. Acireale restia ad ogni forma di cambiamento.

Mercatini rionali, un flop. Acireale restia ad ogni forma di cambiamento.

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ACIREALE – L’amministrazione comunale con l’assessore alle attività produttive aveva stabilito e predisposto ben 116 spazi, distribuiti in tutta la città, per la creazione dei mercatini rionali. I mercatini che vediamo in ogni città e che rappresentano l’ultima frontiera prima della corsa di massa ai supermercati. I mercatini rionali sono anche un modo per razionalizzare la presenza sul territorio degli ambulanti e regolarizzarne la  posizione. Ad Acireale questa proposta, per il secondo anno, è un flop.

Su centosedici stalli previsti sono solo diciotto quelli che potranno essere occupati dai commercianti “ambulanti”, per il resto vorrà dire che continueremo a vedere lo spontaneismo e l’assalto agli angoli delle strade con “ape” e bancarelle “fai da te”. Una dimensione suburbana che ancora insiste sul territorio e che spesso sfugge ad ogni regolamentazione.

L’assessore alle attività produttive Antonio Coniglio aveva puntato molto su questo aspetto sia per dare decoro e razionalità alla vendita “in strada” ma anche per cercare di censire e regolamentare i venditori. Niente, nulla di fatto. Le richieste sono davvero pochissime e di questo fenomeno sarà necessario approfondire l’analisi e cercare di comprenderne le ragioni. Da due anni infatti si cerca di far partire questa modalità di vendita “per strada” ma ancora una volta il flop arriva e consegna all’amministrazione un insuccesso che è molto probabilmente il frutto di una consolidata forma di vendita selvaggia e priva di ogni regolamentazione.

Dispiace descrivere questo insuccesso dell’istituzione dei mercatini rionali perché certamente poteva essere un modo concreto, armonico e razionale di gestire la vendita ambulante e di avvicinare i cittadini all’acquisto dai piccoli esercenti.

Sembra proprio che Acireale sia testardamente restia ad ogni forma di cambiamento e sembra proprio che ogni passo verso la normalizzazione sia visto come un attentato a “regole” che negli anni hanno prodotto nel territorio degrado e caos.

(mAd)