NIENTE DUBBI, SOLO CERTEZZE!

Il Carnevale di Acireale è andato bene, una formula rinnovata della nuova Fondazione del Carnevale e la qualità artistica dei maestri carristi hanno realizzato uno spettacolo, indubbiamente, meritevole di apprezzamento, per valore artistico ed organizzazione.

I dubbi sulla sostenibilità dell’operazione però sono tutti lì, anche a causa di una “riservatezza” da parte del management della Fondazione, che mette a dura prova la rispondenza alle norme vigenti di trasparenza e pubblicità degli atti deliberati.

Il ticket, grande novità di questa edizione, ha generato numerose perplessità da parte dell’opposizione consiliare, tenuta praticamente all’oscuro degli aspetti tecnici dell’operazione e di molti commentatori e cittadini, che pur apprezzando l’innovazione hanno posto alcuni legittimi dubbi sulla fondatezza di alcuni passaggi compiuti dal nuovo Cda, nominato dall’amministrazione Alì, dubbi che sono stati cristallizzati nell’interrogazione parlamentare all’Ars dell’Onorevole Sammartino, deputato del Pd siciliano.

Strumentalizzazione politica? probabile, ma di sicuro il Cda della Fondazione non ha fatto quasi nulla per arginare le legittime critiche che naturalmente sarebbero derivate da una visione opaca delle norme sulla trasparenza, da parte di un ente pubblico soggetto al controllo analogo, come qualsiasi altra partecipata a capitale interamente pubblico.

Il primo “mito” da sfatare è che essendo obbligati alla chiusura del circuito e pagando circa 60.000€ per tale chiusura tanto valeva emettere un biglietto per recuperare parte del costo derivante dalla chiusura, in realtà l’emissione di un biglietto comporta ulteriori costi indipendenti dalla chiusura del percorso, quali biglietteria, stampa dei ticket, imposte , emissione di pass ed esenzioni varie, ecc.

Inoltre per rendere commerciabile l’emissione del biglietto, sono stati inseriti numerosi eventi speciali che hanno generato ulteriori costi per gli artisti facendo lievitare il budget di oltre 400.000 rispetto alla precedente edizione anch’essa a circuito chiuso.

Questi extra costi derivanti dall’emissione del ticket avrebbero dovuto essere postati nel bilancio previsionale che la Fondazione, per statuto, avrebbe dovuto approvare entro il 30 dicembre 2018, ma che, a causa delle dimissioni dell’intero collegio dei revisori dei conti, sono rimasti cristallizzati in un previsionale di massima presentato dalla Fondazione in sede di conferenza stampa e dalla dubbia attendibilità contabile.

Un’altra perplessità emersa nell’interrogazione di Sammartino e ribadita più volte dai consiglieri di opposizione, è la fondatezza dell’adozione del ticket in assenza di una delibera consiliare specifica, ovvero il Testo unico degli enti locali affida al Consiglio comunale l’autorità di legiferare su qualunque variazione di bilancio, ed essendo l’emissione di un biglietto, un evento che inevitabilmente genera delle ripercussioni finanziarie sul bilancio della fondazione e per riflesso sulle casse comunali, il Cda della fondazione avrebbe dovuto necessariamente ottenere un’autorizzazione amministrativa che non è mai arrivata.

Con nota dell’Assessorato enti locali viene chiesto al Sindaco, al Segretario comunale e non al Presidente della fondazione un chiarimento in merito a tale scelta.

L’Assessorato, ovviamente, scrive ai massimi organi amministrativi del Comune e non alla fondazione, essendo quest’ultima solo un ente pubblico derivato ed assoggettato al Comune e non soggetto autonomo con propria facoltà in termini di spesa pubblica.

La fondazione da parte sua risponde solo con conferenze stampa autoreferenziali e senza atti di evidenza pubblica ad eccezione di alcuni avvisi presenti sul portale della trasparenza, tra questi l’ultimo in ordine di arrivo è l’avviso pubblico per la ricerca di professionisti in qualità di revisori contabili essendo il precedente collegio dimissionario.

I nuovi revisori dovranno approvare un previsionale 2019 praticamente a consuntivo, ovvero dovranno certificare una previsione di spesa già effettuata ad eccezione della prossima festa dei fiori, che per il cda, faceva già parte del budget ma di cui nel previsionale del Presidente e negli avvisi pubblicati non c’è alcuna traccia evidente.

Difficile trarre conclusioni senza numeri certi, di sicuro rispetto alle edizioni precedenti è stata tutta un’altra storia.