Piccola storia di Jaci – Il Falò in piazza Duomo, anno 1971

676

Viaggio nella memoria di un’altra “Anima di Aci”, i ricordi e le nostalgie tramandateci dal prof. Antonio Pagano. Il Rito dell’accenzione e benedizione del ceppo natalizio “u zuccu”, che una volta veniva acceso sulla piazza di fronte la Basilica dei SS.Pietro e Paolo.

Piazza Duomo, agghindata, splende di mille luci natalizie, che ne accrescono la suggestiva bellezza. Il Cinque Oro è un vasto salotto all’aperto, animatissimi. Il ceppo, al centro, simboleggia non solo la fede verso il Fanciullo, venuto al mondo per un rinnovamento, una palingenesi – magnus ab integro saeclorum nascitur ordo -, ma anche l’anno vecchio che se ne va per cedere  il posto a quello nuovo, che si augura sia molto migliore. I bagliori delle fiamme si riflettono sulla facciata del Palazzo di Città e su tutto un fianco della Cattedrale con la piccola abside della Cappella di santa Venera, sormontata da maschere, tipiche del barocco nostrano. Sprizzano la faville, illuminando il cielo decembrino. Lo sguardo le accompagna fino a  quando si esauriscono. Dolce tepore, malinconico ritorno al passato, con vicende e volti di persone rimasti impressi nella memoria. Penso alla benedizione del ceppo di anni lontani. Era tradizione che fosse benedetto dal Parroco della Cattedrale. Il Canonico Concetto Cristina, un’autentica istituzione in seno al capitolo,  Uscito da una delle porte laterali della sua Chiesa, dalla parte dell’Arco del Vescovo, sul far del crepuscolo, si avviava lentamente con il suo caratteristico incedere, alla grande catasta di legna, già pronta, per a aspergerla In nomine Patris et Filii et Spiritus Sanctis. Non poteva mancare il fervorino. Parole toccanti e prive di tono enfatico, concetti accessibilissimi. Il fuoco, tanto utile all’uomo, che se ne serve quotidianamente, – San Francesco lo chiamava bello et jucundo et robustoso et forte, – è assurto a simbolo della Fede… Dal vecchio rito pagano, che celebrava Helios, il Sole Invitto, a quello cristiano, che vede nel fuoco, ignis ardens, l’espressione del vivo amore predicato dal Verbo del Cristo.

Acireale Viva , viaggio nella memoria , prof. Antonio Pagano

foto Petra Sappa