Piccola storia di Jaci – il tradizionale “zucco” di Natale in piazza Duomo

Uno degli appuntamenti tradizionali acesi, nel periodo natalizio, è l’accensione del falò in piazza Duomo. Fino a qualche decennio fa la catasta si allestiva sul piano delle basiliche. Nel 1971 il prof.  Pagano nella sua pubblicazione “Acireale Viva – viaggio nella nostalgia” descriveva questo antico rito.

Piazza Duomo, agghindata, splende di mille luci natalizie, che accrescono la suggestiva bellezza. Il Cinque Oro è un vasto salotto all’aperto, animatissimo. Il ceppo, al centro, simboleggia non solo la fede verso il Fanciullo, venuto al mondo per un rinnovamento, ma anche l’anno vecchio che se neva per cedere il posto a quello nuovo, che si augura sia molto migliore. I bagliori delle fiamme si riflettono sulla facciata del Palazzo di Città e su tutto il fianco della Cattedrale con la piccola abside della cappella di Santa Venera, sormontata da maschere, tipiche del barocco nostrano. Sprizzano le faville, illuminano il cielo decembrino. Lo sguardo le accompagna fino a quando si esauriscono. Dolce tepore, malinconico ritorno al passato, con vicende e volti di persone rimasti impressi nella memoria. Penso alla benedizione del ceppo di anni lontani. Rea tradizione che fosse benedetto dal parroco della cattedrale. Il Canonico Concetto Cristina, un’autentica istituzione in seno al capitolo, uscito da una delle porte laterali della sua Chiesa, dalla parte dell’Arco del Vescovo, sul far del crepuscolo, si avviava lentamente, col suo caratteristico incedere, alla grande catasta di legna, già pronta, per aspergerla “In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti”. Non poteva mancare il fervorino. Parole toccanti e prive di tono enfatico, concetti accessibilissimi. Il fuoco, tanto utile all’uomo, che se ne serve quotidianamente, – San Francesco lo chiamava “bello et Jucundo et robusto et forte”, – è assurto a simbolo della Fede…dal vecchio rito pagano, che celebrava Helios, il “Sole Invitto”, a quello cristiano, che vede nel fuoco. “Ignis ardens”, l’espressione del vivo amore predicato dal verbo del Cristo.