“Nessuno dei 24 consiglieri ha una cognizione partecipe del processo oggettivo della politica” – Analisi del testo

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“Le persone mediocri hanno una dialettica che è usata per colpire personalmente gli avversari politici.”  Questa affermazione è della dott.ssa Sonia Abbotto presidente del consiglio comunale di Acireale. La frase è contenuta nell’intervista che la presidente Abbotto ha rilasciato al quotidiano catanese “La Sicilia”.

La frase è nel primo rigo della risposta alla domanda del giornalista. Questa la domanda “Quali sono le difficoltà maggiori di vivere la politica dal di dentro?”.  Le maggiori difficoltà, secondo la presidente Abbotto, sono quelle relative alle persone mediocri che con la loro dialettica intendono colpire personalmente gli avversari politici. Condivisibile certamente, brutta cosa gli attacchi alla persona che, invece, andrebbe – se ne è il caso – attaccata per questioni politiche. Giusto, ma a quali attacchi personali si riferisce la presidente Abbotto non è indicato. Attacchi personali verificatesi in consiglio comunale? Se si, da chi? E cosa s’intende per attacchi personali? Tutto ciò non è specificato e, quindi, la prima affermazione della presidente Abbotto è condivisibile ma non accettabile in quanto “spara sul mucchio”  e non indica alcun passaggio che possa confermare quanto affermato. Ma questo è solo l’incipit.

La presidente Abbotto arricchisce la sua risposta continuando così “Bisogna considerare che nessuno dei 24 consiglieri ha una cognizione partecipe del processo oggettivo della politica”. Qui “lo sparo sul mucchio” è certificato. Sono tutti (i consiglieri comunali) ad essere sotto analisi da parte della presidente del consiglio, non si salva nessuno.  Ma quello che lascia confusi è la seconda parte dello stesso periodo; ovvero il “processo oggettivo della politica”. Cosa intende la presidente Abbotto con “processo oggettivo”? La politica, anche più del calcio, divide, riunisce le persone sotto diverse bandiere, pensieri, ideologie e visioni. La politica “quella vissuta dal di dentro” non può essere oggettiva perché questo comporterebbe la fine della pluralità di pensiero, la fine del confronto, la fine delle differenze che sono la naturale composizione del sistema democratico. E’ oggettivo un tavolo, è, invece, soggettiva la visione politica. E’ chiaro. Ora riassumiamo la risposta. “Le persone mediocri hanno una dialettica che è usata per colpire personalmente gli avversari politici. C’è chi va dritto per la sua strada proprio per colpire senza alcuna remora. Cosa che sulle prime mi lasciava indifferente. Bisogna considerare che nessuno dei 24  consiglieri ha una cognizione partecipe del processo oggettivo della politica. Bisogna approfondire, capire. Qualche consigliere chiede spiegazioni alla presidenza e poi non aspetta neanche la risposta. Il cittadino non merita certe cose e certi spettacoli. Bisognerebbe vergognarci perché dovremmo avere il massimo rispetto di chi ci ha eletti”.

Il passaggio “bisogna approfondire, capire” è davvero interessante. Un mix di “maestrina” e  presunzione politica. Coraggio, non è ancora finita perché la chiosa finale è davvero interessantissima. “Bisognerebbe vergognarci….” ancora i 24 inclusi nel sentimento di vergogna che dovrebbero provare nei confronti dei loro elettori? Non si capisce, la costruzione sintattica traballa, pazienza.

Poche ore dopo la pubblicazione si scatenano le critiche da parte del gruppo misto e dalla restante minoranza consiliare. Arrivano due note in cui si chiede alla presidente Abbotto di scusarsi con i consiglieri comunali. Dalla maggioranza neanche una parola, ne deduciamo che sono contenti di essere sprovvisti di “cognizione partecipe del processo oggettivo della politica”. Contenti loro.

Dopo le note dei consiglieri di minoranza la presidente del consiglio comunale Abbotto ritiene necessario inviare alla stampa una precisazione. Abbotto, tra le altre cose, afferma “… sono fermamente convinta che il consiglio comunale che presiedo ha competenze e professionalità di elevato livello e che tutti quotidianamente ci spendiamo nell’interesse della città”.

Fermiamo le parole e mettiamo a confronto i passaggi centrali della prima e della seconda versione fornita al quotidiano catanese da parte della presidente del consiglio comunale.

Eccole.

Versione A.  “Bisogna considerare che nessuno dei 24 consiglieri ha una cognizione partecipe del processo oggettivo della politica. Bisogna approfondire, capire”.  

Versione B. “… sono fermamente convinta che il consiglio comunale che presiedo ha competenze e professionalità di elevato livello…”

(mAd)

P.S. “Le contraddizioni non esistono. Se pensate di trovarvi di fronte a una contraddizione, ricontrollate le vostre premesse. Scoprirete che una era sbagliata”.
(Any Rand)