“Non è stato un terremotino”

I comitati sorti subito dopo il sisma del 26 dicembre 2018,con il loro portavoce il dott. Salvatore Scalia, ieri (10/02/2018) al cine Margherita hanno prodotto un evento che certamente non potrà e non dovrà essere dimenticato. Un parterre davvero importante, presenti in sala Senatori della Repubblica, onorevoli regionali, i sindaci dei Comuni colpiti, il commissario Foti e tanti altri esponenti della politica cittadina.

Ha aperto l’incontro il dott. Scalia con un intervento pieno di contenuti, analisi e proposte ma anche intriso di passione e di voglia di vigilare e di non seguire la sorte che colpisce chi rimane senza casa o senza l’attività produttiva.

Il portavoce Scalia è stato chiarissimo quando ha affermato che i politici devono dire come continuare, quando ha affermato che i terremotati non vogliono le “casette”, non vogliono rimanere per anni fuori dalle loro case, non vogliono neanche che siano esentati dalle tasse tutti i residenti dei comuni colpiti ma solo chi ha davvero subito danni e li ha certificati.

Il terremoto di S. Stefano non è stato un “terremotino” come è stato banalmente liquidato da qualche trombone, è stato forte, “più forte della magnitudo di 4.8 perché è stato assai superficiale”, ha scosso le case ed ha lasciato tanti senza più nulla. E non certo, come affermato dal coordinatore dott. Scalia, perché le case sono abusive e mal costruite ma perché la scossa è stata violenta. Le strutture hanno retto ma le pareti interne hanno ceduto così come deve essere per le case edificate secondo i giusti criteri.

Non è stato un “terremotino” è stato anche evidente quando prima dell’inizio dell’incontro sono state proiettate le immagini, a cura della tv locale REI, del disastro. Macerie ovunque, dalla martoriata Fleri fino a Pennisi, Piano D’Api, Aci Sant’Antonio, Zafferana, la chiesa di Aci Catena e, subito dopo, altri danni ad Aci Platani. La terra è tremata forte quella notte di S. Stefano, alle 3.19 tutto è cambiato, ogni certezza ha lasciato il posto alla paura.

Durante l’incontro si è anche discusso di fare presto per rimettere in piedi la viabilità nelle zone ancora isolate, di come è necessario stare uniti e non far spegnere i riflettori dell’opinione pubblica locale e nazionale, come è necessario ed urgente dotare i Comuni di personale specializzato perché ancora vi son richieste di sopralluogo inevase e tanto lavoro da completare e da verbalizzare.

Un parterre importante quindi che non deve significare “passerella” politica ma impegno concreto e reale affinché le frazioni colpite possano ritornare presto alla normale quotidianità, affinché le case siano ricostruite (non certo con il misero contributo di 25 mila euro), per ritorni a vivere e ripopolare intere frazioni che oggi sono in ginocchio.

I comitati si stanno muovendo in maniera sobria e concreta, le amministrazioni locali sono attente ma inadeguate a fronteggiare l’emergenze e soprattutto il post terremoto, tanti sono fuori dalla loro abitazione, il tempo che scorre è inesorabile e, come ha detto il portavoce Scalia, “un giorno fuori casa è un’eternità”.

(mAd)